Il certificato antipedofilia? Obbligatorio solo per i neoassunti

L'obbligo dei datori di lavoro di richiedere il certificato anti-pedofilia riguarda solo i nuovi assunti. Il ministero di Giustizia, dopo la denuncia del «Giornale», è stato costretto a intervenire per capire l'assurda norma. E ha ceduto a una soluzione minimal e un po' paradossale: la regola, liberamente ispirata a una direttiva Ue, si applica a chi lavora a diretto contatto con i minori ma non sarà retroattiva. Niente certificato per colf e baby sitter e nemmeno per i bidelli, come per le altre categorie di dipendenti che svolgono un lavoro a diretto contatto con i minori ma che sono già sotto contratto. Si potrà poi procedere all'assunzione, in attesa dell'attestato del casellario giudiziale, con un'autocertificazione del lavoratore, che dichiari di non aver avuto condanne per reati contro bambini e ragazzi. L'obbligo di richiedere il certificato non grava poi «su enti e associazioni di volontariato, pur quando intendano avvalersi dell'opera di volontari», specifica la circolare di via Arenula. Nessun problema dunque per catechisti e volontari che operano presso associazioni di vario tipo, comprese le società sportive.
«I certificati saranno rilasciati entro qualche giorno dalla richiesta», assicura il ministero della Giustizia. «E l'ufficio del Casellario Centrale sta operando sul sistema informativo gli interventi necessari per fornire al datore di lavoro il certificato in questione con le sole iscrizioni di provvedimenti relativi ai reati contro i minori».
Nonostante le puntualizzazioni, però, qualche perplessità resta. E sull'interpretazione della normativa interviene anche l'Anp (associazione nazionale presidi): «Il certificato in questione- si legge in una nota- è prodotto obbligatoriamente da tutti i pubblici dipendenti (fra cui anche i docenti) all'atto della assunzione e non deve essere ulteriormente ripresentato fino a quando non si verifichino variazioni suscettibili di incidere sullo status». «Le scuole non devono fare proprio nulla se non essere particolarmente attente per quanto riguarda la documentazione dei supplenti annuali e temporanei, per i quali l'obbligo di produrre i documenti di rito si rinnova - prosegue la nota - con il primo rapporto di impiego stipulato dopo l'aggiornamento periodico delle graduatorie in base alle quali sono nominati». Per quanto riguarda il personale non scolastico, impiegato a vario titolo per progetti promossi dalle scuole, il relativo certificato generale potrà essere richiesto alla Procura.

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