Benedetto torna in Vaticano: la prima volta con due Papi

Tornerà in punta di piedi, in un normale giovedì pomeriggio. Il prossimo 2 maggio Benedetto XVI farà rientro in Vaticano. Il commiato da Castel Gandolfo avverrà in forma strettamente privata, per suo desiderio (avrebbe anche rifiutato la cittadinanza onoraria). Il tragitto sarà compiuto in elicottero, con arrivo in Vaticano verso le 16.30-17. Al momento non è prevista una vera e propria cerimonia di bentornato, anche sarà presente qualche stretto collaboratore. Non trovano riscontro ufficiale le indiscrezioni sulla presenza di Francesco, ma una decisione in questo senso potrebbe arrivare anche all'ultimo. Sicuramente, da domani, per la prima volta nella storia, due papi coabiteranno a poche centinaia di metri, dentro il «recinto di San Pietro». Una vicinanza fisica che potrebbe preludere a una più stretta collaborazione. I contatti tra i due non sono mancati in questo mese, molto più intensi delle telefonate registrate dalle versioni ufficiali. Uno dei frutti sarà l'enciclica che Francesco potrebbe donare alla Chiesa in concomitanza con la chiusura dell'Anno della fede, un lavoro già impostato dal suo predecessore.
Al monastero Mater Ecclesiae - nel cuore dei Giardini Vaticani - i lavori di ristrutturazione sono terminati, e negli ultimi giorni le memores hanno fatto la spola tra Castel Gandolfo e le mura leonine per rassettare e sistemare gli ultimi dettagli. La struttura, che dal 1994 fino a novembre scorso ha ospitato - con turni di cinque anni - le monache, da giovedì diventerà il ritiro del Papa emerito. A sua disposizione, una stanza e un salottino per ricevere, ma anche uno studio dove collocherà l'inseparabile scrivania che acquistò quando ancora era un giovane studioso, nel 1954 in Germania. E sarà circondato dai suoi libri, rigorosamente collocati nella posizione di sempre. Del resto Ratzinger è un abitudinario… così, foto alla mano e scatoloni meticolosamente ordinati e numerati, i libri sono stati trasferiti in modo preciso su 240 metri di scaffali. Non mancherà il pianoforte, ad allietare qualche momento comune. Quanto al mobilio, la scelta è stata all'insegna della sobrietà: ciò che era nell'appartamento pontificio è rimasto lì, a disposizione del successore, mentre nella nuova dimora Benedetto XVI ha deciso di portare i vecchi mobili che usava da cardinale nell'appartamento di Piazza Leonina.
Con lui abiterà la stessa «famiglia» che è stata al suo fianco durante il Pontificato: le quattro Memores Domini e monsignor Georg Gaenswein, che nel frattempo è diventato prefetto della Casa Pontificia. In questa veste, gli spetterebbe l'appartamento nella prima loggia del Palazzo apostolico, che a questo punto rimarrà vacante, come quello papale, dove per ora Francesco ha deciso di non risiedere. Non ci sarà più monsignor Alfred Xuereb, passato al servizio del nuovo Papa, né il diacono che in questi mesi è stato al fianco di Benedetto XVI. Non risiederà all'ex monastero neanche Birgit Wansing, storica segretaria di Ratzinger, ma la sua sarà una presenza costante, visto che oltre a prendere le dettature è l'unica che riesce a leggere la minuta scrittura del Papa emerito, di solito appunti stenografati, come usa da sempre. Ci sarà anche una stanza riservata al fratello di Benedetto XVI, monsignor Georg Ratzinger, il quale in una recente esternazione si è detto molto contento di avere «una stanza tutta per me» per quando verrà in visita.

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