I nostri uomini di «Kultura» festeggiano l’antenato del G8

Caro Lussana, presi dalla «manovrina» e dalla diatriba infinita sulle intercettazioni (ambientali...) e mentre il centrodestra si piglia pure Aosta, corriamo il rischio di distrarci e non vedere che a Genova, il 30 giugno 2010, altri, non il sottoscritto, torneranno indietro di mezzo secolo... Perché a più d'uno è venuta l'infausta idea di celebrare il 50° anniversario dei tumulti avvenuti il 30 giugno del ’60 contro il congresso dell'Msi. E chi, se non: Camera del Lavoro/Cgil, Anpi, Fondazione Giuseppe Di Vittorio alle quali si aggregherà la Fondazione per la Cultura Palazzo Ducale? La Camera del Lavoro, che uno un po’ normale la crede estinta assieme al crollo di quel Muro, lassù, a Berlino. In Italia abbiamo «specialisti» che festeggiano le perdite delle guerre, nella rossa ex Superba poteva mancare chi ama festeggiare un evento disastroso (prologo di quell'altro infausto evento del 2001, il G8), ove si vietò ad un partito rappresentato in Parlamento di manifestare il suo Credo? Giusto, sbagliato, lo si chieda al «novello dissidente» On. Fini, visto che è pur sempre uno che «se ne intende». Probabilmente il 90 per cento dei futuri partecipanti sarà nelle condizioni fisiche e psichiche di quegli anziani immortalati da una celebre vignetta di Matt sul Telegraph che dichiarano «Cosa vogliamo? Perché siamo qui? Cosa dobbiamo dire?», ma una persona sola saprà perché è lì, una che, figurarsi, è sempre in «PrimaLinea», la sindaca Vincenzi, quella che si autocelebrò come rappresentante di «tutti» i cittadini...

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