Ora il governo è più forte (risate)

La battuta più esilarante della settimana è quella che il povero Letta ha detto per comprensibile esorcismo autodifensivo

Il premier Enrico Letta alla Camera
Il premier Enrico Letta alla Camera

La battuta più esilarante della settimana è quella che il povero Letta ha detto per comprensibile esorcismo autodifensivo ma che i media e la sinistra hanno ripetuto come un mantra: ora il governo è più forte. Ci vuole un eroico sprezzo del ridicolo a dirlo, col Paese per tre quarti all'opposizione, con Renzi, Grillo e Berlusconi, cioè i leader più popolari, che in modi diversi puntano a far cadere il governo. E con tutti i leader della politica italiana, ad eccezione di un paio, fuori dal Parlamento: oltre i tre sullodati extraparlamentari sono fuori dal Parlamento anche Maroni e Vendola, oltre i leader ormai impopolari come Di Pietro, Fini, Prodi, D'Alema, Veltroni. Resteranno a sorreggere Letta i tre presidenti e pochi altri, almeno in Italia. Non sono tra quelli che considerano Alfano e soprattutto gli altri ministeriali come traditori. Ma hanno obbiettivamente sbagliato calcolo politico perché, credendo di salvare il governo e se stessi, con la loro scelta hanno solo differito di poco la caduta vivendo nell'attesa un'indecorosa agonia. Sarà Renzi a impallinarli, seguendo il calendario natalizio. All'Immacolata, quando si fa il presepe, con ogni probabilità il Bambinello diventerà il leader del Pd e a Natale farà mangiare l'ultimo panettone al governo. Dopodiché all'Epifania, che ogni festa porta via, i Re Magi resteranno soli sul Colle e nelle due Camere e partirà la mattanza del governo più produttivo della storia nell'inventare vezzeggiativi per le tasse: Iuc, Zang, Tumb. Un governo futurista senza futuro.