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"Così si favorisce la rinascita dell'Urss". Il messaggio nostalgico del professore

Angelo D'Orsi ha pubblicato un'immagine mentre tocca il pizzetto di Lenin che, secondo la leggenda, porterebbe al ritorno dell'Urss: "Se ci fosse ancora il mondo non sarebbe migliore?"

"Così si favorisce la rinascita dell'Urss". Il messaggio nostalgico del professore
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C'è una città in Emilia-Romagna, immersa nella Pianura Padana, considerato l'ultimo avamposto del comunismo leninista, l'ultima "Stalingrado d'Italia" dove resiste il busto di Vladimir Il'ič, meglio conosciuto come Lenin. È Cavriago, cittadina di 10mila abitanti, famosa anche per aver dato i natali a Orietta Berti, dove tutt'oggi il busto del dittatore sovietico è un'attrazione turistica per i nostalgici del comunismo. "Leggenda dice che, toccando il pizzetto di Lenin, si favorisce la rinascita dell'Unione Sovietica. Io ci ho provato", scrive il professore, ex ordinario e storico all'Università di Torino.

D'Orsi si direbbe un nostalgico, visto che condivide con fierezza la sua immagine mentre accarezza il pizzetto bronzeo di Lenin della statua che lui stesso spiega essere stata realizzata a Lugansk, sottolineando che al momento è "Il solo monumento dedicato a questo gigante del pensiero e dell’azione in tutta Europa occidentale". E lo dice con un certo rammarico, aggiungendo che "evidentemente l’ombra di Lenin fa paura. Liberali fascisti e “democratici” fanno a gara per cancellarne la stessa memoria. Ma proviamo a riflettere: se ci fosse ancora l’URSS il mondo non sarebbe migliore? Sarebbe immerso come adesso in una condizione di guerra infinita e permanente?", si chiede il professore.

Bisognerebbe provare a chiedere a chi ha vissuto il comunismo leninista cosa ne pensa. Bisognerebbe chiedere ai polacchi che, guidati da Józef Piłsudski, sconfissero i sovietici in una battaglia decisiva con oggi è nota come "Miracolo della Vistola": Lenin sperava che i lavoratori polacchi insorgessero per accogliere i russi come liberatori, ma accadde il contrario e perfino i contadini si schierarono contro il tentativo, perché il sentimento nazionale polacco prevalse e l'Armata Rossa venne respinta alle porte di Varsavia, fermando nel 1920 l'espansione del comunismo verso l'Europa occidentale, infrangendo il sogno di Lenin di una rivoluzione globale. Bisognerebbe chiederlo ai cittadini della Slovacchia, dove la Repubblica Sovietica Slovacca che venne proclamata a Presov durò appena 2 settimane.

Il professore però da Cavriago ha voluto mandare "un saluto speciale al camerata La Russa che voleva far abbattere il busto lamentando che in Italia non ci fosse invece neppure un riconoscimento similare al fucilatore di partigiani, Giorgio Almirante", invitando i

"compagni, a riconoscere la gloria imperitura della Rivoluzione d’Ottobre! E di là spingetevi a Casa Cervi, a pochi chilometri, a Gattatico, per confermare tutto il disprezzo per il fascismo".

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