Primo test elettorale per il generale Vannacci, anche se non direttamente con il suo partito «Futuro nazionale» ma con liste locali guidate da vannacciani di provata fede. «Nel 2026 Futuro Nazionale non è presente in nessuna lista amministrativa, dal 2027 ci saremo - ha spiegato nei giorni scorsi Vannacci -. Però nel 2026 ci sono dei candidati che sono iscritti a Fn e che si richiamano a quello che noi rappresentiamo, ma non corrono per il partito, corrono con delle liste civiche che si sono fatte ad hoc. Per esempio, Vigevano». Ed è proprio Vigevano (nella foto un comizio di Vannacci nella piazza centrale) il caso più significativo, con il sostegno al candidato Furio Suvilla e una campagna in cui il generale si è esposto personalmente tra comizi, video e presenza sul territorio. Nella cittadina pavese, feudo leghista da sedici anni, l'esordio dell'europarlamentare fuoriuscito dalla Lega è andato benone: la lista dei «futuristi» ha superato il 14% di voti piazzandosi al quarto posto dopo il campo largo e i due candidati del centrodestra, che a lì ha corso diviso. «Vigevano è apripista per le prossime elezioni politiche - esulta Vannacci -. Questi sono i veri sondaggi non quelli delle agenzie ammaestrate».
Più modesti però gli altri esperimenti civici riconducibili all'area vannacciana. A Trecate (Novara) la lista «Futuro Trecatese» si è fermata attorno al 2%, mentre a Moncalieri Arturo Calligaro, altro candidato vicino al mondo di Futuro Nazionale, si è attestato poco sopra il 3,4%. Ancora più basso il risultato di Venezia, dove Luigi Corò con «Futuro per Venezia Mestre» è rimasto sotto l'1%. Numeri che raccontano come il «fattore Vannacci» sia molto legato al leader e funzioni dove il generale investe direttamente il proprio nome e costruisce una campagna forte, come a Vigevano. Che il fattore Vannacci sia una variabile da tenere in conto per il centrodestra in vista del 2027 lo dimostrano anche i movimenti nei consigli comunali e regionali, dove si registrano cambi di casacca dal centrodestra a Futuro Nazionale.
L'ultimo riguarda la Regione Lombardia, dove è nata la componente politica di Futuro Nazionale con l'adesione del consigliere Luca Daniel Ferrazzi, presidente del Gruppo Misto (ex lista Lombardia Migliore di Letizia Moratti) e Pietro Macconi, ex Fdi. Gelido il commento del governatore leghista Fontana: «Sono liberissimi di fare questa scelta, noi non abbiamo nulla in comune con Vannacci».