IdroeIettrico, in Italia investimenti di 200 milioni

Per il settore energia le sfide sul tappeto sono diverse: dall’aumento del fabbisogno alla salvaguardia del clima, fino a un utilizzo più responsabile delle risorse fossili, in via di esaurimento. Secondo E.ON, uno tra i più grandi gruppi energetici del mondo a capitale interamente privato, alla base di ogni decisione strategica devono figurare tre macro-obiettivi: sicurezza degli approvvigionamenti, protezione del clima e sostenibilità economica.
E l'unica strada perseguibile per garantirne l’equilibrio appare quella di un mix energetico bilanciato, che comprenda tutte le tecnologie di produzione disponibili, incluse le fonti rinnovabili, il carbone «pulito», il gas naturale e il nucleare.
Proprio in quest'ottica, il gruppo E.ON ha raccolto nel documento «Energia 2030» la sua visione su quella che sarà la politica ambientale da qui a un paio di decenni, al fine di rendere chiare le proprie idee in proposito e, soprattutto, di stimolare un dibattito pubblico sul futuro energetico. Perché, secondo l’opinione del gruppo, solo con il consenso di tutte le parti della società sarà possibile avviare i cambiamenti necessari nei sistemi di energia.
A cominciare, per esempio, dalle rinnovabili: è opinione comune che siano destinate ad assumere un ruolo sempre maggiore in futuro, ma sarà importante raggiungere un’unità d’intenti più ampia possibile su come e quanto rapidamente estenderne l'utilizzo. Già oggi, comunque, E.ON promuove con forza lo sviluppo delle fonti rinnovabili, che a livello di gruppo rappresentano il 13% della capacità produttiva totale. Solo nei prossimi tre anni, poi, sono previsti su questo fronte investimenti per circa 8 miliardi di euro, più di qualsiasi altra azienda europea del settore. Ed entro il 2030 la quota di rinnovabili nel portafoglio di E.ON triplicherà, raggiungendo il 36% e rappresentando la prima fonte nel mix, costituita principalmente da energia eolica, idroelettrica, solare e biomasse. Nello stesso anno, inoltre, più del 50% della produzione del gruppo sarà a emissioni zero, mentre il rimanente avrà bassi livelli di CO2 grazie a centrali a carbone tradizionali ad alta efficienza e a centrali a gas.
E l’Italia? Rappresenterà per le energie rinnovabili un mercato cruciale, dove E.ON ha in programma d’investire più di 200 milioni di euro per lo sviluppo e l’efficienza delle centrali idroelettriche. Una scelta che non sorprende, visto che proprio l’acqua è la principale risorsa «pulita» del Paese. Prima che le fonti alternative assumano un ruolo predominante nella produzione di energia a livello globale, però, dovranno passare ancora diversi decenni. Nel frattempo, sarà necessario mantenere l’equilibrio tra protezione del clima, sicurezza e prezzo accessibile. E, in questo senso, ognuno dovrà fare la sua parte: in qualità di player energetico di primissimo piano, E.ON non si sottrae alle proprie responsabilità, invitando tutti i suoi stakeholder a un confronto. Già oggi, del resto, basta cliccare sul sito www.eon.it per interagire con un team di esperti della società, ai quali rivolgere domande o inviare suggerimenti.
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