La guerra santa in nome di Dio, alle spalle del Papa

Hanno dichiarato guerra al Papa e sono accusati di fondamentalismo. Che sia l'inizio di una nuova scissione?

Fondamentalismo cattolico. Un accostamento sorprendente, abituati come siamo a pensare a quello islamico, torvo, violento, sanguinario. Fondamentalisti sono gli jihadisti, le milizie dell'Isis, i Paesi (sempre più numerosi) che adottano la legge coranica come norma fondamentale dello Stato. È un'idea che richiama rigore e intransigenza nel riferimento letterale ai testi sacri delle religioni unito alla violenza (fisica e verbale) per imporli di nuovo. Prende fiato soprattutto nei periodi di cambiamento a salvaguardia appunto dei fondamenti. Difesa, arroccamento, ritorno alle origini. In questo senso l'idea di fondamentalismo viene estesa da alcuni intellettuali anche alla galassia, sempre più numerosa e rumorosa, dei cattolici critici verso Papa Francesco e le novità che sta introducendo a poco a poco nella Chiesa. È un movimento organizzato solo in parte, che si articola soprattutto sui social network, pronto a scattare davanti alle scelte di Bergoglio e permaloso se viene preso di mira, come del resto lo è chiunque venga inquadrato in un mirino.

È un fatto, però, che molti scritti su siti e giornali usano spesso toni esagerati, canzonatori verso il Papa, con vignette che se fossero pubblicate altrove farebbero gridare allo scandalo. Un esempio su tutti: un fotomontaggio pubblicato da uno degli intellettuali cattolici più accaniti contro Bergoglio, Alessandro Gnocchi, lo raffigura vestito da Lutero che sghignazza davanti a un crocifisso infranto a terra. Lo si trova nella rubrica «Fuori moda» sul sito Riscossacristiana.it. In questi termini, la contestazione antiromana è senza precedenti.

SCAMBIO DI RUOLI

In nome della fedeltà alla tradizione si attacca il custode e garante del «depositum fidei»: il Papa. È una contraddizione curiosa. Questi ambienti se la prendono con papa Francesco contrapponendolo a Benedetto XVI benché il vero rivoluzionario sia quest'ultimo: senza le dimissioni di Ratzinger, Bergoglio sarebbe ancora a Buenos Aires. Al tempo di Wojtyla e Ratzinger, dai conservatori partivano accuse di insubordinazione verso chi contestava il Papa anticomunista, il «pastore tedesco» della fede, le censure alla teologia della liberazione e la difesa dei «valori non negoziabili». E si taceva invece su iniziative come le preghiere interreligiose di Assisi, le visite alle moschee, le aperture ecumeniche. Il Papa è il Papa e non si discute. Ora il campo è rovesciato, quanti chiedevano obbedienza adesso disobbediscono e pretendono di insegnare al pontefice che cos'è la vera tradizione fissando loro il limite oltre il quale il successore di san Pietro va considerato eretico e traditore.

Ma per queste frange è corretto parlare di fondamentalismo, sinonimo di un'intolleranza sanguinaria più che verbale? A proporre il concetto è stato uno dei più autorevoli sociologi delle religioni, il professor Massimo Introvigne. Ha individuato questa categoria per identificare le frange tradizionaliste che contestarono il presunto «modernismo» dei papi Leone XIII e Pio XI, e per quanti successivamente se la sono presa con il Concilio e i pontefici degli ultimi cinquant'anni. «Il fondamentalismo spiega Introvigne è nato nella seconda metà dell'800 in ambito cristiano, nel protestantesimo, e solo un secolo dopo è stato applicato all'islam. Gli ambienti conservatori erano orgogliosi di quel titolo, prodotto da una reazione al nuovo e dal desiderio di tornare alle origini. Un'idea di purezza ed essenzialità legata al principio Sola scriptura: vale unicamente ciò che è scritto nei testi sacri».

