Immigrati in sciopero E' la prima volta in Italia

Incrociano le braccia gli immigrati che lavorano nel nostro paese. Da Milano a Roma previsti cortei e presìdi. "Chiediamo rispetto per i nostri diritti di lavoratori". L’iniziativa si ispira al movimento di protesta dei latino-americani negli Usa del 2006

Immigrati in sciopero 
E' la prima volta in Italia

Milano - Oggi i lavoratori stranieri si fermano per 24 ore. "Primo marzo 2010 - Una giornata senza di noi" è lo slogan ufficiale della protesta: cortei, sit-in, presidi permanenti e manifestazioni in tutta Italia, dove gli immigrati si asterranno dal lavoro e persino dagli acquisti. Vogliono far sentire forte la loro voce. E dare un segnale, anche a livello economico. Per questo l'astensione dal lavoro e lo sciopero della spesa.

Quasi 5 milioni Secondo l’ultimo rapporto della Fondazione Ismu gli immigrati in Italia sono oltre 4,8 milioni, circa mezzo milione in più rispetto al 2008. La nazionalità più numerosa è quella romena con 968mila presenze (21% del totale), seguita da albanesi e marocchini (rispettivamente 538mila e 497mila). I musulmani sono 1,2 milioni a fronte di 860mila cattolici.

Producono il 9,7% del pil Gli immigrati producono ogni anno il 9,7% del Pil italiano, ossia circa 122 miliardi di euro. Sul lavoro, nel 2008 nonostante la crisi economica, si è registrato un aumento dell'occupazione immigrata pari a 222mila unità. Ma al contempo cresce di un punto percentuale anche la disoccupazione che si attesta al 10,5%. Diminuiti gli irregolari, che passano da 651mila nel 2008 a 422mila nel 2009 (229mila in meno, passando dal 16,1% al 9,1%). Gli immigrati che lavorano in Italia inviano in patria somme di denaro che ammontano a 1,48 miliardi di euro.

La criminalità Oltre un denunciato su tre per spaccio di droga è immigrato: secondo i dati del 2007, è stato compiuto da stranieri il 24% degli omicidi volontari, il 40% delle violenze sessuali, il 32% degli scippi, il 52% dei furti in appartamento e il 68% dei borseggi.

Lavorano per il made in Italy "Senza il contributo determinante dei lavoratori immigrati non sarebbe possibile la produzione di numerose eccellenze del Made in Italy alimentare, dalla raccolta delle mele della Val di Non in Trentino alla mungitura delle mucche da latte per il Parmigiano Reggiano, dalla vendemmia dei vini "Doc" alla cura dei greggi per il pecorino romano fino alla raccolta della frutta Igp dell’Emilia Romagna". È quanto afferma la Coldiretti a proposito del primo sciopero degli immigrati, sottolineando che nelle campagne italiane più di un lavoratore su dieci è extracomunitario con circa 30 mila aziende agricole italiane che assumono lavoratori provenienti da fuori dell’Europa.

Le iniziative in piazza A Roma alle 17 il corteo delle reti antirazziste si snoda da Porta Maggiore, passando da piazza Vittorio Emanuele, Santa Maria Maggiore e piazza Esquilino. Poi si unirà al corteo e tutti confluiranno in piazza Vittorio Emanuele, dove alle 18 si aprirà la manifestazione indetta dal comitato primo marzo. Sono previsti concerti, con l'esibizione dell'Orchestra multietnica di Piazza Vittorio e una serie di interventi. A Milano corteo da Palazzo Marino. Sono stati srotolati tre grandi striscioni gialli in tre luoghi significativi per la vita degli immigrati a Milano: la questura ("Permesso di soggiorno per tutti. Tempi di rinnovo più rapidi"), il tribunale ("Migrare non è reato") e via Corelli ("Basta silenzi. Chiudiamo i centri di identificazione ed espulsione"). Nel pomeriggio raduno in piazza Duomo.

Proteste all'Inps "Inps, bilancio in attivo grazie al nostro lavoro". Con questo e altri slogan una cinquantina di immigrati ha protestato davanti alla sede dell'Inps a Roma nel quartiere San Giovanni, chiedendo il riconoscimento del proprio lavoro e dei propri contributi, anche quando lasciano il paese.

Anche l'Acli "Basta con l’equazione tra immigrazione e criminalità. La stragrande maggioranza degli stranieri in Italia sono lavoratori onesti, affidabili e indispensabili per il nostro sistema produttivo e sociale. Gli immigrati sono una benedizione per il nostro Paese". Il presidente nazionale delle Acli Andrea Olivero commenta così le iniziative che da oggi e per tutto il mese di marzo andranno a costituire la "Primavera antirazzista" promossa da molteplici organizzazioni. Le Acli saranno in piazza a partire da oggi in molte delle manifestazioni previste nelle diverse città italiane, da Milano a Foggia. "Il nostro compito -prosegue il presidente delle Acli- è far crescere questa consapevolezza negli italiani e nella classe politica, lavorando per l’integrazione degli stranieri e delle loro famiglie a partire dal riconoscimento dei diritti fondamentali".