Cicchitto, pessimista cosmico che butta tutto in politica

Dall'amicizia con Craxi all'affetto per Berlusconi, il portabandiera dei "governativi" vede sempre nero. Stakanovista di Palazzo, si ritempra con la sua pistola al tirassegno

Secondo chi lo conosce meglio, Fabrizio Cicchitto non è per nulla ostile al Cav come parrebbe dal suo atteggiamento. Anzi. Essendo però iracondo, è anche in lite con le buone maniere e appare stizzoso. D'animo, tuttavia, è buono.
Cicchitto passa per portabandiera dei «governativi» - Alfano, Lupi & co. - con i quali in realtà nulla ha da spartire né per storia politica, democristiani loro, socialista lui, né per età: i suoi 73 anni, contro i 40-50 dei ministri. Anche per questo ha stupito, dopo lustri di berlusconismo senza macchia, la sua recente smania di staccarsi dal Cav. Ma più che amore per gli alfaniani lo ispira la diffidenza verso i cosiddetti falchi del Pdl. Trova cretino che istighino il Berlusca a soluzioni muscolari per uscire dalle difficoltà, tipo affossare il governo o spiumare le toghe, per quanto indegne siano.
Il Berlusca rifiuta di credere che in politica esista la malvagità e che vogliano davvero azzerarlo, obiettando che lui non lo farebbe. Lui magari no, gli altri sì: basta guardare la faccia di Luigi Zanda. È su questa bambolaggine che contano i pasdaran del Pdl per convincerlo che uscirà dall'accerchiamento mostrando gli aculei. Per Cicchitto è il contrario. La soluzione è politica: più utile stare nel governo che fuori, più furbo carezzare il Quirinale che stuzzicarlo. Di qui, la fissa di creare un secondo Pdl più aperto e meno arroccato. Questo, in sintesi, quel che gli frulla in capo.
Il Cav è un ottimista. Cicchitto un catastrofista al cubo. Questo li differenzia aldilà dell'affetto. Se Fabrizio addenta una mela, dà per certo che ci sarà il verme. È quest'ansia a renderlo pensoso, distratto e a tratti iroso. Poiché ha spesso le scarpe slacciate - e se non fosse per la moglie Manuela andrebbe in giro con un calzino giallo e l'altro verde - una volta che stava per scendere le scale in quelle condizioni, un amico lo ammonì: «Attento che inciampi». «Ma che c...zo con i guai che abbiamo, pensi a queste sciocchezze?!», replicò sgarbatamente assorto com'era nella sua paturnia quotidiana, per lui più vitale che rompersi l'osso del collo. Fabrizio fu il primo ad accorgersi che le cose con Gianfranco Fini non andavano per il verso giusto. Ammonì il Cav, allora premier, a non tirare la corda perché al governo e al Pdl convenivano l'armonia. Fece lo stesso con Gianfranco e altrettanto inutilmente. Quando finì a torte in faccia, Cicchitto disse oracolare: «Poi dicono che sono pessimista. Mille volte di più devo esserlo».
La vita del Nostro non è stata facile. Di origini molisane, ma nato a Roma, Fabrizio frequentò il classico al Liceo Dante Alighieri, nel quartiere Prati, e si laureò in Legge alla Sapienza. Si appassionò di Economia e, avendo già la tessera Psi, entrò nell'ufficio studi della Cgil. Era un massimalista seguace di Riccardo Lombardi, il duro pugliese che aveva preteso la statalizzazione dell'elettricità, uomo onesto e paracomunista. Cicchitto fu, con Claudio Signorile, il giovane più in vista della congrega. Arrogante, vestito col gilè, sdottorava nel partito e sui giornali. Era la pupilla degli occhi di Lombardi e a 36 anni, nel 1976, fu eletto deputato. Confermato nel '79, incappò nello scandalo P2.
Nel Psi, c'era una lotta per bande. Sentendosi indifeso, nel dicembre 1980 Fabrizio cercò «protezione» nella Loggia di Licio Gelli. Con una iella stratosferica, che ha poi nutrito il suo pessimismo cosmico, gli elenchi segreti con il suo nome furono scoperti dopo meno di tre mesi. Altri, nelle sue stesse condizioni, negarono l'appartenenza o trovarono scuse. Lui fu convocato da Lombardi che gli chiese severo: «Ti sei affiliato?». «Sì», replicò l'altro afflitto. Il vecchio gli rifilò un notevole ceffone, intimando: «Ammetti tutto». Il meschino obbedì, condannandosi all'ostracismo ipocrita del Palazzo. Tutte le cariche che aveva nel Psi furono congelate e per anni fu dimenticato.
La sola cosa che non si fece mancare durante il purgatorio furono le belle donne. Strinse una relazione con l'affascinante femminista, Marta Ajò, da cui ebbe una figlia. Sposò poi l'attuale moglie che sembra una modella. Tornò in politica nel 1992, ripescato da Craxi che lo fece eleggere senatore. Fabrizio, che in gioventù lo aveva combattuto, gliene fu grato rimanendogli fedele nella disgrazia fino alla morte. Solo dopo, quando ogni speme di rifare il Psi, era tramontata, si avvicinò al Cav e al centrodestra. Il Berlusca lo rispedì alla Camera, dov'è da quattro legislature col Pdl, affidandogli i massimi incarichi. È stato vice coordinatore con Sandro Bondi che gli dedicò il verso: «La mia fede, è la tenerezza dei tuoi sguardi», trasfigurando poeticamente la sua presbiopia; capogruppo dei deputati; ora capeggia la commissione Esteri. Mai avuto invece ruoli governativi, perché li disdegna preferendo gli arzigogoli della politica pura.
Fabrizio è uno stakanovista sulle quattordici ore, metà delle quali passa urlando con i collaboratori ma senza creare rancori essendo arcinote le sue fisime. L'unico modo che ha per distendersi è andare al tirassegno a sparare con la pistola. Dopo cinquecento colpi e dieci sagome crivellate, è in pace con se stesso. È forse connessa a questa abitudine una certa durezza di orecchio. Di certo, il suo udito preoccupò parecchio il Cav quando lo spedì in missione al Quirinale ai tempi dello spread impazzito nel settembre 2011. «Purché si metta l'apparecchio acustico», sospirava il Berlusca che sapeva quanto Cicchitto fosse restio a mostrarsi con l'aggeggio ma consapevole di quanto fosse necessario che cogliesse ogni sussurro di Napolitano. Mandò messaggeri per raccomandarsi che però Fabrizio spedì all'inferno, lasciando insoluta la questione. Tanto che, per ore, mentre si svolgeva il colloquio sul Colle, risuonò in ogni stanza di Via dell'Umiltà (vecchia sede del Pdl) l'angosciata domanda: «Ce l'avrà o no l'amplifon?». La mansione, in ogni caso, fu svolta felicemente.
Cicchitto è un romanista perso. Quando la «maggica» gioca in casa è sempre allo stadio. Se ha di fronte un laziale lo mette in croce e l'ex capufficio stampa del Pdl, oggi deputato, Luca D'Alessandro, è laziale. Una volta che D'Alessandro prese una settimanella di vacanza, mentre lui lo voleva accanto sé, profittò dell'assenza per fargli dipingere in giallorosso le pareti dell'ufficio, a mo' di punizione. Quando l'altro, di ritorno, vide lo scempio del locale, il suo cuore laziale gli comandò di non entrare, a costo di licenziarsi. Così Cicchitto, ancora a spese sue, richiamò i pittori e, abbracciando Luca, gli ripristinò la stanza.
Un originale. Ma meglio matto che senz'anima.