Il cattolicesimo però non è Sola scriptura, non è una religione del libro ma l'incontro con un uomo, Gesù di Nazaret. Non è una forzatura parlare di fondamentalismo? Risponde Introvigne di no: «Se i fondamentalisti protestanti si richiamavano alla lettera della Bibbia, i cattolici si rifanno alla Tradizione. Cristo non ha scritto una riga, non ha lasciato libri ma successori, persone vive, in carne e ossa: gli apostoli e i papi. Sono il pontefice e i vescovi uniti a lui che definiscono cosa sia la tradizione oggi. Il fondamentalismo cattolico impugna la tradizione contro il Papa. O meglio, un'idea prefissata di tradizione».

LE ACCUSE

Sembra un dibattito teologico per iniziati. Non lo è più da quando lo stesso papa Francesco ha fatto proprio questo concetto. Ne ha parlato nel 2014 in un'intervista al quotidiano spagnolo La Vanguardia: «Nelle tre religioni abbiamo i nostri gruppi fondamentalisti, piccoli rispetto a tutto il resto. Un gruppo fondamentalista, anche se non uccide nessuno, anche se non picchia nessuno, è violento». Concetto ripreso più volte, l'ultima a luglio nel ritorno dalla Polonia: «Anche noi abbiamo i nostri fondamentalisti».

A chi si riferiva? Francesco non l'ha specificato. Magari intendeva le voci critiche «storiche»: i nemici del Concilio, i sedevacantisti, i lefebvriani e quanti lo considerano un antipapa al pari dei pontefici dopo Pio XII. Ma Introvigne si dice preoccupato piuttosto dalla «realtà più diffusa e informale di persone che non aderiscono a questi gruppi, vanno a messa nella loro parrocchia o alla messa tradizionale in latino, ma sviluppano, divulgano o assorbono posizioni fondamentaliste».

Il sociologo ha sintetizzato le sue idee in un lungo colloquio con la rivista culturale online Lanuovaeuropa.org la quale si occupa dell'ortodossia russa e conosce bene le fazioni fondamentaliste e antiecumeniche che, per esempio, considerano eretico il patriarca Kirill per l'incontro a Cuba con papa Francesco. Il web-periodico si è chiesto se la paura del nuovo, il sentirsi minacciati possa riguardare anche i cattolici. All'intervista con Introvigne Lanuovaeuropa.org ha fatto seguire una mappa dettagliata del «fondamentalismo diffuso» ripresa da altri giornali.

Apriti cielo. La suscettibilità di questi gruppi è esplosa sui social network e sui blog con accuse e perfino insulti verso gli autori dei saggi, in realtà scritti senza toni polemici né acrimonie. Reazione che farebbe pensare a un nervo scoperto. Le punte più oltranziste di questa contestazione antipapale non si limitano a parlare di «resistenza» al magistero di Francesco, ma lo accusano apertamente di essere traditore (come quando ha celebrato i 500 anni della Riforma di Lutero) ed eretico, con l'esortazione apostolica dopo il sinodo sulla famiglia.

Così, per esempio, a proposito del clamoroso appello di quattro cardinali a chiarire presunte ambiguità dell'Amoris Laetitia, il sito Corrispondenzaromana.it scrive: «Circola in Vaticano ed è attentamente studiato da teologi e prelati lo studio di Arnaldo Xavier da Silveira, Ipotesi teologica di un Papa eretico, pubblicato dall'editore Marco Solfanelli di Chieti. L'iniziativa dei quattro cardinali si inserisce in un processo di resistenza che si allarga ed è solo alle sue prime fasi. Ne vedremo gli sviluppi nei prossimi mesi». Quasi il preannuncio di una scissione.

NUOVO SCISMA?

