Innse, svolta a sorpresa Fiom: "Firmata l'offerta per acquistare l'azienda"

Dopo due giorni di barricate sulla gru nello stabilimento di via Rubattino la situazione sembra sbloccarsi. Rinaldini (Fiom): "Firmata una proposta di interesse all’acquisizione dei capannoni e delle macchine"

Innse, svolta a sorpresa 
Fiom: "Firmata l'offerta 
per acquistare l'azienda"

Milano - Duri e puri. Loro non mollano. E, dopo oltre 52 ore di proteste e barricate sulla gru, la situazione alla Innse Presse di Milano sembra volgere al termine. "E' stata depositata e firmata una lettera che contiene una proposta di interesse all’acquisizione dei capannoni e delle macchine", ha fatto sapere Gianni Rinaldini, segretario nazionale della Fiom. La proposta sarebbe stata consegnata alla Aedes, proprietaria del terreno e a tutte le istituzioni. E' già stato informato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta. "A nostro parere siamo di fronte ad una novità - ha spiegato Rinaldini - questa proposta di acquisizione richiede tutto il tempo necessario per il negoziato".

Verso la svolta Oggi pomeriggio è stata depositata una proposta di interesse per i capannoni e i macchinari della Innse Presse di Milano, la proposta firmata è stata fatta alla Aedes, l’azienda proprietaria dei terreni su cui sorge la fabbrica metalmeccanica. La Aedes ha, quindi, emesso un comunicato in cui spiega che esiste "una proposta ufficiale di acquisizione dello stabilimento". "Questa proposta, che lascia intatti i livelli occupazionali, richiede ora tutto il tempo necessario", ha spiegato il leader Fiom sottolineando che ora "ci sono tutte le condizioni perchè il prefetto blocchi la decisione di smantellare le macchine". Rinaldini non ha voluto fare il nome dell’acquirente ma ha spiegato che della proposta di acquisto sono già state informate tutte le istituzioni locali e la Prefettura, oltre che Gianni Letta per quanto riguarda la Presidenza del Consiglio. "Le condizioni sono cambiate - ha proseguito Rinaldini - siamo di fronte a una novità importante, si blocchino dunque i lavori di smantellamento".

Il proprietario Genta, assistito dal suo legale, l’avvocato Giambattista Lomartire, ha raccontato la sua versione: "Ad acquistare l’azienda nel 2006 mi convinse la promessa di tutti che era un sito produttivo e funzionante". Non era così, a detta dell’imprenditore, perchè alcune macchine non erano funzionanti e una parte degli operai non era qualificata e andava riconvertita. Secondo Genta, "la Provincia e la Rsu si impegnarono per iscritto a delocalizzare la fabbrica, a trasferirla in un altro sito nella stessa area", ma poi tradirono quell’impegno. In particolare, la Rsu pronunciò "solo no e niet" e la Provincia "non diede sostegno" e "io ho perso in due anni 5 milioni di euro".

Azienda smantellata Il legale dell’imprenditore ha bollato poi come "bufale" le notizie che parlano di imprenditori disposti a rilevare l’azienda. E l’imprenditore ha detto "no alla sospensione dei lavori di smontaggio dei 7 macchinari venduti, perché c’è un decreto del Tribunale da eseguire". Genta ha infine affermato di essere "disponibile all’ apertura di un tavolo tecnico, con persone serie, tecnici del sindacato e non la Rsu". Sul piatto ha messo la discussione su un eventuale compratore che acquisti i restanti macchinari e la posizione dei 49 operai: "25 potrebbero andare in pensione, 13 essere collacati in aziende di miei conoscenti e 11 ricollocati in altre società, grazie all’intervento dell’amministrazione provinciale". Di "dichiarazioni farneticanti" da parte di Genta ha parlato il segretario nazionale della Fiom Cremaschi. Gli operai restano sulla gru e ribadiscono: "Noi non scherziamo".

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