Strasburgo ha paura: fermato il Cav

Forza Italia si appella alla Corte dei diritti umani per poter candidare Berlusconi: richiesta respinta a tempo record

Strasburgo ha paura: fermato il Cav

Roma - Appena annunciata e già respinta l'ultima richiesta di Forza Italia alla Corte europea dei diritti umani, per consentire la candidabilità di Silvio Berlusconi alle elezioni del 25 maggio.
Oggi a Strasburgo le deputate Deborah Bergamini ed Elena Centemero avevano convocato una conferenza stampa con l'avvocato Ana Palacio, già ministro degli Esteri spagnolo nel governo Aznar, per spiegare l'iniziativa, ma ieri è arrivata la stringata nota ufficiale della Corte: «La richiesta è stata respinta».
Nella stessa giornata era stata ricevuta via fax la domanda di adottare misure urgenti «ad interim», per imporre allo Stato italiano di applicare con urgenza misure che consentissero al leader di Fi di entrare nella lista delle Europee.
Ma a tempo di record Strasburgo ha chiuso la porta all'ultima possibilità di Berlusconi di partecipare alla competizione, visto che la scadenza del 16 aprile per la presentazione delle liste è ormai dietro l'angolo. Non c'è urgenza, per la Corte, ma il ricorso sarà poi esaminato.

Quella presentata dall'avvocato Palacio, in veste di legale del leader di Fi, è un'iniziativa «istituzional-popolare», come la definisce la Bergamini: la richiesta di un provvedimento cautelare, a firma di alcuni parlamentari e da quasi 4mila elettori azzurri, per rivendicare a gran voce di fronte alla Corte europea una misura per la candidabilità del leader del partito, il diritto a libere elezioni. Una rivendicazione «popolare», sostenuta dalle oltre 40mila firme di «disobbedienti», raccolte in un mese da Il Giornale, con l'obiettivo di arrivare a 45mila.

«Il cuore dell'azione legale - spiega la Bergamini - sta nel porre fine ad una violazione dei diritti umani, in particolare di quello all'elettorato, sia attivo che passivo: dunque sia del presidente di Fi a candidarsi che degli elettori azzurri a votarlo».
La Palacio è arrivata ieri sera a Strasburgo dagli Usa, proprio per partecipare alla conferenza stampa fissata a fine mattina nel Palais de l'Europe, sede del Consiglio d'Europa. «È molto sorprendente ed insolito che si dia notizia del rigetto dell'istanza, peraltro ancora incompleta, inviata via fax, a meno di 24 ore dalla sua presentazione e, quanto più grave, senza che un giudice abbia visionato la richiesta», ha detto in serata l'ex ministro degli Esteri spagnolo nel governo Aznar, che oggi farà una conferenza stampa a Strasburgo per replicare alla decisione della Corte.

Di ricorsi alla Corte di Strasburgo Berlusconi ne ha già presentati due. Uno contro la legge Severino, a causa della quale l'anno scorso ha perso il mandato parlamentare e la candidabilità per 6 anni (richiesta d'urgenza rigettata, i giudici hanno spiegato che per esaminarla ci vorranno dei mesi), l'altro sempre a Strasburgo, è quello per denunciare la violazione del diritto al «giusto processo» nel caso Mediaset. Se fosse accolto, potrebbe incidere sugli effetti della condanna, in particolare sull'interdizione di 2 anni dai pubblici uffici.
L'ultima richiesta di misura cautelare studiata dall'avvocato Palacio si agganciava a questi due ricorsi, con l'obiettivo di ottenere un pronunciamento in tempi rapidi sia sugli effetti della legge Severino, sia sulla condanna Mediaset. Ma Strasburgo per ora ha detto no.

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