L'insistenza bergogliana sulla misericordia, che pure è il cuore dell'insegnamento di Gesù, viene contrapposta alle tavole della legge. Il viaggio in Svezia e le aperture ai divorziati risposati sono stati come il drappo rosso per un toro. Per Introvigne si tratta comunque di correnti minoritarie, inversamente proporzionali all'eco che suscitano sul web: «Anzi, mi stupisce il loro scarso successo. All'epoca del Concilio Vaticano II avvennero vere rivolte contro le novità liturgiche e dottrinali, culminate nello scisma di monsignor Lefebvre. Qui non avverrà nulla del genere. Sono professionisti del web che sanno come farsi sentire».

Ma nelle ultime settimane s'è verificato un salto di qualità. La lettera dei quattro cardinali, uno dei quali non esclude un atto di «correzione» per il Papa, è clamorosa. La facoltà di assolvere dal gravissimo peccato di aborto estesa a tutti i preti (e non più esclusiva dei vescovi) è suonata a molti come l'ennesima scivolata del Papa verso il lassismo morale e la svendita della fede, altro che Vatileaks. In un'intervista all'Avvenire, il quotidiano dei vescovi, Bergoglio ha risposto così: «Alcuni continuano a non comprendere, o bianco o nero, anche se è nel flusso della vita che si deve discernere». Certi rimproveri «sono fatti con spirito cattivo per fomentare divisione. La Chiesa non è un campo di calcio che cerca tifosi». E a ogni buon conto, le critiche «non mi tolgono il sonno».

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Commenti
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combirio

Lun, 28/11/2016 - 08:30

So solo che quando le religioni mettono becco nello stato e nelle questioni politiche hanno sempre fatto dei grandi disastri, più morti che le bombe atomiche! Stato Laico senza vicinanza alcuna alla politica per QUALSIASI RELIGIONE. Le religioni devono solo saper parlare ai cuori dei singoli.

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oldpeterjazz

Lun, 28/11/2016 - 08:31

Per quanto mi riguarda possono andare tutti a quel paese, fondamentalisti e non.

sakai389

Lun, 28/11/2016 - 08:37

Ha perfettamente ragione: la chiesa non è un campo di calcio in cerca di tifosi, tuttavia....è una banca in cerca di clienti.

routier

Lun, 28/11/2016 - 08:43

"Chi troppo in alto sal, cade sovente precipitevolissimevolmente" (Ludovico Ariosto)

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rapax

Lun, 28/11/2016 - 09:03

Filippi ma lei si rende conto o no? vedo no, i disastri che sta facendo contro l'unita della chiesa questo papa? e' un disastro, sono cose da concilio..invece le sta facendo in pochissimo tempo un papa! vedo una analisi molto superficiale sul fenomeno Bergoglio..

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bassfox

Lun, 28/11/2016 - 09:34

e se ci sono i crociati, chissà che scisma spirituale...

aurius

Lun, 28/11/2016 - 09:43

Il crollo delle vocazioni religiose, dei matrimoni religiosi, dei praticanti, non sono opinioni ma un fatto reale. I fatti dimostrano come questa Chiesa del Concilio e della Misericordia da tempo non dìa più frutti e stìa lentamente scomparendo. Fra qualche anno conosceremo la nuova situazione della Chiesa Cattolica e se in quel momento ci accorgessimo che questi fondamentalisti al momento in minoranza, saranno diventati la maggioranza, questo articolo dovrà essere considerato solo l'opinione errata di un giornalista.

paolonardi

Lun, 28/11/2016 - 09:49

Bisognerebbe ricordare al falso papa, parafrasando il pittore greco Apelle, "Sacerdos, ne ultra animas". Il comunismo lascialo fuori non ti compete anche perche' ha combattuto le religioni ed ha fallito miseramente.

venco

Lun, 28/11/2016 - 09:50

La fede cristiana è conoscere e cercar di seguire le regole descritte nella "Dottrina di fede cristiana". Chi non è cristiano non fa peccati, cioè non sbaglia mai, perché segue la propria etica e morale di comodo.

