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Il Campo largo si traveste da esecutivo

La foto simbolica: tutti con la giacca blu istituzionale, sognando Chigi nel 2027

Il Campo largo si traveste da esecutivo
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Una foto può fare la differenza. Può mutare la percezione all'esterno. Perché l'immagine vale, a volte, più di cento parole. D'altronde, la politica è ormai comunicazione. Giovedì, tardo pomeriggio, galleria Alberto Sordi. Cinquanta passi da Palazzo Chigi, cento da Montecitorio. Siamo nel cuore dell'ars pubblica. Ed è lì che si ritrova tutta la sinistra per la presentazione del saggio di Giuseppe Conte, guida del M5S.

È già notizia che ci siano tutti: Elly Schlein, Nicola Fratoianni, Angelo Bonelli, il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, l'assessore capitolino, Alessandro Onorato, che ambisce a guidare il cespuglio centrista del campo largo. L'avvocato del popolo illustra il pamphlet. Assente Matteo Renzi ma è scontato. Raro che si faccia vedere al fianco dell'avvocato del popolo. Ci sono prime e seconde file del Pd e del M5S, si scorgono Dario Franceschini, Francesco Boccia, Roberto Speranza, Roberto Fico, governatore campano, e ancora vecchie conoscenze come Alfonso Pecoraro Scanio.

Il campo largo di rito progressista è al completo e viene immortalato dai fotografi. Colpisce un dettaglio: tutti i big indossano un abito blu. Un blu dal sapore istituzionale, un blu di chi già si prepara a vincere le elezioni politiche del '27 e di conseguenza a prendere le redini del Paese? Forse, chissà.

Certo è che chi ha preso parte all'iniziativa scorge per la prima volta un'aria differente. Schlein sta nel mezzo tra Fratoianni e Gualtieri. A proposito, è raro vedere il leader di Alleanza Verdi Sinistra così elegante.

Il mistero della sera diventa la colorazione della grisaglia. Si leva un brusio: «È un omaggio a Conte?» Il leader del M5S è noto al grande pubblico per gli abiti di sartoria - non sappiamo se Caraceni come l'avvocato Agnelli - rigorosamente blu o comunque scuri. Essersi omologati al capo dei 5Stelle potrebbe significare che in fondo il leader del M5S sta utilizzando la strategia comunicativa più performante. È lui l'esempio da emulare se il sogno di Palazzo Chigi può diventare realtà. E quindi è l'avvocato del popolo il frontman della coalizione? Appare però difficile che la segretaria dem possa accettare questo scenario. E allora l'ipotesi viene scartata da chi è presente e viene rilanciata un ulteriore suggestione: «Vuoi vedere che si sono messi d'accordo per veicolare all'esterno un messaggio di unità?»

Fin qui è emersa una sinistra che si è quasi sempre divisa, in aula, sulla solidarietà a Giorgia Meloni dopo l'attacco di Trump, sulla politica estera. E invece ritrovarsi

nella stessa location, con la stessa mise, della medesima colorazione, sembra essere un messaggio subliminale del tipo: da ora avanti non commetteremo più gli errori del passato, saremo un moloch fino alle elezioni, siamo d'accordo su tutto e se ce lo consentirete governeremo il paese. Nel segno del blu, va da sé. Qualcuno ci scherza anche su: «Il blu ha rottamato il rosso».

E mentre tutto questo succede e diventa il messaggio della sinistra del futuro Schlein si muove già da regina della coalizione. È volata a Barcellona dove si tiene il Global Progressive Mobilisation. Viaggio che le è utile per rafforzare la sua leadership anche in Europa. L'evento rappresenta il fischio di inizio della grande mobilitazione dei progressisti per contrastare l'internazionale sovranista.

Il premier spagnolo,

Pedro Sanchez, ha invitato tutti i leader progressisti. E punta sulla presenza della numero uno del Nazareno. La segreteria del Pd interverrà oggi in un panel. Ma più di ogni cosa auspica l'incoronazione da parte di Sanchez.

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