Scopri il dittatore che è in te

Ha ragione Enrico Buonanno a scrivere che in ogni dittatore si cela un artista mancato

Ha ragione Enrico Buonanno a scrivere nel libro «La sindrome di Nerone», uscito da Rizzoli, che in ogni dittatore si cela un artista mancato. E lo dimostra parlando della vita di Hitler e Stalin, Mussolini e Napoleone, Goebbels, Kim Jong-il e Marx (che però dittatore non fu).

Ma sarebbe facile dimostrare pure l'inverso: in quanti scrittori, filosofi e artisti si cela un dittatore mancato. Quanti di loro si dettero all'arte e al pensiero perché non ebbero la forza e i mezzi per modificare il mondo e si accontentarono di disegnarne la mappa o l'utopia. Quanti di loro sublimarono in arte e letteratura la loro voglia di comandare e disporre del mondo, quanti nei loro romanzi compirono stragi e crudeltà di ogni specie che non poterono realizzare davvero.

La stessa cosa vale anche per i giornalisti, in particolare i direttori dei giornali (non ce l'ho con Sallusti, sia chiaro), che sui loro giornali riproducono il mondo in miniatura e decidono i mostri e le vittime, i sommersi e i dannati, chi salvare e chi fare a pezzi. Direttori come dittatori sulla carta. Gettano fango in mancanza di bombe.

In realtà alle origini dei dittatori come artisti mancati e degli artisti come dittatori mancati, c'è il bambino tiranno ed egocentrico che è in noi. Col tempo, quel bambino viene sedato o frenato, ma in qualcuno resta sveglio e si rafforza. La volontà di potenza è innata e puerile. Si nasce cattivi e con gli anni alcuni diventano buoni o innocui. Altri invece restano cattivi. Nella fiction, nella vita o addirittura nella storia.