La Cancellieri stanga gli avvocati ma ha paura dei Pm

La legge forse è uguale per tutti, le toghe certamente no. Ci sono quelle buone e quelle cattive. Ci sono i giudici e i pm da una parte e gli avvocati dall'altra

La legge forse è uguale per tutti, le toghe certamente no. Ci sono quelle buone e quelle cattive. Ci sono i giudici e i pm da una parte e gli avvocati dall'altra. Quelli che possono dire tutto e gli impresentabili. Questo è ciò che viene detto a bassa voce e poi ribadito in pubblico.
Il labiale mette a nudo il ministro. O perlomeno i suoi pensieri. Non tutti. Non quelli più profondi.

Anna Maria Cancellieri svelata dalle telecamere di Sky, con un fuori onda da decifrare e parole da leggere sulle sue labbra. Solo che quelle parole sussurrate fanno sobbalzare e infuriare tutti gli avvocati. E non solo loro. Il Guardasigilli è a Napoli, quattro giorni fa, alla manifestazione «Il sabato delle idee». Deve incontrare avvocati e sindaci che protestano contro la riorganizzazione dei tribunali. Tagli, insomma. A quanto pare è una rottura di scatole. Tanto che lei, il ministro, si lascia scappare «Li vado ad incontrare così me li levo dai piedi». Non c'è bisogno di interpretazioni.

Ma per fugare ogni dubbio è la stessa Cancellieri a definire il suo punto di vista. Lo fa davanti agli uomini della Confindustria. Chi si oppone alle riforme in campo della giustizia? «Gli avvocati. Le grandi lobby che impediscono che il nostro diventi un paese normale». Magari ha ragione lei. Forse esiste davvero la lobby degli azzeccagarbugli. Ogni categoria fa nel grande gioco del potere la sua partita. Non ci sono, però, solo loro. Il Guardasigilli non si è accorto che in giro c'è una lobby molto più forte, un Palazzo, un potere che da anni sogna di sconfinare e che fa dell'immobilismo la sua legge, tanto da considerare qualsiasi riforma della giustizia un attentato alla Costituzione. No, evidentemente no.

Oppure il ministro fa la voce grossa con le toghe piccole, ma sta bene attenta a non infastidire i mastini di taglia grossa. La lobby anti riforme più ostinata e pericolosa è infatti quella dei dottor Balanzone, quella con personaggi grassi e potenti. È la lobby dei giudici. Quella che se la tocchi passi guai, e guai seri. Quella che non fa sconti. Quella vendicativa. Quella che appena la sfiori ti inquisisce per lesa maestà.

È una lobby così minacciosa che perfino il ministro della Giustizia non se la sente neppure di nominarla. Come se al solo pronunciarla si evocassero anatemi e disgrazie. È un'ombra che mette paura, tanto che la sua influenza agisce perfino nell'inconscio. Neanche in un fuori onda la Cancellieri si lascia scappare il nome della gran casta. È una censura preventiva per vivere tranquilli. Maledetti avvocati, loro portano la scusa. Ma chi soprattutto non vuole riformare la giustizia in Italia ha un nome e un cognome: magistratura democratica.

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