Inflazione zero a luglio, ma la ripresa è dietro l’angolo

ALTI E BASSI Carburanti -19% e alimentari su dell’1,5%. La Confcommercio: prezzi in aumento da settembre

Inflazione zero a luglio. L’Istat ieri ha confermato le stime preliminari e ha reso noto che i prezzi al consumo lo scorso mese hanno registrato una variazione nulla sia rispetto a giugno che rispetto all’anno precedente. Si tratta del minimo da settembre 1959.
Ma che cosa significa in realtà questo insolito stato di cose? Che con i prezzi rimasti fermi e le retribuzioni leggermente aumentate gli italiani sono più ricchi? La risposta non è univoca. Innanzitutto, molto dipende dal luogo di residenza. Chi vive a Milano e ad Aosta potrebbe aver beneficiato della deflazione (-1% su base annua), un po’ meno gli abitanti di Bologna e Firenze (-0,6% ciascuno) e di Bari (-0,4%). Ma chi risiede a Napoli (+1,6%) e Reggio Calabria (+1,4%) potrebbe non essersene accorto.
In secondo luogo, va notato che non tutti i componenti del «paniere» di rilevazione Istat hanno registrato variazioni nulle. Su base tendenziale i costi dei trasporti sono diminuiti del 4,6% e quelli del comparto abitazione, acqua ed elettricità sono calati del 2,3%, ma prodotti alimentari e bevande analcoliche che rientrano tra i beni di prima necessità sono aumentati dell’1,5 per cento. Tra questi ultimi i prezzi di pane e cereali hanno registrato una crescita dell’1,5%, le carni dell’1,7%, la frutta dell’1,2% e i vegetali del 2,5. Confagricoltura ha ricordato come sia diversa la situazione dei prezzi alla produzione che, secondo le previsioni di Ismea, registrano tendenzialmente una flessione su base annua del 13 per cento. Mentre la redditività delle imprese agricole è a rischio, al dettaglio i prezzi non calano proporzionalmente.
Analogamente i prezzi dei carburanti su base annua hanno registrato un -19,2% ma il costo delle automobili è cresciuto dell’1,1. E così se per i trasporti aerei si registra una flessione del 18,4% e i pacchetti vacanza tutto compreso calano dell’1,3%, i trasporti marittimi (+8,8%), gli stabilimenti balneari (+4,3%) e le discoteche (+2,5%) aumentano. I prodotti con prezzi fermi o in calo hanno complessivamente raggiunto la soglia del 14,5% del paniere (7,5% l’anno scorso).
Si può quindi affermare che stipendi e salari sono un po’ più «pesanti», ma vanno amministrati con prudenza. Confcommercio prevede un altro calo ad agosto (-0,1%) e una leggera ripresa (+0,1%) a settembre e ottobre. Mps Capital Services ritiene possibile che a fine anno il tasso tendenziale possa riportarsi all’1% se il prezzo del petrolio si manterrà tra 60 e i 70 dollari al barile. La ripresa del ciclo economico, infatti, porta sempre con sé un po’ di inflazione.

Commenti