INGVDI

Lun, 28/11/2016 - 09:50

Il pensiero unico è entrato prepotentemente anche nella Chiesa cattolica, devastandola. difendere questo Papa significa approvare relativismo e nichilismo. Non si tratta di fondamentalismo o di tradizionalismo, piuttosto di scelte nel seguire il Vangelo o il Mondo. La chiesa di Bergoglio ha scelto il secondo.

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marco piccardi

Lun, 28/11/2016 - 10:02

I Danni arrecati da bergoglio sono cosi' devastanti, non solo per la Chiesa di Roma, ma per il Mondo Cristiano, che ne subiremo tutti le conseguenze per lungo tempo.

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BIASINI

Lun, 28/11/2016 - 10:10

Premesso che questo Papa mi sta un tantino sulle sfere per la sua dichiarata simpatia per la teologia della liberazione e l'"accoglienza" in Vaticano di tutti i vecchi catorci, ormai convertiti all'ecologia, che la rappresentano, ricordo che i papi passano e la Chiesa resta. I contestatori ci sono sempre stati: in passato creavano grandi scismi, adesso più modestamente, creano piccole conventicole che rappresentano poco più che se stessi. Pio IV si ritrovò i vecchi cattolici (chi li ricorda?) Paolo IV le comunità di base, scimiottanti le cellule comuniste. Sparite. La cosa curiosa è che le chiese si svuotano, preti ce n'è pochi, e si succedono infornate di vescovi e cardinali. Todos Caballeros. Un esercito di generali senza truppa. Amen.

Ritratto di gian td5

gian td5

Lun, 28/11/2016 - 10:11

Filippi, ma Lei cosa ne sa di Cristianesimo? Se ne avesse una conoscenza anche modesta avrebbe scritto che è Bergoglio lo scismatico, non i Cristiani; non è possibile passare dalla scomunica ai comunisti a sostenere che anche Cristo lo fosse e a definire la Bonino come un esempio da seguire (non parlo del resto per carità e mancanza di spazio) senza suscitare una rivolta fra i fedeli.

antonmessina

Lun, 28/11/2016 - 10:12

si occupa troppo di politica troppo delle altre religioni e poco di quella che dovrebbe essere la sua e non è il vero papa. anzi..

Giulio42

Lun, 28/11/2016 - 10:16

E' sempre tutta politica, ognuno vuole il suo spazio, alla fine tutto si risolve con una spartizione di fedeli e di soldi.

acam

Lun, 28/11/2016 - 10:17

Francesco cerca di convincersi che il corano sia equivalente alle nostre sacre scritture... sarà vero?

mstntn

Lun, 28/11/2016 - 10:19

Sta sciogliendo come neve al sole tutti i nostri valori. Non mi piace una Chiesa così. Sento di non appartenere a nessuno.

Ritratto di mauriziogiuntoli

mauriziogiuntoli

Lun, 28/11/2016 - 10:23

La religione è mistero. Un'eccessiva esposizione non la differenzia da "striscia la notizia". Si occupi più di anime e di trascendenza. Per l'immanenza bastano i democristiani.

routier

Lun, 28/11/2016 - 10:30

Durante il Conclave la momentanea distrazione dei Cardinali può portare a grossi guai per la chiesa cattolica.

isolafelice

Lun, 28/11/2016 - 10:31

Introvigne quando dice che "Cristo non ha scritto una riga, non ha lasciato libri ma successori, persone vive, in carne e ossa," dimentica che Cristo ha lasciato sopratutto la Sua Parola che non può essere messa in discussione nè da Introvigne nè dal Papa. E la Parola riportata nei Vangeli è stata purtroppo diverse volte disattesa anche da papa francesco; non sto qui ad elencare ogni singola deviazione, basta consultare i molti siti web che ne trattano. Ma ad Introvigne non viene il sospetto che con tutte le contestazioni a papa francesco che vengono sia da prelati che da vescovi, cardinali e da moltissimi laici forse c'è veramente motivo grave per cui mandare a papa f. una richiesta di chiarimento o correzione?

