"Col Cav senza se e senza ma". Al Senato la truppa dei lealisti

La ricerca di traditori nel Pdl a Palazzo Madama rischia di essere fallimentare per Letta. Il gruppo di Gal assicura fedeltà a Berlusconi. Retromarcia dei sospetti dissidenti del Sud

"Col Cav senza se e senza ma". Al Senato la truppa dei lealisti

Roma - Silvio Berlusconi su chi può contare in Parlamento? Chi è un «berlusconiano vero» quando persino Angelino Alfano dichiara di esserlo sì ma «diversamente»? Berlusconiano senza aggettivi appare Giancarlo Galan che su Twitter si rivolge ad Alfano: «C'eravamo già accorti in molti e da molto tempo che eri berlusconiano a stagioni alterne» e poi attacca Fabrizio Cicchitto invitandolo a dire chiaramente se è dentro o fuori Forza Italia. Critiche ad Alfano arrivano anche da Sandro Bondi. «L'amico Angelino sbaglia ad avallare l'ipotesi che abbia prevalso una linea estremista - chiarisce Bondi - la decisione delle dimissioni è stata presa all'unanimità».

E chi sono i fedelissimi pronti a sfiduciare Enrico Letta quando si presenterà alle Camere per la «conta»? La partita più delicata per un eventuale Letta bis si gioca a Palazzo Madama. E proprio il voto del Senato potrebbe riservare qualche amara sorpresa per l'attuale premier che punta anche ai voti, dieci in tutto, del gruppo Grandi Autonomie e Libertà. Proprio ieri il capogruppo Mario Ferrara si è schierato a sostegno di Berlusconi, subito seguito da Giovani Mauro e Giovanni Bilardi. «Siamo in continuo contatto con Gianfranco Miccichè (leader del Grande Sud) - dicono i senatori - Condividiamo le scelte di Berlusconi e ne sosterremo la linea politica». Meno 3 a sfavore di Letta.

Tanti i senatori Pdl che ribadiscono la loro lealtà, pronti a fare muro intorno al presidente come Donato Bruno che dice «sono al fianco di Berlusconi senza il minimo dubbio e ne condivido ogni decisione e scelta politica». Al suo fianco anche Francesco Nitto Palma che definisce il gruppo dei possibili dissidenti come «una sparuta pattuglia» mentre, assicura, tutti i campani sono compatti e non subiranno «il fascino delle sirene del Letta bis». In prima fila c'è Mara Carfagna che ieri a Napoli insieme a Nitto Palma e a centinaia di sostenitori azzurri ha festeggiato con due torte il compleanno di Berlusconi e la rinascita di Forza Italia. Tra loro anche il «sospetto dissidente» Ciro Falanga che ha voluto ribadire la sua fedeltà a Berlusconi con altri tre senatori Pdl: Vincenzo D'Anna, Pietro Langella e Antonio Milo. «Siamo al fianco del presidente di cui condividiamo in pieno la linea politica», affermano.

Crede fermamente nelle potenzialità di una nuova Forza Italia anche il vicepresidente del gruppo Pdl in Senato, Paolo Romani. «Non vi sono più le condizioni per le larghe intese - dice Romani - Siamo accanto a Berlusconi in questo difficile passaggio». Sostenitori convinti di Berlusconi restano pure Lucio Malan, Anna Bonfrisco e Anna Maria Bernini che rivendica la coerenza tenuta in questo frangente. «Forza Italia ha tenuto fede all'impegno preso con gli elettori, non aumentare le tasse», dice la Bernini.

Alla Camera sono in tanti con Berlusconi «senza se e senza ma e contro i suoi aguzzini», come dichiara Luca D'Alessandro. Daniele Capezzone, contrario «a micro-maggioranze improbabili e raccogliticcie», plaude alle scelte di Berlusconi. Gianfranco Rotondi difende il leader del centrodestra dagli attacchi del settimanale Famiglia Cristiana («Berlusconi ha perso ogni filo di dignità») mentre Stefania Prestigiacomo apprezza che Berlusconi si sia «sottratto ai ricatti della sinistra».
«Berlusconi è sempre stato il punto di riferimento dei moderati e continuerà ad esserlo - taglia corto Mariastella Gelmini - Rivolgo a tutti un appello alla massima unità».

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