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Domande duplicate e firme false: un nuovo scandalo travolge la coop di Soumahoro

Domande di disoccupazione duplicate e pratiche bloccate: i braccianti hanno disconosciuto la firma apposta su quelle del patronato di Bari legato alla Lega braccianti di Soumahoro

Domande duplicate e firme false: un nuovo scandalo travolge la coop di Soumahoro

Striscia la notizia sta continuando a indagare sul "caso Soumahoro", raccogliendo quotidianamente nuove testimonianze, soprattutto, sull'attività del parlamentare nella Lega Braccianti. Nella puntata andata in onda ieri, Pinuccio, inviato di Striscia la notizia, ha raccolto le parole di Francesca Di Credico, sindacalista Fai Cisl, che è tornata sul caso del reddito di emergenza e su presunte incongruenze nell'operato della Lega Braccianti, gestita proprio dal deputato con gli stivali. Pare, infatti, che all'Inps siano arrivate doppie richieste per ottenere il sussidio di disoccupazione agricola.

Questo è quanto ha sostenuto Francesca Di Credico ai microfoni di Striscia. Da una precedente testimonianza rilasciata a Pinuccio da un ex socio della Lega Braccianti era emerso un accordo tra la Lega Braccianti e il patronato di Bari, confermato dal deputato nell'Ansa dallo stesso Soumahoro per sbrigare le pratiche burocratiche dei braccianti, come per esempio quella per il reddito emergenziale e la disoccupazione agricola. "Nel 2021 sono arrivate all'Inps delle domande doppie", ha detto l'inviato di Striscia la notizia prima di trasmettere l'intervista a Di Credico.

"Ci siamo ritrovati con delle domande duplicate, in particolare c'era un elenco che era affisso nella sede della Lega Braccianti al ghetto di Rignano" con le richieste dei lavoratori, ha spiegato la sindacalista. Di Credico, poi, ha aggiunto: "Abbiamo potuto constatare che diversi lavoratori, in realtà, avevano presentato la domanda di disoccupazione anche al nostro patronato, all'Inas, quindi abbiamo trovato le domande bloccate a giugno, quando viene liquidata la disoccupazione". Questo, come specifica la sindacalista, è stato un danno per i lavoratori, "che si sono trovati senza disoccupazione agricola, a dover aspettare di sbloccare la pratica e a revocare il mandato all’altro patronato, che a detta loro non è stato mai conferito".

Una situazione che Pinuccio ha approfondito, dichiarando di essere entrato in possesso di alcune lettere di diffida inviate all'Inps in cui, come spiega l'inviato, "disconoscono la domanda fatta al patronato di Bari con cui Aboubakar Soumahoro aveva l’accordo, e disconoscono anche la firma, minacciando azioni legali". Striscia la notizia ne ha mostrata una in cui si legge nero su bianco che il bracciante "disconosce l’eventuale firma apposta". In un'altra, invece, si legge che il bracciante mittente della missiva dichiara "di non aver mai conferito al patronato di Bari nessuna delega". Le lettere mostrate da Striscia la notizia sono datate 17 marzo 2022, ben antecedenti alla sollevazione mediatica del caso.

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