Impregilo punta sulla tradizione Utile nel 2007

da Milano

La nuova Impregilo - quella che a Gemina vedrà affiancarsi il gruppo Gavio, Efibanca, Techint e Autostrade - si appresta ad aggredire il mercato con un piano triennale nuovo di zecca destinato ad aumentare in maniera considerevole il proprio portafoglio ordini, attraverso una attenzione particolare alla tradizione del gruppo (ingegneria e costruzioni) e a sancire un ritorno importante sulle scene internazionali grazie alle sinergie con i nuovi soci. Il tutto, accanto ad una politica mirata di dismissioni delle attività non strategiche (che porteranno benefici per 300 milioni), con l'obiettivo di raggiungere la profittabilità del gruppo entro il 2007.
In attesa dell'aumento di capitale da 650 milioni, il cui debutto dovrebbe avvenire il prossimo 13 giugno (alla scadenza dei cinque giorni canonici dopo la presentazione del prospetto fissata l'8 giugno), Impregilo chiarisce i punti del suo rilancio presentando un piano triennale pensato per favorire una crescita decisa del portafoglio ordini. Questo - in base al piano - è stimato in progresso del 60% a 8 miliardi, nel 2007, dai 5 miliardi di euro del 2004. All'interno del piano industriale - presentato dall'amministratore delegato, Alberto Lina e dal direttore finanziario, Luca Egidi - un ruolo particolare spetterà alla cessione delle attività non strategiche. Nel disegno di crescita della società di costruzioni il primo passo da compiere - è stato osservato - sarà quello di aggredire il mercato più vicino, come quello di casa per ripartire, poi, sul fronte internazionale sfruttando le sinergie con i nuovi soci. Il titolo Impregilo ha chiuso ieri in Borsa con un progresso del 2,55 per cento.

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