Decadenza, la sinistra tira dritto ma Alfano: "Il Pd sia ragionevole"

All'indomani del ricorso alla Corte di Strasburgo, Alfano: "Il caso non è chiuso". Ma la sinistra provoca. Violante: "Ricorso non ammissibile"

Decadenza, la sinistra tira dritto ma Alfano: "Il Pd sia ragionevole"

Il Pdl guarda alla Corte dei diritti dell'uomo con fiducia. Nel centrodestra molti contano sull'Europaper ottenere quella dichiarazione di innocenza che i giudici politicizzati italiani non hanno voluto emettere in favore di Silvio Berlusconi al processo Mediaset. Così, mentre dalla Svizzera spuntano nuove carte che i pm di Milano hanno volutamente snobbato, sembra allontanarsi l'ipotesi di una crisi di governo. Se, però, la sinistra dovesse ignorare il ricorso al vaglio a Strasburgo sarà chiaro, una volta per tutte, che l'unico obiettivo è far fuori il leader del Pdl grazie ai pm. "Il caso Berlusconi non è chiuso - ha avvertito il vicepremier Angelino Alfano a margine del Forum Ambrosetti - ci sarà un giudice anche lì e siamo fiduciosi".

All'indomani della presentazione del ricorso alla Corte dei diritti dell'uomo contro la decadenza da senatore (leggi il documento integrale), gli occhi sono puntati sulla Giunta per le elezioni del Senato che si riunirà domani. "La giunta è assolutamente sovrana", ha avvertito il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri respingendo la possibilità che il documento inviato a Strasburgo rallenti le decisioni. Linea confermata anche dal presidente della Giunta Dario Stefano che, in una intervista al Messaggero, ha chiarito che i lavori non saranno fermati in attesa di una decisione di Strasburgo. "Cosa facciamo se impiega 10 anni a valutare? - si è chiesto - Credo che il mandato che ci impone la legge sia quello di votare oggi sulla base delle leggi che ci sono oggi e non sulle conseguenze di scelte future". Il Pdl, però, chiede al parlamento, e in primis al Partito democratico, di non essere precipitoso nel decidere. "La giunta è un organo giurisdizionale e quello che gli si chiede è avere serenità di giudizio - è l'appello del ministro per le Riforme istituzionali Gaetano Quagliariello - non dico di non avere pregiudizi, sarebbe ipocrisia. Ma abbia onestà intellettuale che consiste di essere disponibile a superare pregiudizi".

Sebbene la sinistra giustizialista non voglia aspettare la decisione della Corte dei diritti dell'uomo, la ferita nel sistema Italia rimane aperta. E molti nel Pd non hanno tutta questa fretta di far decadere il Cavaliere da senatore. Come fa infatti notare lo stesso Alfano, col ricorso a Strasburgo il caso si riapre. "Ci sarà un giudice anche l e siamo convinti che ci siano tante ragioni per essere fiduciosi", ha spiegato il segretario del Pdl confidando che "si possa raggiungere quel risultato e quella attestazione di innocenza che in Italia non è stato possibile fin qui raggiungere". Se da una parte il Cavaliere è stato chiaro nel promettere di staccare la spina nel caso in cui dovessero farlo cadere, dall'altra i vertici del Pdl sono tra i primi sostenitori del governo Letta. Per il parlamentare del Pdl Fabrizio Cicchitto, intervistato da Libero, "se fosse il Pdl a determinare una crisi dell’esecutivo, commetterebbe un grave errore". La palla passa, quindi, nelle mani dei democratici che vanno subito all'attacco. "Il ricorso non è fondato. Un ricorso per essere fondato presuppone che la decadenza sia stata applicata. In questo caso non è stata applicata e quindi non credo sia ammissibile", ha spiegato Luciano Violante partecipando ad un dibattito alla Festa Democratica di Genova.