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Antisemitismo, FdI: "La sinistra vuole andare a tutti i costi contro governo"

FdI ha tenuto una conferenza stampa in Senato per denunciare il rapporto ambiguo tra gli antagonisti violenti e l’antisemitismo

Antisemitismo, FdI: "La sinistra vuole andare a tutti i costi contro governo"
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“C’è una contiguità tra l’antagonismo nostrano e il fondamentalismo islamico, cui certi gruppi strizzano l’occhio”. A dirlo è stata la deputata Sara Kelany, responsabile del dipartimento Immigrazione di Fratelli d’Italia, nel corso di una conferenza stampa organizzata in Senato per denunciare il rapporto ambiguo tra gli antagonisti violenti e l’antisemitismo.

Kelany ha puntato il dito su “alcune forze politiche” che guardano con benevolenza “queste realtà perché in esse trovano un bacino di voti”. La deputata ha ringraziato il capodelegazione di Fratelli d'Italia al Parlamento Ue, Carlo Fidanza, perché a breve FdI ed Ecr presenteranno “una proposta di risoluzione per sviluppare ancora di più le potenzialità delle agenzie di sicurezza come Europol per monitorare e prevenire negli Stati dell'Ue gli attacchi, anche a sfondo antisemita, da parte delle reti trasnazionali dei gruppi antagonisti".

Secondo la senatrice Ester Mieli, promotrice dell’iniziativa, “questa sinistra è un po' smemorata” perché “quando governa fa delle cose e poi quando va all'opposizione cambia idea”, mentre “noi siamo coerenti”. Mieli ha attaccato Francesca Albanese, la quale si è scagliata contro il ddl antisemitismo definendola una legge bavaglio: “Le stesse dichiarazioni - ha detto - le ho ritrovate sui post dei gruppi antagonisti che andranno in piazza nei prossimi giorni: sono menzogne, pure menzogne”. E poi ha aggiunto: “C'è un legame? Probabilmente c'è il racconto di chi vuole a tutti i costi andare contro il governo”.

Nel corso della conferenza stampa non sono mancate le critiche nei confronti del leader del M5S Giuseppe Conte che, in un video dello scorso anno, disse che gli ebrei italiani dovevano dissociarsi da Israele altrimenti sarebbero stati colpevoli anche loro di genocidio. “Questo è l'antisemitismo travestito da antisionismo, senza contare che già antisionismo significa essere contro l'esistenza della realtà statuale di Israele che accoglie oltre la metà degli ebrei del mondo, quindi è difficile fare la distinzione tra le due cose”, ha denunciato il presidente dei senatori di FdI Lucio Malan e ha ricordato che “non sono mai arrivate le sue scuse, né richieste di chiarimenti o smentite dai partiti suoi alleati”. Ma non solo. Sulla pagina Facebook dei Giovani Democratici di Bergamo compare ancora il cartello ‘meglio maiale che sionista’. “A ciò si aggiungono i diffusi cori che invocano la Palestina dal fiume fino al mare, implicando la distruzione dello Stato di Israele, non solo nelle manifestazioni di estremisti ma anche presso partiti istituzionali”, ha concluso Malan, sempre più convinto della necessità di una legge contro l’antisemitismo, “ragionevole ed equilibrata, come quella che abbiamo approvato pochi giorni fa”.

Anche per Giovanni Donzelli, responsabile dell’Organizzazione di Fratelli d’Italia, “c’è sicuramente un problema di sicurezza nazionale dovuto a realtà antagoniste” e le dichiarazioni come quelle di Conte rientrano a pieno titolo nella definizione dell'Ihra di antisemitismo. “Se lo fa un ex premier è gravissimo si possono avere conseguenze per la sicurezza. Non solo nelle piazze ma anche nei confronti dei singoli e della comunità ebraica”, ha aggiunto Donzelli prima di sentenziare: “Sono messaggi di una gravità incredibile. Se qualcuno - è la conclusione del suo ragionamento - per strada mi aggredisce, magari si sente legittimato da un ex presidente del Consiglio".

Il senatore Alberto Balboni, presidente della Commissione Affari Costituzionali a Palazzo Madama, non ha dubbi: “Quando parliamo di antisemitismo non ci riferiamo ad un virus terribile che colpisce la popolazione di religione o di origine ebraiche in Italia, l'antisemitismo colpisce la democrazia, è un vulnus per la democrazia e per tutta la popolazione italiana”.

Balboni ha, infine, ammesso che FdI auspicava di ottenere l’unanimità sul ddl contro l'antisemitismo “perché è un provvedimento che lavora esclusivamente sul piano della prevenzione, sul piano culturale e mette in campo tutta una serie di istituzioni che devono servire a contrastare la diffusione dell'odio, a prevenirlo e anche a garantire la sicurezza dei luoghi nei quali le persone di religione ebraica si ritrovano”, come le sinagoghe, le scuole, le università. Balboni, poi, ha concluso ribadendo che si tratta di “una legge che si occupa esclusivamente della prevenzione, non c'è nulla di repressivo in questa legge, non ci sono sanzioni penali".

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