Inizia il processo, ma il parroco non è alla sbarra

Inizia il processo, ma il parroco non è alla sbarra

Don Luciano Massaferro, il parroco di Alassio arrestato l’anno scorso per pedofilia, è rimasto in cella a Sanremo. Troppo grande, forse, la vergogna per affrontare il processo. Non solo quello giudiziario, ma anche mediatico. In aula, ieri mattina, alla prima udienza per le accuse di violenza sessuale su una sua chierichetta di appena 12 anni c’era la madre della bambina. Ha ascoltato i giudici, il suo legale e soprattutto quelli della difesa del sacerdote che in tre diverse occasioni avrebbe molestato sua figlia che aveva affidato alle «cure del buon pastore», come ha riferito il nonno rimasto fuori dall’aula insieme alla figlia e zia della bambina. Per arrivare alla sentenza ci vorranno nove udienze, l’ultima è fissata per il 3 dicembre, quasi un anno dopo il clamoroso arresto del sacerdote. «In qualche modo - ha spiegato il nonno della bambina-ci aspettavamo che le cose sarebbero andate per le lunghe. Va bene lo stesso. Noi chiediamo solo giustizia e verità. E qui, in questo tribunale, verrà presto a galla e siamo disposti ad aspettare». Saranno ascoltati decine e decine di testimoni, l’accusa ha chiamato a testimoniare anche una suora, la difesa punta ovviamente a indebolire la credibilità dei racconti della bambina che ha raccontato ad una psicologa del Gaslini le attenzioni morbose del parroco-amico di famiglia. La prossima udienza è già fissata per lunedì prossimo. Inizierà la sfilata dei primi dieci testimoni, quindi saranno esaminate le intercettazioni trascritte dal perito che ieri ha giurato davanti al collegio giudicante.

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