Marcello Viaggio
Apertura della campagna elettorale di Pierluigi Borghini, ieri pomeriggio, alla sala congressi del Terminal Gianicolo. Sostenitori e simpatizzanti hanno ascoltato il programma del capolista alle comunali di Forza Italia, fondatore del Laboratorio politico per la città. Con loro anche leuroparlamentare azzurro Antonio Tajani. Borghini già da alcuni mesi lei prepara la sfida elettorale per il Campidoglio. Ora finalmente può iniziare le operazioni sul campo... «Per la verità sono 9 anni che mi preparo, da quando nel 97 ho sfidato Rutelli a sindaco di Roma. Oggi cè Veltroni. Ma la mia sensazione è che in gran parte i problemi siano gli stessi di allora. Io spero di aiutare Alemanno a diventare sindaco, in ogni caso non voglio fare solo il consigliere comunale. La città è spaccata in due, come risulta dai sondaggi fatti dal mio Laboratorio. Metà dei romani sono contenti di Veltroni, ma unaltra metà è scontenta. Io penso che dopo 13 anni di guida della sinistra, i romani vogliano voltare pagina». Lesito della sfida si vedrà il 29 maggio. Lei però ha già anticipato che, anche in caso di sconfitta, si impegnerà a rendere dura la vita a Veltroni. «Cercherò di obbligarlo a dare risposte concrete alle lamentele dei cittadini. Il problema numero uno è quello del traffico, ma molto sentito è anche il problema del decoro urbano: la città è sporca, ha i marciapiedi sconnessi, una infinità di buche nelle strade. Bisogna rimboccarsi le maniche. Per quanto riguarda il traffico, è prioritario progettare delle metro circolari, che colleghino i quartieri della periferia fra di loro». Lei, nel periodo 97-2001 in cui ha guidato lopposizione in Campidoglio, ha contato su uno staff tecnico di primordine. Queste persone sono ancora al suo fianco? «Certamente, sono una trentina di professionisti affermati nel campo dellurbanistica, delleconomia, delle leggi. Sono loro che mi hanno permesso di affrontare i problemi con concretezza. Fra i miei obiettivi da consigliere comunale, ci sono fin da adesso la realizzazione del secondo Raccordo anulare, una rete di semafori intelligenti in tutta la città, il drastico contenimento dei campi nomadi». A proposito, proprio il Prefetto di Roma, Achille Serra, ha puntato il dito: Roma rischia di essere sommersa da uninvasione di rom nei prossimi anni, soprattutto da quelli di etnia romena... «Smettiamola di far girare i nomadi da un campo allaltro, dobbiamo dire chiaramente che i campi rom oggi sono le isole franche della malavita romana.
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