Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 06:02
In evidenzaAggiornato alle ore 06:02
Politica

Dell'Utri corregge il tiro: "Della grazia di Berlusconi non so un tubo"

L'ex senatore scarica tutto su Nicola Porro: "Mi è stato teso un trappolone"

L'avvocato libanese di Dell'Utri chiederà che sia rimesso in libertà

L'ex senatore Marcello Dell'Utri fa marcia indietro. Ieri sera, ospite del programma "Virus", su Raidue, aveva detto che i figli di Berlusconi avevano chiesto la grazia al Colle per il Cavaliere. Subito dopo era arrivata la smentita dall'avvocato Ghedini e dal Quirinale. Oggi Dell'Utri mischia le carte e scarica tutto su Nicola Porro. Sulla domanda di grazia dei figli di Berlusconi "mi è stato teso un trappolone, io non so un tubo. Nicola Porro ha voluto fare il piccolo Santoro, un Santoro a scartamento ridotto. E mi ha fatto buttare un po' di merda addosso". Così Dell'Utri, raggiunto telefonicamente dall’Ansa, cerca di spiegare come sono andate le cose: "È stato un grande equivoco - precisa - io ho risposto alle domande di Porro pensando che lui avesse la notizia della domanda di grazia, le mie erano solo considerazioni generiche ma non so nulla della grazia. Andate a rivedere la trasmissione". Tutto un gioco degli equivoci, dunque. Anche se durante la trasmissione non sembrava.

"Sono un po' arrabbiato - ha proseguito Dell’Utri - ma non voglio sottrarmi a quello che ho detto... ero convinto che Porro avesse la notizia della grazia e io facevo delle riflessioni. Porro mi ha chiesto 'allora la grazia l’hanno firmata tutti i figli?', io ho risposto, certo, tutti, perché è evidente che i figli nel momento in cui devono chiedere la grazia sono compatti". La colpa, dunque, secondo Dell'Utri è tutta del "malizioso" Porro. L'ex senatore prosegue ribadendo che "la grazia la deve dare motu proprio il Quirinale e non la deve chiedere Berlusconi". Incalzato dall'Huffington Post Dell'Utri non si smuove di una virgola: "Della grazia non so un c…o. E non ho detto niente di che"...

Sul tema della grazia al Cavaliere interviene anche Daniela Santanchè: "Il problema non è se la domanda di grazia sia stata presentata o no, il problema è politico ed è di Napolitano, ovvero se intende utilizzare gli strumenti che ha in quanto arbitro, come il 'motu proprio', ripristinando così lo Stato di diritto e la democrazia, oppure se intende essere un giocatore, giocatore nella squadra del Pd. Se Napolitano fa il giocatore - ha proseguito la parlamentare Pdl - allora viene meno il rispetto che si deve ad un garante. Napolitano non ha consentito a Berlusconi di governare, prima con la trappola del governo Monti poi con quella del governo Letta".

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.