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Commenti
Ritratto di cesare.quattrini

cesare.quattrini

Lun, 11/11/2013 - 09:17

é una partita difficile da pronosticare quella che si sta giocando nel pdl in questo momento. è vero che tutti quelli che si sono staccati hanno poi fatto,tra virgolette,una brutta fine.Però non si può negare che i guai per l'italia sono cominciati quando Fini,suicidandosi, con i suoi trenta deputati fece mancare i voti alla maggioranza che invece avrebbe avuto altri tre anni per governare con relativa calma , e fare qualche riforma liberale.Tutti ci ricordiamo lo spread,la riforma Fornero,le rivalutazioni catastali in funzione Imu, la spending review ecc. Fini , Casini sono stati accantonati però si può almeno dubitare (come in effetti stà facendo Cicchitto ) che questa volta il risultato di un'altra frattura possa non essere positivo (?) come i precedenti? Molti Italiani chiedono riforme,riduzioni di spesa pubblica,interventi sul mercato degli affitti, che andrebbero liberalizzati,sulla giustizia e perchè no, una nuova legge elettorale(almeno una correzione) e non capirebbero una nuova stagione di guerre fratricide. Per CONSUNZIONE finirebbero per voltare le spalle al cdx, a Berlusconi, a Alfano e Cicchitto ecc. Insomma vedrebbero la dx ammalata dello stesso male della sinistra e perchè dovrebbero rimanere con Berlusconi,che sarebbe infine identificato come il verme che guasta la mela. Io credo che Cicchitto non sia pessimista ma realista e in fondo una persona intellettualmente onesta.

