Un matrimonio d'amore, non d'interesse

Enrico Letta e Angelino Alfano si amano di nascosto

Enrico Letta e Angelino Alfano si amano di nascosto. Non vogliono confessarlo e non perché sono dello stesso sesso. Figuriamoci, sarebbe un titolo di merito al tempo dell'omofilia di Stato. Dicono che il loro è solo matrimonio d'interesse perché non vogliono far ingelosire le rispettive famiglie politiche. Ma si capisce che si amano da come si guardano negli occhi; sono molto più di Bibì e Bibò, Cip e Ciop, Ciolo e Ciola. Quando non li vede nessuno si tengono per mano, anche per farsi coraggio davanti alle montagne russe che li aspettano. Se lo scoprono, i feroci compagni della setta Rodotà e gli atroci grillini della Brigata 5Stelle, li fanno a fegatini. E i Pm di Milano sequestrano i filmati del convento per vedere chi dei due si vestiva da suora. Ma il segreto della loro unione è il comune sesso politico, che un tempo si chiamava in codice dc. Dopo la guerra civile, per svelenire il clima, l'Italia si affidò alla Dc; così dopo la guerriglia incivile si affida ai nipoti della Dc. Nella loro squadra ci sono alla Difesa Mauro, a metà campo Franceschini, all'attacco Lupi. Ai bordi si scalda Rotondi. I dc non sono amati ma garantiscono il disarmo bilaterale, la tregua e una rassicurante mediocrità. Per loro le larghe intese si giustificano col passaggio dal campionato italiano disputato dai club di partito, agli europei dove gioca la nazionale, che è frutto misto dei club. In questa situazione non ci sono alternative. Ma ho il triste presentimento che, come diceva Franco a Ciccio, qui a schifìo finisce.

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