PEPPA44

Lun, 28/11/2016 - 10:53

Costui dovrebbe dirci quando parla da Papa e quando parla da Bergoglio, cioè come una persona qualunque.Purtroppo al 99% parla da semplice cittadino facendosi grande del suo ruolo e dicendo cose dell'"altro mondo" come quando dice:"Me lo ha detto Dio".

Ritratto di gianky53

gianky53

Lun, 28/11/2016 - 11:12

Articolo temerario, superficiale e fuorviante. Citate poi come riferimento il solito Introvigne che si sta comportando come una banderuola sbattuta dal vento. Anche lui folgorato dal verbo di Bergoglio?

Ritratto di llull

llull

Lun, 28/11/2016 - 11:35

Il "fondamentalista" è colui che si rifà ai valori "fondamentali"; nel caso dei cristiani, ai valori fondamentali del Vangelo. Il più grande fondamentalista che io ricordi è stato San Francesco che ha incarnato proprio l'essenza, cioè i valori "fondamentali" del Vangelo. E allora? E' forse da condannare San Francesco per il suo fondamentalismo? Per fortuna e soprattutto grazie a "Dio San Francesco è stato così fondamentalista. Dice infatti Gesù: "DAI LORO FRUTTI LI RICONOSCERETE" (Matteo 7,16)

Totonno58

Lun, 28/11/2016 - 12:02

Chissenefrega

opinione-critica

Lun, 28/11/2016 - 12:43

Il fondamentalismo, bene o male, ha fondamenti teologichi. Introvigne non ha compreso che molte critiche si basano sul fatto che il papa, come capo della chiesa cattolica, non ha mai detto ai cristiani perseguitati e ammazzati che hanno il diritto-dovere di difendersi, non ha mai fatto nulla per organizzare la fuga dei cristiani perseguitati. Parla di fratelli islamici ecc.. questi saranno fratelli di Introvigne e del papa, non certo delle persone civili e umane.

un_infiltrato

Lun, 28/11/2016 - 12:53

Stesura riveduta e corretta. Caro Filippi, con tutto il rispetto, Le assicuro che non ci sarà scisma di sorta. Stia tranquillo. A causa della sua immensità, era appena ovvio che Francesco dovesse trovare incontrare sul suo cammino, bacchettoni, vuoti a perdere, pronti a contrastarlo. Quanto alle lettera inviatagli dai "quattro", il Papa - che non è esonerato dalla funzione cui sto per riferirmi - userà (con tutto il rispetto) la lettera in discorso, come dieci piani di morbidezza.

Ritratto di liusstrale

liusstrale

Lun, 28/11/2016 - 13:17

Il messaggio della salvezza è stato comunicato agli uomini con parole semplicissime tali che tutti possono capirle. Cristo non ha dato alcun ordine di riportare per iscritto quello che ha predicato, ma è comunque è stato utile che alcuni testimoni lo abbiano fatto. Lui ha solo garantito che ci sarebbe stato sempre almeno un uomo che avrebbe predicato la salvezza,.Poi ci sono stati i sapienti che pretendevano di spiegare tutto,hanno inventato una religione e hanno costruito un potere religioso. Il successore di Pietro potrebbe non essere anche un cristiano ma per un mistero proferirà sempre che solo in Cristo c’è la salvezza. E’ ora che dopo 2000 anni circa venga ridimensionata la figura del papa, altrimenti certi comportamenti e certi insegnamenti puramente umani possono diventare un problema e un intralcio alla storia della salvezza.

