Altro attacco di Renzi: "Letta è come la bici, sta in piedi se corre"

Il sindaco ancora in pressing sul governo: "Risolva i problemi del Paese, ci sono le condizioni per farlo". E avverte il Pd

Altro attacco di Renzi: "Letta è come la bici, sta in piedi se corre"

"Se dovessi ragionare con il clichè tipico dell’allegro chirurgo della politica direi, Letta si fa due giri poi tocca a me, lui ha dieci anni più di me, se mi regolo sulla convenienza personale me ne sto in un angolino e aspetto che finiscano". Matteo Renzi torna all'attacco. A Omnibus su La7, sferra un nuovo attacco al presidente del Consiglio Enrico Letta e mette una pietra sopra all'esecutivo sconvolto dal braccio di ferra sul piano economico al vaglio del ministro Fabrizio Saccomanni. "L’interesse dell’Italia non sono le elezioni anticipate - ha spiegato il sindaco di Firenze - l’interesse del Paese non è il governo delle larghe intese ma delle larghe vedute non dei piccoli interessi".

Ormai lo scontro è aperto. L'ex rottamatore scalpita per andare al voto. ha voglia di asfaltare. Ma le resistenze maggiori arrivano dal suo stesso Pd che non ha alcuna intenzione di lasciarlo correre allaa conquista di Palazzo Chgi. "Io non sono qui a preoccuparmi di me stesso, mi chiamo fuori dalla polemica sul Pd - ha spiegato ai microfoni di Omnibus - ma sto insultando Letta se gli dico cosa serve? Il governo Letta-Alfano è come una bici: sta in piedi se corre". Secondo l'ex rottamatore, i democratici non devono farsi dettare l’agenda da Silvio Berlusconi: "Son vent’anni che la detta lui. Ora serve che il governo risolva i problemi del Paese, secondo me ci sono le condizioni per farlo". Eppure è sempre al Cavaliere che continua a guardare. E a sognare di poterlo asfaltare. "Considero una iattura non poter battere Berlusconi alle elezioni", ha spiegato il sindaco di Firenze convinto che il leader di Forza Italia "non potrà candidarsi" alle prossime elezioni. Secondo Renzi, il Cavaliere avrebbe perso "una grandissima occasione". "Quando governava aveva una maggioranza di oltre 100 deputati e poteva fare la rivoluzione liberale. Invece ha preferito difendere lo status quo - ha proseguito il sindaco di Firenze - mi dispiace che non si possa candidare perché mi sarebbe piaciuto batterlo".