Dako

Lun, 11/11/2013 - 09:40

Mister Cicchito pessimista ad giorni alterni (secondo convenienza) vista la situazione in cui si trova il capo Berlusca (praticamenta nella melma) è meglio prendere pian piano le distanze e accodarsi al trenino dei *nuovi* più giovani sapienti (a garantirsi la poltrona)... Alfano, Lupi etcc, e magari perchè no già che ci siamo mettiamoci anche l`illuminate Fini esperto a sfasciar Governi e sfasciar Partiti creandone di nuovi (suoi) i quali raccolgono così tanti voti quanti i fedeli dentro la Chiesa piena di Don Camillo e il *Kompagno* Peppone, buona fortuna Mister CICCHITO!!

Ritratto di Gigliese

Gigliese

Lun, 11/11/2013 - 10:13

Cicchito?? un'altro accattone della politica.Prima con Craxi poi con Berlusconi, adesso si è venduto a Letta insieme ad altri Giuda (quaccuariello, alfino,luppi,e etc.. ministri pdl) per poltrone. NOI ASPETTIAMMO SULLA SPONDA DEL FIUME.

Ritratto di rinnocent637

rinnocent637

Lun, 11/11/2013 - 10:26

Gista l'analisi su Chicchitto, ma solo in parte in quanto io personalmente lo conosco da quando è entrato in politica, ho alcuni anni più di lui e come lui ero per il pSI, per quanto lo conosca è un uomo molto indeciso e volubile, infatti non è che nel pSI abbia fatto molta strada, la sdrada gli l'ha spianata il Berlusconi investendolo di incarichi mai avuti, si può capire le sue preoccupazioni ma non condividerle per un semplice motivo. Mi pare personalmente assurdo che un eletto nel PDL messoa fare il ministro dal PDL per le larghe intese, ebbene dovrebbe rispettare l'elettorato e si fare le larghe intese, ma questo non vuole dire che il PDL deve accettare tutto dal PD, cosi non può accettare che il mio compagno di larghe intese affossi il mio Leader, come posso poi stare insieme? come posso giustificarmi con l'elettori del PDL, le larghe intese non vogliono dire subalternità ma onestà nellla collaborazione.

Ritratto di CADAQUES

CADAQUES

Lun, 11/11/2013 - 11:00

Il ragionamento é alla portata della piú modesta intelligenza e non occorre certo essere dei geni per capirlo. Occorre solo Buona Volontá. Se la spesa per mantenere l´apparato parassita statale é costante e se le Imprese e i Lavoratori sottomessi alla oppressione diminuiscono, la oppressione su ogni singola Impresa e su ogni singolo Lavoratore non puó che aumentare, accelerando ogni giorno in piú la distruzione delle capacitá produttive e il numero dei disgraziati nel Paese. --- Cari Italiani che chiedete solo che non vi sia sottratta la dignitá di poter lavorare onestamente pensate che la questione possa interessare minimamente ai porci dell´apparato mafioso che detta legge al Paese? --- É certo che il conto sará piú salato del 2012 --- A meno che, a 24 anni dal fallimento del Muro di Berlino in tutto il mondo (anche nella Cina di Mao), anche in Italia si riesca a derivare e sovvertire il Muro della "menzogna" che detta la legge della ignoranza e della violenza sopra la pelle dei Lavoratori e del Paese.--- É ora di iniziare a dire chiaro la Veritá: che il comunismo é un concentrato di pura "menzogna" per permettere alla "bassezza" di arrivare al potere dello stato e quindi di tutto un Paese (Lenin: "Tutti i mezzi sono leciti per la conquista del potere"), "menzogna" che solo permette e ha permesso (É Storia) "lo sfruttamento organizzato dei Lavoratori da parte di un autoritario apparato burocratico di ignoranti mafiosi e feroci parassiti". --- Una bruttissima Italia si spera possa presto fallire, quella della unione della ignoranza e della violenza di stato fascista con la "menzogna" e la "bassezza" dell´apparato parassita mafioso (lo chiamano "pubblico". Quale migliore parola per mascherarsi delle intenzioni piú nobili?) ... sopra la pelle dei Lavoratori, di chi con Intelligenza si inventa una vita onesta che produce benessere per se e per gli altri ! ... Una umiliazione ignorante, vile, indecente, unica al mondo, al Cuore, alla Ragione, alla Intelligenza (che si vuole annichilire per legge), alla Vita del Paese. --- A 24 anni dal fallimento del Muro di Berlino in tutto il mondo (anche nella Cina di Mao), in Italia é il Muro della "menzogna" che detta la legge della ignoranza e della violenza.

