Tre vie di fuga per i giovani in trappola

Da alcuni anni i giovani si sentono continuamente ripetere che per loro non c'è lavoro e che non ci sarà per chissà quanto tempo ancora

Da alcuni anni i giovani si sentono continuamente ripetere in tutti i telegiornali, in tutti i dibattiti politici dalla mattina a tarda notte che per loro non c'è lavoro e che non ci sarà per chissà quanto tempo ancora. In questa situazione, alcuni hanno smesso di studiare, fanno lavoretti, si fanno mantenere dai genitori. Altri studiano solo materie tradizionali e partecipano ai concorsi pubblici anche se ci sono diecimila candidati per un solo posto. Una minoranza si agita nel tentativo di vivere di attività creativa, di diventare giornalista, scrittore, pittore, di lavorare con la televisione, col cinema. Ma la depressione chiude le strade, non c'è mercato, migliaia di loro mettono i loro libri, le loro musiche, i loro documentari in internet come i naviganti lasciavano il loro messaggio in un bottiglia.

Quale sarebbe allora la via da seguire? Mi vengono in mente tre strade: studiare, conoscere il mondo, fare oggetti materiali. Però studiare ciò che è all'avanguardia, più nuovo, ciò che incorpora le conoscenze scientifiche e le tecnologie più avanzate. Bisogna conoscere perfettamente l'inglese, usare internet per trovare le scuole e i master da seguire, per partecipare ai programmi tipo Erasmus. La seconda strada è conoscere fisicamente il mondo. Però non come turisti ma andandovi a studiare, a fare stage in grandi imprese o a lavorare anche facendo lavori umili. E poi visitando biblioteche, università, industrie, centri di ricerca. La terza strada infine è esprimere la propria creatività nel campo degli oggetti materiali avendo sempre di mira l'altissima qualità e il mercato estero. Questo tipo di creatività è un dono che abbiamo sempre avuto noi italiani.

Lo so che le tre strade indicate richiedono uno sforzo prolungato e non assicurano subito un lavoro come un posto di vigile urbano o di funzionario di banca. Ma ti fanno entrare nell'élite internazionale di un mondo globalizzato formata da persone che sanno e sanno fare. A loro si apriranno le porte in qualsiasi Paese del mondo e daranno un forte impulso anche allo sviluppo del nostro Paese.