Berlusconi: "La democrazia a lutto"

Berlusconi accusa la politica: "Parlamento soggiogato dalla magistratura". Poi tuona: "Da oggi nessuno può stare tranquillo sui propri diritti". E lancia la campagna elettorale

Berlusconi: "La democrazia a lutto"

"Siam pronti alla morte". Silvio Berlusconi mutua le parole di Mameli, strappate all'Inno d'Italia intonato a gran voce dal popolo azzurro accorso davanti a Palazzo Grazioli, per lanciare la sfida a quel Senato che oggi ha votato contro il popolo italiano. Da vent'anni la magistratura ha preso in mano il potere. E oggi il parlamento italiano si trova soggiogato dalle toghe politicizzate che, collaborando a stretto contatto con la sinistra parlamentare, ha fatto di tutto per decapitare il centrodestra cacciando Berlusconi dal parlmento. "Oggi è un giorno amaro - ha tuonato il leader di Forza Italia dal palco in via del Plebiscito - un giorno di lutto per la democrazia". Ma nemmeno la decadenza riuscirà a fermare il Cavaliere.

L'intervento di Berlusconi è un vero e proprio atto di accusa. Un atto d'accusa che smaschera una volta per tutte i soprusi dei giudici e della sinistra. "La magistratura vuole la via giudiziaria al socialismo contro il capitalismo borghese - ha spiegato Berlusconi - quando la sinistra non è al potere la magistratura fa di tutto per farla tornare al potere". L'ultimo blitz giudiziario è stato firmato dalla Cassazione che ha condannato il Cavaliere nel processo sui diritti tv. La sinistra, poi, ha fatto la sua parte votando in Senato la decadenza. "Abbiamo già passato nella storia del nostro Paese un periodo difficile come questo", ha spiegato Berlusconi ricordando come, anche nel 1994, una magistratura di estrema sinistra si era data come missione quella di portare la sinistra al potere sgombrando il campo dai cinque partiti democratici che avevano governato per cinquant'anni. Oggi, come allora, è in atto lo stesso colpo di stato. "Queste non sono opinioni - ha denunciato - ma frasi che si leggono nei documenti di Magistratura Democratica che persino l’Unità nel 1978 ha accusato di avere abbracciato le idee estremiste delle Brigate Rosse".

Dal 1994 a oggi la magistratura rossa ha gettato contro Berlusconi 57 processi. "In nessun paese civile e democratico è mai successo che un leader politico abbia dovuto subire una simile persecuzione", ha sottolineato il Cavaliere puntando il dito contro l'ultima sentenza pronunciata dalla Cassazione. Una sentenza, quella sui diritti tv, "è basata solo su teoremi e congetture". Una sentenza che, come ha detto anche Berlusconi, "grida vendetta davanti a Dio e agli uomini". D'altra parte, pur di arrivare alla decadenza, i giudici e la sinistra "hanno calpestato la legge" trasformando l'Italia in un Paese dove nessuno può essere certo del diritto. D'altra parte oggi i grillini, il Partito democratico e il Sel di Nichi Vendola brindano perché sono riusciti a portare il nemico numero uno "davanti al plotone di esecuzione". "Brindano, ma non hanno vinto definitivamente la partita", ha avvertito il Cavaliere. La vera partita inizia adesso. Perché non basterà certo la decadenza a estrometterlo dalla vita politica. "Non disperatevi se io sarò fuori dal parlamento - ha assicurato - io sono qui e sto in campo. Anche da non parlamentare si può continuare a fare le battaglie".

La sinistra non ha voluto aspettare che la giustizia facesse il suo corso: ha imbrogliato le carte, ha affrettao i tempi, ha cambiato ad hoc il regolamento del Senato. Una delle più brutte pagine della storia della democrazia italiana, insomma. Presto i legali di Berlusconi presenteranno la richiesta di revisione del processo sui diritti tv alla Corte d’appello di Brescia. "Sono assolutamente sicuro che capovolgeranno la sentenza con una mia assoluzione piena - ha continuato Berlusconi - e allora, questi signori, cosa faranno? Mi faranno tornare in parlamento? Mi risarciranno?". Non c'è risposta. Perché la storia della giustizia italiana è costellata di vergognosi soprusi che gettano un'ombra sulla democrazia italiana. E l'unica risposta può arrivare dalle elezioni. Elezioni che Berlusconi vede avvicinarsi, sempre più velocemente. Tanto che la data per festeggiare l’obiettivo dei primi mille club "Forza Silvio" è stata fissata all’8 dicembre. La stessa delle primarie dalle quali uscirà il nuovo segretario del Pd. Dal palco di via del Plebiscito ha, però, rivolto un appello al voto utile: "Dobbiamo convincere i moderati ad imparare a votare, non devono frazionare il voto, devono votare solo per Forza Italia. Solo con una maggioranza tutta nostra potremo fare le riforme che servono al Paese".

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