La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha scritto una lettera alla presidente della Commissione europea per chiedere che la deroga al Patto di stabilità prevista per la Difesa venga estesa anche alle spese per l'energia. Nella missiva indirizzata a Ursula von der Leyen viene ribadito quanto già sostenuto di recente: con la crisi iraniana e i prezzi dell'energia elevati, per il governo italiano "sarebbe molto difficile spiegare all'opinione pubblica un eventuale ricorso al programma Safe". Questo a meno che la deroga, la "National Escape Clause", venga estesa anche ad una crisi che, come osserva la premier italiana, ormai interessa tutta l'Ue.
Secondo quanto si apprende a Parigi da fonti del Mef a margine della prima giornata del G7 Finanze, sull'allargamento si continua a trattare. Il ministro dell'Economia italiano, Giancarlo Giorgetti, ha incontrato tra gli altri i ministri di Francia e Germania e il vice presidente della commissione Valdis Dombrovkis, ribadendo la richiesta del nostro Paese, come già avvenuto in ambito Ecofin a Bruxelles.
Intanto il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, va all'attacco della premier. "Meloni scrive una lettera contro gli accordi che lei stessa ha firmato: su riarmo e austerità si guardi allo specchio", scrive Conte in un lungo post sui social. "'Il nuovo Patto libera circa 35 miliardi di euro. Buon compromesso. Intesa migliore possibile. Negli anni questo ha dichiarato Meloni agli italiani sul Patto di stabilità, mentre con una mano firmava a Bruxelles l’accordo che ha strangolato il Paese con vincoli agli investimenti in crescita, lavoro, sanità, scuola, energia, e con l'altra prendeva impegni e approvava deroghe per spendere sempre più solo per difesa e armi - aggiunge l'ex premier -. E ora che fa? Scrive fuori tempo massimo a von der Leyen una lettera e dice, ipocritamente, che 'non possiamo giustificare agli occhi dei nostri cittadini che l’Ue consente flessibilità finanziaria per sicurezza e difesa strettamente intese e non per difendere famiglie, lavoratori e imprese da una nuova emergenza energeticà.
Ora siamo al paradosso: Meloni si lamenta di accordi da lei stessa firmati e rivendicati, fermo restando che non rinnega affatto gli obiettivi di maggiore spesa militare. Tenta solo, per conservare la faccia agli occhi degli italiani, di distogliere l’attenzione dalle folli spese militari mettendoci accanto qualche spesa per l’energia".