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Nuova scoperta sui tumori, ecco cosa li rende così aggressivi: così li si può contrastare

Un recente studio permette di conoscere meglio il meccanismo dei tumori. In questo modo si potrà intervenire per fermarli in tempo

Nuova scoperta sui tumori, ecco cosa li rende così aggressivi: così li si può contrastare
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Uno studio italiano, condotto dai ricercatori dell'Istituto tumori Pascale di Napoli, in collaborazione con le università di Vanvitelli, Cattolica, Messina e Salerno, potrebbe portare quella svolta tanto attesa nella lotta contro il cancro. È infatti stato scoperto il meccanismo che rende i tumori più aggressivi, portandoli a quella accelerata che spesso risulta fatale per il paziente. Conoscere il meccanismo, consentirà agli esperti di agire su di esso e, sperabilmente, di contrastarlo.

Il tumore, infatti, ha una fase silente prima di "esplodere" con tutta la sua forza. Questa fase viene chiamata dai ricercatori "motore dell'aggressività tumorale". Aver individuato questa fase potrebbe fare la differenza.

Lo studio è stato pubblicato sul Journal of Translational Medicine, e sta dando grandi speranze. A quanto pare, nelle fasi che precedono l'accelerazione, il tumore cresce in modo molto lento, silente. I sistemi di riparazione del DNA lo tengono a bada, impedendogli di causare problemi trovo evidenti nel nostro organismo. Quando i sistemi di riparazione cominciano a perdere di efficacia, allora il tumore comincia a prendersi spazio e la malattia si manifesta. Individuare in questo passaggio un bersaglio clinico – ossia il momento in cui intervenire con la terapia – potrebbe rivoluzionare tutto. Si agirebbe con tempestività, bloccando la malattia prima che abbia il tempo di espandersi o creare danni irreparabili.

È proprio quando il sistema di riparazione del DNA perde di efficacia che il tumore trova quello spazio che gli consente di accelerare. Intervenire in questo momento, o addirittura prima, sarebbe fondamentale. Una volta che il sistema di riparazione fallisce, infatti, le cellule tumorali non sono più contenute e si diffondono rapidamente. Persino gli errori a livello del DNA si moltiplicano.

Come si può agire? La risposta potrebbe essere nell'integrare dati genetici e intelligenza artificiale. Questo potrebbe portare ad anticipare il tumore, studiare il suo comportamento e sapere quando intervenire.

"Il tumore è, in fondo, un processo evolutivo accelerato. Quello che in natura richiederebbe migliaia di anni, qui avviene in tempi rapidissimi. Le cellule più adatte a sopravvivere si selezionano, si moltiplicano e finiscono per dominare l'ambiente circostante. Questa teoria non cambia le cure da domani mattina, ma sposta il bersaglio: non solo distruggere il tumore, ma impedirgli di accelerare. Capire questo passaggio può fare la differenza.

Perché significa individuare quando il tumore sta per cambiare marcia e intervenire prima, con terapie più mirate", ha spiegato il professor Alessandro Ottaiano, uno degli autori dello studio, come riportato da Ansa.

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