Ritratto di Menono Incariola

Menono Incariola

Lun, 28/11/2016 - 13:38

Non vado in chiesa, e non mi ritengo un "buon cristiano". Con dio (minuscolo), ho un rapporto conflittuale, poichè, se da lui dipende tutto, è pure complice di tutte le schifezze del mondo, e addirittura in certe occasioni sembra pure che infligga deliberatamente soffferenza, mi viene in mente il terremoto di Onna, mentre la gente era in processione. Nel Vangelo si puo trovare tutto ed il suo contrario, basta ricordare la parabola della vedova e quella delle vergini saggge. (segue 1)

Ritratto di Menono Incariola

Menono Incariola

Lun, 28/11/2016 - 13:45

(seguito 1) Che i cristiani si adoperino per "socccorrere il loro prossimo" mi sta bene, in genere cerco anch'io di farlo. Ma che acefalicamente si voglia, al di là di ogni umana ragionevolezza, aiutare chi "non si aiuta" da solo, e solamente esige e pretende come se gli altri fossero i suoi schiavi, mi sembra un atteggiamento masochistico. Tanto vale non prendere antibiotici per non uccidere i microbi che invece, coscientemente o no, ti uccidono. (segue 2)

Ritratto di Menono Incariola

Menono Incariola

Lun, 28/11/2016 - 13:52

(seguito 2) Personalmente non sono capace di fare miracoli, e finora non ho incontrato nessuno che ne fosse capace. Ciò significa dover contare solo sulle proprie forze, per la propria ed altrui sopravvivenza, concetto ben sintetizzato dalla frase "Charitas incipit AB EGO". Per cui, un papa (minuscolo) che chiede "alle sue pecorelle" di comportarsi come se i miracoli li sapessero fare tanto lui che queste ultime, stravolgendo il senso stesso della dottrina "Misericordia voglio, non sacrificio", le porta CON SE' ALLA PERDIZIONE. (Fine)

gneo58

Lun, 28/11/2016 - 14:18

politica e religione - due cancri di questa terra.

macpab

Lun, 28/11/2016 - 14:25

Il giornalista è chiaramente confuso. Il problema non è il Papa ma la dottrina. Se il Papa si discosta dalla Dottrina di Gesù Cristo è chiaro che non è più il custode della Fede ma il propositore della sua fede. Benedetto XVI e Giovanni Paolo II non avevano paura del giudizio del mondo quando difendevano i capisaldi della Fede. L'attuale Vescovo di Roma ha chiaramente come priorità l'accoglienza (che sia dei migranti o di chi è fuori della Chiesa a lui non importa) ma crea confusione quando mina i fondamenti del Cattolicesimo

petra

Lun, 28/11/2016 - 14:30

Il fatto è che per Bergoglio la misericordia vale solo quando piace a lui. Quando non gli piace, allora alle offese a sua madre, lui risponde con un pugno. Ma le critiche non gli tolgono il sonno? Buon per lui.

anna.53

Lun, 28/11/2016 - 16:02

Le religioni se ne stiano al loro posto , ciascun cittadino sia libero di credere e di scegliersi il capo religioso di riferimento. IL guaio grosso sono gli stati etici dominati da una ideologia o da una corrente religiosa che determina le regole cui i cittadini debbono sottostare; necessariamente uno stato assoluto e repressivo . Un rischio sempre dietro l'angolo.

Tuthankamon

Lun, 28/11/2016 - 18:01

Il problema non è quello che il Papa dice "a braccio". Si tratta di opinioni e di interpretazioni che possono avere risalto sui media, ma non cambiano niente. Quello che è scritto è quello che conta. Fin qui i documenti della Chiesa sono sempre stati curati nel minimo dettaglio. Invece in tempi recenti, alcuni documenti appaiono "toccati da troppe mani" (non sempre "oneste" in apparenza). Non è possibile mandare al pubblico un documento (ripeto, della Chiesa) corposo e non essere in grado di spiegare ogni singola riga. Non è questione di integralismo o di tradizione o di altro: è una questione di chiarezza verso chi ti rivolge domande. La Chiesa può anche discutere al bar della parrocchia. Ma la sintesi deve essere chiara e articolata!

pier1960

Lun, 28/11/2016 - 18:42

caro Giornale, tutti i giorni ci propini un pistolotto (con foto) del papa bianco nero che interessa pochissimo agli italiani....

