Berlusconi smaschera le trame: Il governo? Lo abbatterà Renzi

Il Cavaliere rilancia sui temi economici: "Ma non dobbiamo fare gli incendiari. Serve stabilità, questo esecutivo è a termine per colpa del congresso democratico"

Berlusconi smaschera le trame: Il governo? Lo abbatterà Renzi

Probabilmente ha ragione il ministro Gaetano Quagliariello quando dice che «la vera partita per il governo si giocherà tra gennaio e febbraio dell'anno prossimo». Sarà allora, approvata la legge di stabilità, che i nodi verranno infatti al pettine e che le fibrillazioni delle prossime settimane potrebbero davvero esplodere. Quel che è certo, però, è che i mesi a venire sono destinati a un vero e proprio ottovolante, perché è chiaro che la tensione tra Pdl e Pd è destinata a salire vertiginosamente.
A un Silvio Berlusconi che rilancia sui temi economici, infatti, ieri ha risposto un Guglielmo Epifani durissimo che ha parlato di «inaccettabile ricatto da parte del Pdl» e che ha escluso che questo sia «un governo di pacificazione». Parole che ovviamente non sono troppo piaciute al Cavaliere, sempre più convinto che il Pd sia ormai in pieno clima congressuale. È questo il ragionamento che in privato l'ex premier continua a consegnare ai suoi interlocutori, con la certezza che alla fine saranno i Democratici a implodere. Così, almeno, argomentava Berlusconi giovedì durante un faccia a faccia con alcuni parlamentari siciliani (tra cui anche il sottosegretario e deputato Giuseppe Castiglione vittima del fuorionda di Piazzapulita). «Dobbiamo insistere sui temi economici – dice il Cavaliere ai presenti – ma senza prestarci a fare gli incendiari. Bisogna dare segnali di stabilità, anche perché questo governo è a termine per colpa del Pd». L'ex premier, infatti, è convinto che il passaggio congressuale sarà decisivo. E soprattutto che «quando alle primarie per l'elezione del segretario Matteo Renzi prenderà milioni di voti il Pd imploderà».

Ed è proprio in quest'ottica che Berlusconi pensa che Epifani sia seguendo una precisa strategia cercando di ributtare la palla dall'altra parte del campo. Sa che il suo partito rischia di sfasciarsi – è il senso dei ragionamenti dell'ex premier – e ha già iniziato a mettere le mani avanti dicendo che un'eventuale crisi di governo sarebbe causata dal Pdl.
Procede, intanto, il passaggio a Forza Italia. Oggi a Milano, infatti, si terrà la kermesse «Noi non molliamo mai» organizzata dai big della Lombardia. L'evento rappresenta una sorta di debutto sul territorio dalla nuova Forza Italia e non è esclusa la partecipazione di Berlusconi che giovedì a Roma ha «officiato» il battesimo della nuova sede di piazza San Lorenzo in Lucina. All'evento, che si terrà nella sede della Provincia, saranno presenti diversi esponenti lombardi del partito: da Paolo Romani, al ministro Maurizio Lupi, da Mariastella Gelmini e Daniela Santanchè oltre al vice premier Angelino Alfano.

Anche sul territorio, insomma, il partito si muove in vista di una nuova organizzazione e con l'obiettivo di tenere la macchina pronta a partire nel caso ci sia davvero una campagna elettorale. Anche se, spiega Raffaele Fitto, «al di là della formula organizzativa di Forza Italia in questo momento la priorità per noi è la battaglia in difesa del presidente Berlusconi. L'aggressione di cui è vittima – aggiunge l'ex ministro –, è evidente anche ai nostri avversari che la strumentalizzano». E non a caso, proprio ieri c'è stata una durissima polemica tra il capogruppo del Pdl alla Camera e il premier Enrico Letta. «Caro presidente – scrive Renato Brunetta in una lettera aperta - ieri hai detto come fosse un atto di fede: “In Italia lo stato di diritto funziona“. Ancora: “Siamo in uno stato di diritto, non ci sono persecuzioni (traduco: Berlusconi non è perseguitato)”. Sii più prudente. Queste parole perentorie si scontrano con la realtà e il buon senso. Sono anzi proprio false».