I leoni africani vogliono il titolo

Il primo a pronosticare un futuro luminoso per il calcio africano fu Enzo Bearzot. Quest'anno i team che rappresentano il Continente nero ai Mondiali sono sei. E tra Camerun, Nigeria, Ghana e Costa d'Avorio potrebbero arrivare interessanti sorprese

I leoni africani vogliono il titolo

Johannesburg - Correva l’anno 1986 e nella quiete della Meson del Angel di Puebla, sede della sfortunata spedizione azzurra in Messico, in una chiacchierata coi giornalisti il ct azzurro Enzo Bearzot rilasciò una dichiarazione molto interessante: “Nei prossimi anni le nazionali africane saranno sempre più competitive. Sono atleti molto forti, occorre loro solo la tecnica. Ancora qualche anno e avranno anche quella”. Mai previsione fu più azzeccata. In quella edizione dei mondiali, vinta dal genio (e dalla mano) di Maradona, erano solo Algeria e Marocco a rappresentare il continente nero, poi il pallone ha preso sempre più campo in Africa, inondando di campioni e buoni giocatori i campionati europei. Ma ancora niente vittoria – né piazzamenti d’onore – ai Mondiali. Sarà questa la volta buona? Difficile. Però potrebbe-dovrebbe arrivare qualche buon piazzamento. Sudafrica, Nigeria, Algeria, Ghana, Camerun e Costa d’Avorio: sei paesi a rappresentare un continente che ha sempre più fame di calcio e di sognare in grande.

Sudafrica Il minimo sindacale per i padroni di casa è raggiungere gli ottavi di finale. I quarti sarebbero un sogno. Ma è molto difficile, per gli uomini di Parreira, pensare di poter avvicinare l’exploit del mondiale di rugby del 1995. Eppure, nonostante il calcio sudafricano non sia al top, ben sei uomini della nazionale giallo-verde militano nei campionati europei. Segno che il fenomeno calcistico, piano piano, sta crescendo anche a queste latitudini.

Nigeria Dopo il gran rifiuto di Trapattoni, che ha preferito restarsene in Irlanda, le “aquile verdi” sono guidate dallo svedese Lagerback. Giunta due volte agli ottavi di finali (nel 1994 e nel 1998) questa volta la Nigeria punta ancora più in alto. Nell’anno della tripletta nerazzurra chissà se gli ex interisti Martins e Kanu riusciranno a trascinare in alto una squadra tecnicamente molto forte, il cui unico punto debole, forse, è nelle retrovie.

Algeria Inutile nasconderlo, è la Cenerentola delle africane. Senza più le stelle che la trascinarono negli anni passati (il tacco di Allah Madjer e Belloumi) l’undici guidato da Saldane punta tutto sul contropiede. Ma la qualificazione in extremis (spareggio) lascia sperare poco.

Ghana In molti credono che sia la migliore nazionale africana, nonostante il ko del suo uomo più rappresentativo, Essien, fuori dallo scorso gennaio. E’ un team che può vantare grossi nomi, da Muntari ad Asamoah, ma il punto di forza resta il collettivo. In questo Ghana che cerca il riscatto di un continente, si segnala lo strano destino di due fratelli: Kevin Prince e Jérome Boateng. Il primo ha scelto il suo paese d’origine. Il secondo, invece, ha scelto la Germania. I due si ritroveranno in campo per giocarsi, forse, il passaggio del turno.

Costa d’Avorio Il suo leader indiscusso si è fatto male al braccio. Ma tutti sperano nel miracolo: forse non sarà pronto per la prima gara ma potrebbe farcela. Del resto come fa una squadra a rinunciare a un bomber come Didier Droga? Il centravanti del Chelsea è l’uomo simbolo del team guidato da mister Sven Goran Eriksson. Ma di assi nella manica, lo svedese, pul vantarne altri. I nomi? I fratelli Touré, Kalou, Eboué. L’incognita resta l’unione del gruppo. Riuscirà, lo svedese, a tenere uniti i suoi uomini?

Camerun I leoni d’Africa sono loro. Questo è poco ma sicuro. A guidarli c’è un mito del calcio internazionale, Samuele Eto’o. E’ da sempre una delle squadre più forti dell’Africa, sin dal lontano 1982, ai mondiali di Spagna. “Le squadra africane - ha detto Eto’o alla partenza per il Sudafrica - sono pronte per vincere la Coppa del Mondo. Spero che il mondo sia pronto per accettare questa cosa”.

L’attaccante dell’Inter ha poi aggiunto che i Mondiali sono “un’opportunità per mostrare a tutti che l’Africa non è solamente povertà e malattie”. Parole importanti, da vero ambasciatore di un intero continente. Ma i leoni d’Africa possono ancora fare molto male? Davanti di sicuro. Forse qualche dubbio viene da difesa e centrocampo.

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