I Marlene Kuntz tornano alle origini E il rock italiano mostra i muscoli

Dalla formula degli esordi, quella fatta di rabbia, ruvidezza ed elettricità, che li ha consacrati come una delle due band di punta del rock italiano insieme con gli Afterhours, i Marlene Kuntz si sono progressivamente allontanati in favore di sonorità più intime e raccolte, sulla strada di una canzone d'autore più vicina alla tradizione italiana. Tuttavia martedì al PalaSharp di Lampugnano (ore 21.30, ingresso 15 euro), nell'ambito della Festa del Partito Democratico, la formazione cuneese ha deciso di ritornare, almeno per una sera, al passato e, quindi, alle proprie origini. Con uno spettacolo incentrato sul repertorio più energico, sanguigno e tirato, che recupera brani dai primi dischi, quelli della metà degli anni Novanta. «Siamo praticamente da due anni in tour. E dopo aver suonato con molta soddisfazione nei teatri sulla scia di "Uno" (l'album realizzato due anni fa, nel 2007, ndr), c'è tornata la voglia di essere meno "trattenuti". Attenzione: non dobbiamo recuperare la simpatia di qualche ammiratore della vecchia ora; piuttosto lo facciamo solo perché chi fa rock deve potersi esprimere in più modi», puntualizza il cantante-chitarrista Cristiano Godano, tra i pochissimi autori rock di casa nostra i cui testi meditati, introspettivi e ricchi di riferimenti letterari vale la pena di ascoltare, leggere e approfondire. A rendere particolarmente stuzzicante il concerto milanese dei Marlene Kuntz (tra poco nei negozi con il progetto parallelo Beautiful, realizzato con Howie B e Gianni Maroccolo), la partecipazione di due ospiti eccellenti: Franz Di Cioccio della Pfm e Manuel Agnelli degli Afterhours. «Sono entrambi milanesi e averli invitati a cantare è il nostro modo per dirgli grazie», spiega Godano, a Lampugnano con gli altri due storici Marlene - Riccardo Tesio (chitarra) e Luca Bergia (batteria) - e gli ultimi arrivati Luca Saporiti (basso) e Davide Arneodo (tastiere e violino). «Di Cioccio ha dichiarato che la nostra cover di "Impressioni di settembre" (inserita in “Best of Marlene Kuntz“, ndr) è la migliore che abbia mai ascoltato: una "benedizione" che ci ha reso molto orgogliosi. Con Manuel poi siamo amici da tempo: ci ha coinvolto nel progetto "Il paese è reale" e invitato sul palco a Sanremo e al Primo Maggio. Era ormai tempo di ricambiare il favore».