Intercultura: l'esperienza di studio all'estero attrae sempre di più i giovani

Presentato il III Rapporto dell'Osservatorio nazionale sull'internazionalizzazione delle scuole e la mobilità studentesca realizzato da Ipsos per la Fondazione Intercultura e la Fondazione Telecom con il patrocinio del ministero dell'Istruzione.I progetti internazionali coinvolgono una scuola su due.

Intercultura: i ragazzi sono pronti, anzi scalpitano per partire verso la Cina, l'Australia o gli Stati Uniti. Il sistema scolastico nel suo insieme invece ancora arranca. Eppure il viaggio come esperienza fondamentale e fonte di conoscenza è celebrato da poeti, scrittori e filosofi. Scriveva John Steinbeck che «le persone non fanno i viaggi ma sono invece i viaggi a fare le persone».
Il processo di internazionalizzazione della scuola italiana procede ma a piccoli passi. Il bilancio dell'attività degli ultimi anni (stilato nel III Rapporto dell'Osservatorio nazionale sull'internazionalizzazione delle scuole e la mobilità studentesca realizzato da Ipsos per la Fondazione Intercultura e la Fondazione Telecom in collaborazione con il ministero dell'Istruzione) offre un un quadro tutto sommato positivo. La ricerca è stata condotta dalla Ipsos di Nando Pagnoncelli su un campione di 402 presidi in tutta Italia, 892 docenti e 7 regioni. L'indice di internazionalizzazione, ovvero la capacità delle scuole di interagire con istituti esteri con scambio di studenti, favorendo anche lo studio delle lingue e delle culture straniere, resta fermo da due anni a 37 su 100.
I progetti internazionali coinvolgono oramai una scuola su due e anche se gli istituti non sono in aumento cresce però il numero degli studenti con la valigia, pronti a fare un'esperienza di studio all'estero. La mobilità studentesca individuale, ovvero i ragazzi che da soli sono partiti per studiare per un periodo più o meno lungo in scuole all'estero, ha interessato 4.700 studenti nel 2011 con una crescita del fenomeno pari al 34 per cento.
I più gettonati sono gli stage brevi, soprattutto quelli che si svolgono nel periodo estivo perchè, ovviamente, hanno una ricaduta minore sul corso di studi. Tra le scuole intervistate il 48 per cento dichiara di aver tra i suoi studenti ragazzi che effettuano periodi di studio all'estero.
Quali ostacoli occorre superare per incentivare i ragazzi a partire? Sicuramente l'aspetto più problematico è quello del ritorno e del reinserimento nella classe soprattutto quando si fa la scelta di rimanere fuori per un intero anno. I docenti al ritorno dei ragazzi lamentano il mancato allineamento del programma seguito all'estero. In particolare fanno resistenza i docenti delle discipline scientifiche mentre quelli delle materie umanistiche e linguistiche tendono a guardare positivamente la crescita complessiva della persona. Altri ostacoli sono rappresentati dagli scarsi finanziamenti e la scarsa conoscenza delle lingue straniere.
«L'elemento cruciale per il processo di internazionalizzazione delle scuole superiori - spiega Roberto Ruffino, segretario generale della Fondazione Intercultura - sembra essere il momento dell'iniziazione: occorre accompagnarle nella fase iniziale del processo per dare loro modo di continuare il percorso in piena autonomia».

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