GiovannixGiornale

Lun, 28/11/2016 - 18:45

CHI AVESSE LETTO QUESTO ARTICOLO È PREGATO DI RESETTARE TUTTO. PIUTTOSTO DI QUESTI STRAFALCIONI È MEGLIO UNA SANA E CONSAPEVOLE IGNORANZA.

Ritratto di tridentino

tridentino

Mar, 29/11/2016 - 00:02

Questo articolo fa acqua da tutte le parti è sciatto e impreciso come molti degli articoli su questo quotidiano. Avrei bisogno di uno spazio almeno doppio per controbattere a tutte le sciocchezze che vi sono riportate. Spero mi sarà permesso postare alcune riflessioni che potranno essere utili all'autore, se in buona fede, e a chiunque leggendo l'articolo rimanga giustamente disorientato.

Ritratto di tridentino

tridentino

Mar, 29/11/2016 - 00:03

1 E’ VERA MISERICORDIA?/1 Bergoglio parla sempre di misericordia e Filippi dice che essa è il cuore del vangelo. Vero. Ma la misericordia di Cristo e quella di Bergoglio coincidono? La legge morale non può essere contrapposta alla Misericordia. Essa ne costituisce il presupposto, in quanto siamo bisognosi di misericordia quando, avendo trasgredito la legge morale, commettiamo un peccato, che è offesa a Dio e cheha come conseguenza una frattura netta di quel legame di carità che ci unisce a Lui.

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tridentino

Mar, 29/11/2016 - 00:04

E' VERA MISERICORDIA?/2 La possibilità di attingere alla misericordia, e quindi di ricucire questo strappo, nostro Signore l’ha pagata a caro prezzo col sacrificio in croce. Ogni volta che pecchiamo (più o meno gravemente) offendiamo questo sacrificio. Non si può comprendere la bellezza della misericordia se non comprendiamo la gravità del peccato,i suoi effetti drammatici e definitivi dai quali la misericordia di Dio ci trae fuori se ci pentiamo e se promettiamo di astenerci da peccare in futuro. Ma non posso sapere cos’è il peccato se non conosco la legge morale o se addirittura ne nego parte e tutta. Di conseguenza non posso pentirmene e chiedere perdono. Una misericordia senza giustizia e senza verità è semplicemente finta.

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tridentino

Mar, 29/11/2016 - 00:05

2 NEGAZIONE DEL PECCATO Riceviamo il perdono se c’è pentimento, cessazione dell’eventuale condotta peccaminosa, se ci impegniamo a non peccare più. Questo è il concetto corretto di misericordia. Misericordia quindi non può significare abrogazione dei comandamenti, accettazione di prassi che contraddicono l’insegnamento morale della chiesa con la motivazione che esse sono praticate, accettate e considerate innocenti dai “fedeli”. Questa misericordia non è altro che l’alterazione della dottrina permanente della chiesa, E’ benedizione del peccato, liberazione dalla morale.

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tridentino

Mar, 29/11/2016 - 00:06

3 SOCIOLOGIA O TEOLOGIA? Questa falsa versione della misericordia nega sostanzialmente l’origine divina dei comandamenti e attribuisce loro una portata sociologica. Secondo i preti-sociologi la chiesa nell’insegnare il bene e il male non deve riferirsi alla tradizione permanente, ai principi ad una verità rivelata permanente e assoluta, che viene da Dio e alla quale gli uomini sono chiamati a conformarsi se vogliono salvarsi eternamente. Questa misericordia, di fatto altera la proporzione tra uomo e Dio. Non sono più gli uomini a doversi convertire ma la dottrina deve subire un mutamento da una spinta sociale e alla quale la chiesa si deve adattare e benedire di tutto.

