CONTRIBUTI ALL'EDITORIA «Rinascita» e le vendite gonfiate in edicola: truffa da 2,3 milioni

Anche i giornali che hanno fatto la storia ci cascano. Come già è accaduto per l'ex quotidiano del Partito socialista «Avanti!», anche «Rinascita», che discende dalla rivista culturale del Partito comunista, è oggetto di un'accusa infamante e indegna del suo passato: aver raggirato lo Stato. Il giornale finito sotto inchiesta è quasi clandestino e contrassegnato da posizioni neonaziste e negazioniste. Tant'è che i suoi articoli finiscono spesso nella rassegna stampa dell'Ucei, l'Unione delle comunità ebraiche italiane. Come riporta il «Corriere.it», nell'inchiesta si ipotizza che la cooperativa «Rinascita» abbia percepito indebitamente oltre 2,3 milioni di finanziamenti pubblici. Perciò la Finanza ha sequestrato beni e denaro per una cifra equivalente. E il presidente del Cda è indagato per truffa aggravata ai danni dello Stato perché avrebbe falsamente attestato la vendita nel 2009, paria 934.632 copie. Il numero è di poco superiore al 25% della tiratura netta complessiva, soglia al di sotto della quale non è possibile ottenere il contributo pubblico. Nel corso delle indagini la Gdf ha scoperto fra l'altro che la diffusione del giornale era affidata a due imprese di pulizie e disinfestazione, che però esistono solo sulla carta.

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