Le frange anarchiche sono riemerse con vigore. Non si erano mai sopite, a dir la verità, ma da qualche settimana a questa parte sono tornate a farsi sentire in concomitanza con l’avvicinarsi della decisione sulla revoca del regime 41-bis ad Alfredo Cospito. Revoca che, probabilmente, non ci sarà: sembra essere questo l’orientamento del ministero della Giustizia. La data di scadenza del primo provvedimento su Cospito risale al decreto ministeriale del 4 maggio 2022 ed è proprio a ridosso di quella data che l'asticella verrebbe ancora spostata al 2028, a seguito della verifica della persistente capacità del detenuto di mantenere contatti con organizzazioni criminali o terroristiche. Nel frattempo gli anarchici hanno ripreso a organizzare manifestazioni in suo nome e, pare, attentati: l’esplosione di Roma di tre settimane fa è emblematica in tal senso, considerando che i due morti gravitavano nel “gruppo Cospito”. Ma lo Stato non sta a guardare e sta stringendo le sue maglie sul mondo eversivo.
Nuove perquisizioni e iscrizioni nel registro degli indagati sono state effettuate nella giornata di ieri a Sarzana, Carrara e Fosdinovo, come annunciato dagli stessi anarchici. Su mandato della procura di Genova, le forze dell’ordine sono intervenute nelle abitazioni di tre soggetti con le ipotesi di reato di istigazione a delinquere e imbrattamento aggravati dalla finalità di terrorismo. L’indagine è partita per alcune scritte comparse a Sarzana, che gli antagonisti legano alle manifestazioni contro le guerra e gli armamenti. “Contro queste politiche di guerra e contro l’esistenza stessa degli Stati e dei padroni c’è chi sceglie di agire e non abbassare mai la testa”, si legge nel comunicato diramato nei canali d’area.
“Il pensiero va a Sara e Sandro, compagni e amici meravigliosi, morti in azione il 20 marzo 2026 a Roma. Ad Alfredo Cospito, rinchiuso al 41 bis dal maggio 2022 perché non si è mai abbassato ai ricatti dello Stato e perché ha sempre espresso chiaramente le idee rivoluzionarie, nonostante la carcerazione e per cui, a breve, lo Stato dovrà decidere il rinnovo del regime di 41 bis”, scrivono nel manifesto. Tra gli scritti contestati ai tre anarchici indagati ce n’è anche uno di Elias Rodriguez. Nel maggio del 2025 l'uomo è stato arrestato con l'accusa di aver ucciso due funzionari dell'ambasciata israeliana nei pressi del Capital Jewish Museum. Le autorità hanno recentemente aggiornato il suo capo d'imputazione includendo il reato di terrorismo e il processo sta attirando una notevole attenzione mediatica poiché Rodriguez rischia la condanna alla pena capitale.
Nel comunicato, gli anarchici sostengono che “rischia la pena di morte per aver ammazzato due funzionari di Israele attivamente impegnati per facilitare la violenza sionista in tutto il mondo. Perché è giusto colpire i padroni e chi ne fa le veci anche a casa propria. Di tutto questo parlavano le scritte e i manifesti sui muri di Sarzana”.
Rifiutano anche l’ipotesi di reato di istigazione, in quanto “come anarchici non abbiamo mai spinto nessuno a fare alcunché. Semmai sono le politiche di guerra e l’esistenza stessa degli Stati a istigarci. Morte allo Stato. Per la violenza rivoluzionaria e l’azione diretta”.