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Askatasuna, nel corteo che annuncia guerriglia anche una corrente di Cgil, Anpi e Sea-Watch

Mentre gli antagonisti pianificano di procurar battaglia con le forze dell'ordine, solleva dubbi la partecipazione di realtà istituzionali e Ong in un corteo preannunciato come potenzialmente violento

Askatasuna, nel corteo che annuncia guerriglia anche una corrente di Cgil, Anpi e Sea-Watch
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Sabato 31 gennaio Torino sarà, ancora una volta, una città militarizzata. Asaktasuna ha organizzato il suo corteo nazionale contro il sequestro dell'immobile effettuato prima di Natale e nel capoluogo piemontese confluiranno persone da tutto il Paese. Si calcola che saranno presenti alcune migliaia di antagonisti alla manifestazione, oltre ai singoli cittadini che vorranno comunque prendere parte a una manifestazione che è stata già preannunciata come potenzialmente violenta. Dalle parti di Askatasuna, infatti, si preparano alla guerriglia, hanno predisposto una strategia di convergenza per saturare la capacità di risposta delle forze dell'ordine e hanno predisposto anche il servizio medico: se si aspettano feriti, è evidente che intendono dare in modo di scatenare reazioni. In queste ore è stata diramata una prima lista di sigle antagoniste che partecipano alla manifestazione e a 5 giorni dall'evento se ne contano circa 180.

Provengono da tutta Italia e in questi giorni si stanno chiudendo le iscrizioni per partecipare alle carovane: il costo medio per un viaggio di a/r per e da Torino è di 15 euro, con alcune ovvie varianti in base alla provenienza più o meno distante da Torino. Tra le tante sigle che sono state incluse nell'elenco c'è anche "Radici del sindacato alternativa in Cgil", una corrente dell'organizzazione guidata da Maurizio Landini che si è formata nel 2022. Rappresenta una minoranza all'interno della Cgil, ha una sua gerarchia, dei portavoce e una rete di delegati presenti nelle fabbriche e negli uffici di tutta Italia. È la parte più a sinistra della Cgil, che si rifà esplicitamente ai valori storici della sinistra di classe, interpretando il sindacato non solo come un ente che firma contratti, ma come un soggetto politico che deve trasformare la società.

Non sarà certamente l'unico sindacato presente, perché aderiscono anche le solite sigle ben note, ma inaspettatamente, ma forse nemmeno troppo, in corteo ci sarà anche Sea-Watch. L'Ong tedesca che si occupa di recuperare i migranti nel Mediterraneo ha confermato la propria partecipazione e questo solleva interrogativi e dubbi su quale sia lo scopo di questa organizzazione non governativa, che da tempo, fin da quando aveva alla guida di un suo peschereccio Carola Rackete, si è apertamente schierata contro i governi italiani.

Tra i partecipanti c'è anche una sezione dell'Anpi, quella di Torino Bianca Guidetti Serra-Giovanni Pesce, ma ci sono anche i Docenti per Gaza, che nelle scorse settimane hanno fatto parlare di sé per i webinar nelle scuole con Francesca Albanese. Ma l'elenco è molto lungo tra centri sociali, collettivi e gruppi antagonisti il rischio è che questa ampia concentrazione causi ben più di qualche problema alla città.

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