1 miliardoLehman Brothers lo mise nei guai. Ma recuperò tuttoil patrimonio

Vent'anni di corse, dieci dei quali da uomo d'oro e super pagato. Nel brutto incidente di Silverstone 1999, l'unico grande pericolo corso in F1, kaiser Schumi era addirittura riuscito a trasformare in oro la paura. Questione di assicurazione. «Centonovantacinque milioni di lire per ogni giorno di convalescenza», scrissero in Inghilterra. Un entrata che sicuramente sarà poi stato conteggiata negli 810 milioni di dollari guadagnati in carriera da Schumi. I conti in tasca glieli ha fatti di recente la Rich List 2013 stilata dal Sunday Times: il tedesco sarebbe secondo solo a Tiger Woods tra gli sportivi. Ma la verità è che al culmine della carriera Michael era un uomo con un patrimonio vicino al miliardo di euro.
Ricchezza diversificata la sua. Gli investimenti in Alta Savoia come lo chalet a Courchevel dove si trovava per le vacanze di Natale. Ma non solo neve. Anche acqua sempre col brivido della velocità. In agosto era stato avvistato dalle parti di Mykonos con il lussuosissimo yacht e l'immancabile potente acquascooter. Per rilassarsi, invece, meglio l'isola privata da 7 milioni di dollari a Dubai. Case di vacanza perché il focolare domestico da 40 milioni di euro lo ha costruito sulle rive del Lago di Ginevra. Un castello: otto stanze, dependance per gli ospiti da 400 metri quadrati, piscine, campo da calcio, una sala dei trofei lunga settanta metri. E poi il garage con 25 posti auto: aprirlo è un po' come entrare in un autosalone dei sogni (tra Ferrari, Maserati, Jeep e Harley-Davidson).
L'impero costruito da Schumi capace nella sua seconda vita professionale, quella del ritorno in Formula 1 alla Mercedes, di guadagnare fino a 34 milioni di dollari come nell'ultima stagione nel 2012. Un rientro nelle corse dettato due anni prima secondo voci insistenti anche da pesanti perdite finanziarie: causa crack Lehman Brothers aveva sperperato parte del patrimonio in speculazioni sballate, soprattutto nel settore immobiliare. Tutto recuperato da miniera d'oro quale è. E come conferma l'ultimo investimento: un ranch da 200 ettari in Texas con stalle per 36 cavalli, la passione della moglie Corinna che già ne aveva avuto in regalo uno in Svizzera. Si aggiunge alla lunga lista di immobili del patrimonio Schumacher di cui fanno parte la pista di kart di Kerpen arricchita con il museo personale. Una finanziaria, la Schumacher, dalla rendita assicurata le cui basi affondano nei sette titoli mondiali vinti. Che ha saputo monetizzare come dimostrano i 2,5 milioni di euro all'anno che una banca tedesca è arrivata a versargli per scrivere il suo nome sul cappellino.
Un'indagine del 2006, l'ultimo anno in Ferrari, aveva rivelato che sui conti svizzeri di Schumi erano stati dirottati circa ottanta milioni di euro tra ingaggi, sponsor e contratti. A ottobre Manager Magazin, rivista tedesca, nella solita classifica annuale dei paperoni l'aveva piazzato al posto numero 178, forte di una ricchezza complessiva da 650 milioni di euro. Sulla quale Schumi non ha mai esitato a fare beneficenza come in occasione dello Tsunami 2004, ma restio, come tutti, nel pagare le tasse. E quando in Svizzera l'anno scorso è circolata la proposta di togliere gli sgravi fiscali ai ricconi, il Kaiser non aveva esitato: «Potrei andarmene». Invece gli interessi se li sono presi due sassi nascosti tra la neve. Il conto è salatissimo.


Il picco di ricchezza raggiunto da Schumacher all'apice della carriera. Ora sarebbe di 650 milioni

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