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tridentino

Mar, 29/11/2016 - 00:07

4 ALTERAZIONE DELLA MISSIONE DELLA CHIESA Il compito e il fine della chiesa è soprannaturale: far conoscere Cristo (vero Dio e vero uomo) redentore universale ,insegnare la fede in Lui , e a obbedire ai suoi comandamenti. Il fine della chiesa è la salvezza eterna delle anime. Solo nel rispetto dei suoi precetti può realizzarsi in ciascuno la salvezza dell’anima. Conoscere ,praticare e difendere la Sua verità è essenziale perché ciò avvenga ed è infatti il primo dovere del papa. Chi manipola altera, eclissa o banalizza la dottrina della fede, altera la missione stessa della chiesa. Con la scusa dell’aggiornamento ne produce la secolarizzazione. La chiesa da sposa di Cristo diviene meretrice del mondo che rinuncia a convertire ma viene trainata dal mondo assumendo totalmente la prospettica, una prospettiva che esclude Dio e il Suo giudizio.

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tridentino

Mar, 29/11/2016 - 00:20

I VERI FONDAMENTALISTI La fede è la via per la salvezza, conquistiamo la vita eterna se viviamo nella fede e nella grazia del Signore, altrimenti ci perdiamo eternamente. Se viviamo nel peccato ci perdiamo eternamente Questa è la pura verità e fa paura a chi sa di non vivere nella grazia, per questo sono etichettate come idee fondamentaliste. Il must della società di oggi è il portato della cattiva filosofia moderna “non possiamo conoscere la verità” tutto si fa fluido, provvisorio, soggettivo. L’unica verità che si accetta è vaga e lontana una verità che può essere declinata piacimento.

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tridentino

Mar, 29/11/2016 - 00:21

I VERI FONDAMENTALISTI/2 In gioco c’è la salvezza eterna delle anime e ho l’impressione che chi gioca con la dottrina e con la morale non è affatto in sintonia con questa tensione escatologica. Quelli che sproloquiano di novità di aggiornamento, di adattamento, non vengono da Dio Usano un linguaggio seducente appropriandosi di parole come amore, misericordia, tolleranza Ma amano solo loro stesi e voglio misericordia nel senso di giustificazione della la loro vita cattiva, pretendono che sia tollerata ogni loro cattiva condotta ostinata nel peccato vogliono rovesciare i principi anziché conformarsi ad essi,mettendo al centro se stessi facendosi di fatto Dio. Questi sono i veri fondamentalisti, fondamentalisti della menzongna e del loro egoismo!

Ritratto di tridentino

tridentino

Mar, 29/11/2016 - 00:22

5 GESU’ E’ FONDAMENTALISTA? Gesù ci ama perché, si è sacrificato per noi, e indicato la strada della salvezza dicendo la verità, usando toni duri e perentori . Quei toni che non ci piacciono e che vorremmo non sentire e che suonano fondamentalisti a Filippi & C. “io sono la via la verità e la via nessuno giunge al Padre se non per mezzo di me” , “non osi l’uomo dividere ciò che Dio ha unito”,”Chi crede in me vivrà chi non crede in me perirà in eterno” ,“convertitevi o perirete”. La vita cristiana è croce “rinnega te stesso è porta la croce”, è sacrificio, e combattimento spirituale, è fuga dalle tentazioni è rigore. E’ ammissione delle proprie debolezze è Cristificazione. E’ “pensare alle cose di lassù” e non a quelle di quaggiù…

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liusstrale

Mar, 29/11/2016 - 11:22

Ho molto apprezzato ilo suo intervento..Mi sembra doveroso fare delle sottolineature .Il cristiano se è consapevole del significato della sua fede ha anche il compito della predicazione. Purtroppo ci sono stati dei cristiani che hanno interpretato il vangelo per costituire un potere religioso che in certi momenti si è espresso nel più bieco fondamentalismo arrecando danni enormi al messaggio evangelico. Di questo fondamentalismo certi papi ne sono stati complici. E’ necessaria una purificazione che parta dall’interno dell’Istituzione chiesa in modo che tutti diventino l’unica Chiesa di Cristo aliena da dissertazioni filosofiche e teologiche e di potere ma che vive la Sua stessa vita.