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Bossi, l'ultimo saluto a Pontida. Da Meloni a Giorgetti: ecco chi c'era. Salvini e il bacio alla moglie del Senatur

Applausi dai militanti e sostenitori per la premier Meloni. Fischi per Monti. Salvini in camicia verde bacia la testa di Manuela Marrone, moglie di Bossi: "Oggi non si dichiara nulla, oggi è la presenza"

Bossi, l'ultimo saluto a Pontida. Da Meloni a Giorgetti: ecco chi c'era. Salvini e il bacio alla moglie del Senatur
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Una corona di fiori bianchi e la bandiera del Sole delle Alpi sul feretro. Nell’abbazia di Pontida, in provincia di Bergamo, si tengono i funerali del fondatore della Lega, Umberto Bossi. L’ultimo saluto del 'suò popolo nella cittadina dove si tiene il tradizionale raduno del Carroccio a partire dal 1990. Sembra un tuffo nel passato tra cori “Padania libera” e “Secessione”, foulard verdi e bandiere della Lega Nord con l'Alberto da Giussano. In camicia verde anche il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini: "Oggi non si dichiara nulla, oggi è la presenza". Il segretario del partito di via Bellerio attende l’arrivo del feretro sulla scalinata, in corteo appena dietro i familiari il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, in lacrime.

Applausi dai militanti e sostenitori del Senatur all’indirizzo della premier Giorgia Meloni, di Luca Zaia e del governatore della Lombardia Attilio Fontana, mentre l’ex presidente del Consiglio e senatore a vita, Mario Monti, è accolto dai fischi e dalle urla “Vergogna”. Giorgetti legge la prima lettura, per la seconda si avvicina al microfono Renzo Bossi, salito sull’altare con i fratelli Eridano Sirio e Roberto Libertà. Le esequie sono state celebrate dall’abate Giordano Rota. “Con la fede vogliamo vivere questo momento di distacco dal nostro fratello Umberto. Penso ai familiari e agli amici più cari che, a quanto pare, sono tanti e oggi lo vediamo”, le sue parole nell’omelia. Nella prima fila siedono da una parte i presidenti delle Camere, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, la premier Meloni e i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini e dall’altro lato i familiari del Senatur. Partecipano alle esequie, oltre ai ministri, ai governatori e ai parlamentari leghisti, Marcello Dell'Utri e Fedele Confalonieri, la ministra del Turismo Daniela Santanché, il leader di Noi moderati Maurizio Lupi ed Enrico Borghi di Italia viva.All’uscita del feretro, si sentono i cori "Bossi, Bossi", "Padania libera", "Secessione, secessione".

Gli applausi si alternano ai lunghi momenti di silenzio e al suono delle cornamuse. Un gruppo di militanti urla: "Abbiamo un sogno nel cuore, bruciare il Tricolore". E ancora: "Roma ladrona, la Lega non perdona". I cori durano per alcuni minuti poi interviene Giorgetti, che alza la mano per provare a placare gli animi e dice “per cortesia” al microfono. La folla sventola bandiere con il Sole delle Alpi, della Lega Lombarda e con il volto del Senatur. Al termine delle esequie, il coro degli Alpini della Val Masino intona il ‘Va, pensiero’. Poi Salvini si avvicina alla moglie di Bossi, Manuela Marrone, e la bacia in testa.

Il momento conclusivo della cerimonia si svolge davanti al pratone di Pontida, dove svetta la scritta in verde a caratteri cubitali ‘Padroni a casa nostra’. Il corteo funebre passa tra due ali di folla con striscioni e bandiere. I militanti tornano a urlare: “Né neri né rossi ma liberi con Bossi”, “Roma ladrona, la Lega non perdona”, “Padania libera”. Arriva anche Salvini sul pratone e un gruppetto di duri e puri del Carroccio dice ad alta voce: “Vergogna, togliti la camicia verde”. Dopodiché si accende un breve battibecco tra sostenitori, alcuni dei quali replicano: “Basta, basta”. “Oggi non si dichiara nulla, oggi è la presenza”, le parole del vicepremier leghista. Che affida a un posto il ricordo del Senatur: “Trent’anni fa, come oggi, una battaglia che non era solo politica, ma identità, visione, popolo, destino.

Libertà, autonomia, territorio, lavoro, sacrificio, responsabilità, giustizia, sicurezza. In quattro parole: padroni a casa nostra. Spesso, allora come oggi, soli contro tutti. Questa è la Lega, una comunità in cammino. Buon viaggio Umberto, con Te tutto è iniziato, mai mülà!".

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