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Dell'Utri corregge il tiro: "Della grazia di Berlusconi non so un tubo"

L'ex senatore scarica tutto su Nicola Porro: "Mi è stato teso un trappolone"

Dell'Utri corregge il tiro: "Della grazia di Berlusconi non so un tubo"

L'ex senatore Marcello Dell'Utri fa marcia indietro. Ieri sera, ospite del programma "Virus", su Raidue, aveva detto che i figli di Berlusconi avevano chiesto la grazia al Colle per il Cavaliere. Subito dopo era arrivata la smentita dall'avvocato Ghedini e dal Quirinale. Oggi Dell'Utri mischia le carte e scarica tutto su Nicola Porro. Sulla domanda di grazia dei figli di Berlusconi "mi è stato teso un trappolone, io non so un tubo. Nicola Porro ha voluto fare il piccolo Santoro, un Santoro a scartamento ridotto. E mi ha fatto buttare un po' di merda addosso". Così Dell'Utri, raggiunto telefonicamente dall’Ansa, cerca di spiegare come sono andate le cose: "È stato un grande equivoco - precisa - io ho risposto alle domande di Porro pensando che lui avesse la notizia della domanda di grazia, le mie erano solo considerazioni generiche ma non so nulla della grazia. Andate a rivedere la trasmissione". Tutto un gioco degli equivoci, dunque. Anche se durante la trasmissione non sembrava.

"Sono un po' arrabbiato - ha proseguito Dell’Utri - ma non voglio sottrarmi a quello che ho detto... ero convinto che Porro avesse la notizia della grazia e io facevo delle riflessioni. Porro mi ha chiesto 'allora la grazia l’hanno firmata tutti i figli?', io ho risposto, certo, tutti, perché è evidente che i figli nel momento in cui devono chiedere la grazia sono compatti". La colpa, dunque, secondo Dell'Utri è tutta del "malizioso" Porro. L'ex senatore prosegue ribadendo che "la grazia la deve dare motu proprio il Quirinale e non la deve chiedere Berlusconi". Incalzato dall'Huffington Post Dell'Utri non si smuove di una virgola: "Della grazia non so un c…o. E non ho detto niente di che"...

Sul tema della grazia al Cavaliere interviene anche Daniela Santanchè: "Il problema non è se la domanda di grazia sia stata presentata o no, il problema è politico ed è di Napolitano, ovvero se intende utilizzare gli strumenti che ha in quanto arbitro, come il 'motu proprio', ripristinando così lo Stato di diritto e la democrazia, oppure se intende essere un giocatore, giocatore nella squadra del Pd.

Se Napolitano fa il giocatore - ha proseguito la parlamentare Pdl - allora viene meno il rispetto che si deve ad un garante. Napolitano non ha consentito a Berlusconi di governare, prima con la trappola del governo Monti poi con quella del governo Letta".

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