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Bologna, batosta della corte dei conti per Coop e Comune

La cooperativa e il presidente Manuele Roveri dovranno restituire oltre 66mila euro al Comune. Condannati anche due funzionari comunali per “colpa grave”: secondo i giudici furono omessi i controlli sui requisiti richiesti dai bandi pubblici

Bologna, batosta della corte dei conti per Coop e Comune
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Grane in vista per le cooperative bolognesi, che hanno legami solidi e datati con l’amministrazione a guida Matteo Lepore del Pd: a Corte dei Conti ha infatti condannato la cooperativa Estragon e il suo presidente Manuele Roveri a restituire al Comune di Bologna oltre 66mila euro “come totale di tutti i crediti indebitamente riconosciuti del Dipartimento
Cultura e Promozione del Comune di Bologna a seguito degli avvisi pubblici".
Una sentenza che nasce nel 2023 da un esposto firmato da Fratelli d'Italia a firma di Francesco Sassone (oggi consigliere regionale), Stefano Cavedagna (oggi europarlamentare) e Manuela Zuntini (ancora consigliere comunale). Tra il 2019 e il 2022, infatti, Roveri avrebbe presentato più domande di partecipazione a bandi comunali (tra cui i progetti Bologna Estate e il Progetto Iicc) dichiarando falsamente che la cooperativa fosse in regola con il pagamento dei tributi locali. In realtà, Estragon aveva accumulato debiti per Tari, Tares e Tarsu oscillanti tra i 30mila e i 44mila euro.
Dagli accertamenti della Guardia di finanza emergevano, secondo i pm contabili, "condotte causative di pregiudizio erariale a carico, rispettivamente, di Estragon e del suo amministratore e legale rappresentante, Manuele Roveri, in relazione alle false o omesse comunicazioni di insussistenza di debiti tributari a carico della menzionata cooperativa ai fini della partecipazione ai bandi comunali che subordinavano il riconoscimento dei contributi pubblici a tale specifica condizione". I giudici hanno ritenuto la condotta di Roveri connotata da dolo: "Ha attestato il falso perché era pienamente cosciente e consapevole della situazione debitoria della cooperativa Estragon, e ciò si evince dal fatto che, per tutti i bandi era richiesto, di dichiarare sotto la propria responsabilità, di aver preso visione e possedere i requisiti di partecipazione a pena di esclusione. È provato documentalmente che il signor Roveri, in modo reiterato, ha dichiarato di aver preso visione del bando e di essere in possesso dei requisiti di partecipazione". Ma non finisce qui, perché sono stati ondannati in via sussidiaria, per colpa grave, anche due funzionari del Comune: il dottor Osvaldo Panaro, ex direttore del Settore Cultura e Creatività, al pagamento di 11mila euro, e
la collega che gli è succeduta, la dottoressa Giorgia Boldrini, a 22mila euro.
Entrambi avrebbero omesso i controlli sulla posizione debitoria dei richiedenti. Sassone, che è il coordinatore cittadino di Fdi e Zuntini, consigliere comunale, cantano vittoria: "Gli esposti di Fdi risultano fondati e vanno a colpire in pieno la cattiva amministrazione della Giunta Lepore. Ancora una volta la Corte dei Conti certifica come la festione delle risorse pubbliche a Bologna avvenga senza il rispetto delle norme e contro l'interesse della città". A esprimere soddisfazione anche Matteo Di Benedetto, capogruppo Lega in Comune: “La sentenza della Corte dei conti sul caso Estragon conferma ancora una volta gravi criticità nella gestione dei contributi pubblici a Bologna, con mancati controlli e risorse erogate in situazioni che avrebbero dovuto impedirlo”.

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