benny.manocchia

Lun, 11/11/2013 - 12:05

Un vecchio detto statunitense avverte:"Mai voltare le spalle a chi ha votato per te".La storia di questa nazione prova che i traditori, prima o poi,vengono bruciati. Un italiano in usa

acam

Lun, 11/11/2013 - 12:10

perna ho letto solo il primo terzo. uno che agisce come cicchitto in un momento come questo o é matto o é fregnone la forza del pdl era tutti dietro una bandiera e 75% de consensi, ha allora ce n'era solo per il Cavaliere e la solita invidia italiota ha rovinato tutto. il pdl parla di meritocrazia ma molti non sanno nemmeno Cosa sia ma sanno usaew ben la lingua nei Modi possibili. insomma a questo punto tutto seviva meno che questo baillame

BTrac

Lun, 11/11/2013 - 12:10

E adesso, a proposito della sua nuova avventura (il nuovo Fli con gli alfani, i quagliarelli, ecc.) Cicchitto come è? Ottimista o Pessimista? In ogni caso Berlusconi ha le sue responsabilità. Mi sfugge la necessità di andare a riesumare un socialista della prima repubblica che nessuno conosceva e di cui a nessuno importava. Non portava nemmeno voti (a parte, forse, quelli di parenti e amici). Ma perché se l'è preso?

fabiou

Lun, 11/11/2013 - 13:56

come fa ad esser pessimista della vita uno che non sa fare un cavolo di utile e prende 10mila euro al mese.?? ?? beato lui che puo sprecare i soldi per dipingere le pareti solo per scherzo.........

Ritratto di lectiones

lectiones

Lun, 11/11/2013 - 17:27

Il nostro CICCHITTO, già socialista ubriaco, inteso come bicchierino di gin da ribere dall'alba al tramonto. CF

mifra77

Lun, 11/11/2013 - 17:57

Il Gallo di metallo sul camino, va nella direzione dove lo porta il vento! Cicchitto è da un po' che con dito alzato cerca di individuare da che parte va il vento!

Ritratto di tantoquanto

tantoquanto

Lun, 11/11/2013 - 18:09

BURATTINO DI CORTE PD - SIA CACCIATO VIA DAL PDL E D FI LIBERIAMOCI DA QUESTI PARASSITI VENDUTI AL PD. SONO UNA VERGOGNA

Aristofane etneo

Lun, 11/11/2013 - 18:53

ERRATA CORRIGE per GIANCARLO PERNA (Lun, 11/11/2013 - 08:08)il quale sostiene che Fabrizio Cicchitto era un massimalista seguace di Riccardo Lombardi, il duro pugliese che aveva preteso la statalizzazione dell'elettricità, uomo onesto e paracomunista Falso, ma solo per il "pugliese"! Riccardo Lombardi era Siculo in quanto nato a Regalbuto (Catania), il 16 agosto 1901. Questo sapevo e questo è scritto su Wikipedia. Una bottiglia di prosecco di Valdobbiadene sarebbe gradita. Cordialità.

forbot

Lun, 11/11/2013 - 19:33

# X CADAQUES # Ma allora ci sarà mai qualcuno che inizia a prendere le redini in mano e ad indicare al popolo, ormai agli estremi, la strada per venire a capo di questa situazione assurda che ci vede in un Paese senza Governi che possano governare e che rischiamo di divenire la barzelletta di tutti gli altri popoli?

moichiodi

Lun, 11/11/2013 - 19:47

è iniziato la tecnica dell'accerchiamento. cicchitto, poi formigoni, poi quagliariello, poi qualcun altro ed infine alfano: il giornale è partito. chiudete gli armadi se avete scheletri!

Ritratto di LANZI MAURIZIO BENITO

LANZI MAURIZIO ...

Lun, 11/11/2013 - 20:41

SPERIAMO CHE VADA A FARE COMPAGNIA AL COMUNISTA GIANFRANCO FINI INSIEME AL DEMOCRISTIANO FORMIGONI, BRUTTA RAZZA DA REGALARE AI TROMBATI.