Boom d'affluenza alle urne per il
referendum sulla giustizia: ha votato quasi il 59% degli aventi diritto, cifra record. A due terzi dello scrutinio, il No è saldamente avanti. A Milano i magistrati festeggiano ai primi dati, a Napoli intonano "Bella ciao"Referendum: dato definitivo, vince il No con 53,23% dei voti, Sì al 46,77%
Al referendum costituzionale sulla riforma della giustizia ha vinto il No. A scrutinio concluso, il No si è attestato al 53,74% con 14.461.375 voti, mentre il Sì si è fermato al 46,26% con 12.448.216 voti. È quanto riportato dalla piattaforma Eligendo del Viminale. Mancano i voti della sezione 127 del comune di Sassari (Ss) su cui sono in corso delle verifiche, gli atti sono stati inviati all'Ufficio centrale per il completamento delle operazioni. Il dato definitivo del voto degli italiani all'estero vede prevalere il Sì, che si attesta al 56,34% con 803.632 preferenze mentre il No è al 43,66% con 622.652 voti. A livello complessivo (Italia+estero) il No totalizza il 53,23% e il Sì il 46,77%.
Referendum: tra i votanti all'estero prevale il Sì
Sconfitto in patria, il Sì al Referendum sulla giustizia prevale tra gli italiani all'estero. Quando sono state scrutinate 1.733 sulle complessive 2.207 comunicazioni arrivate da altri Paesi i Sì sono infatti al 55,08%, contro il 44,92% dei No. E' quanto emerge dai dati riportati sul portale Eligendo. In particolare, il No vince solo in Europa: 55,62% a 44,38%. Mentre perde in America Settentrionale e Centrale (39,97% contro 60,03% Sì) ed ancora più nettamente in America meridionale (27,67% contro 72,33); mentre nella Ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide il Sì batte il No 53,2% a 46,8%.
Referendum: quando mancano solo 5 sezioni in Italia, No al 53,74%
Quando mancano solo 5 sezioni allo scrutinio per il referendum in tutte le 61.459 sezioni italiane, i No prevalgono con il 53,74% dei voti contro il 46,26% dei Sì, secondo i dati del portale Eligendo. Calcolando anche gli elettori all'estero, il dato complessivo vede vincere il No con il 53,39% sul Sì che è fermo al 46,61%.
Fazzolari, obiettivo fine legislatura rispettando gli impegni presi
"Noi siamo molto sereni perché il nostro orizzonte non sono le prossime elezioni politiche, che ci interessano il giusto, ma rispettare gli impegni presi in questa legislatura, non faremo delle scelte volte a massimizzare il consenso di qui alle politiche, l'azione sarà quella di chiudere la legislatura con il grande merito di dire "abbiamo rispettato gli impegni e poi gli italiani giudicherannò. C'è ancora più determinazioni a completare il programma". Così il sottosegretario alla presidenza Giovanbattista Fazzolari parlando con l'ANSA rispondendo alla domanda se sia necessario un cambio di passo nell'azione di governo all'esito del referendum sulla giustizia. "Il nostro auspicio - ribadisce - è fare una grande rivoluzione culturale in Italia che finora non si è mai riusciti a fare" e cioè "portare a termine gli impegni presi con il programma di governo. Ci siamo presentati alle elezioni con determinati punti programmatici, l'ambizione è quella di finire la legislatura avendo portato a termine il programma".
A Milano centrosinistra, Cgil e Anpi festeggiano il no in piazza Duomo
A Milano i partiti del centrosinistra, Cgil e Anpi festeggiano la vittoria del no al referendum in piazza del Duomo sulle note di 'C'è chi dice nò di Vasco Rossi, oltre che di Bella Ciao. La città si è espressa nettamente a favore del no in controtendenza con il resto della Lombardia dove ha prevalso il sì. In piazza, oltre alla Cgil, ci sono esponenti di Pd, Avs, M5S, Rifondazione comunista. "Milano, ancora una volta, dimostra di avere a cuore i valori della Costituzione, con un risultato straordinario non solo in città ma anche in città metropolitana - dice la segretaria del Pd Lombardia Silvia Roggiani -. Hanno mobilitato le tante bugie che la destra ha raccontato in questi mesi". Per il segretario milanese del Pd Alessandro Capelli, è " bello il risultato che si registra nella città metropolitana di Milano e nel Comune di Milano. Il No vince con largo margine e manda un ennesimo messaggio alle destre". In piazza anche la Cgil con il segretario milanese Luca Stanzione secondo cui "è stato determinante il voto dei giovani, c'è un Paese che reagisce quando si mette mano alla Costituzione, ma credo che tutti con questo voto abbiamo voluto dire che quella Costituzione va realizzata e che c'è un paese che non condivide la rotta che ha preso questo governo". A Milano in piazza Duomo per festeggiare la vittoria del no c'è anche l'ex magistrato Armando Spataro secondo cui il risultato del referendum è stato un "risveglio dell'impegno della società civile" per una riforma che "tendeva a spaccare la Costituzione". Per Primo Minelli presidente di Anpi Milano infine "ci aspetta un grande 25 aprile dopo questo risultato. Questo è un Paese che difende la Costituzione".
De Lucia: "Volontà italiani è chiara, ora affrontare problemi reali"
"Gli italiani si sono espressi chiaramente e hanno bocciato una modifica della Costituzione che, come la magistratura e parte della società civile avevano evidenziato, non avrebbe risolto nessuno dei tanti problemi che affliggono la giustizia e che toccano i cittadini". Lo dice all'ANSA, dopo la vittoria del no al referendum, il procuratore di Palermo Maurizio de Lucia. "Questo non vuol dire che abbiamo una giustizia soddisfacente ed efficiente. - aggiunge il capo dei pm - Perciò da ora è necessario lavorare con sobrietà e concretezza alla soluzione delle questioni reali, cominciando col potenziare mezzi e risorse".
Salvini: "Rispetto per gli elettori, ma rimaniamo convinti che la Giustizia debba migliorare"
“Quando i cittadini si esprimono hanno sempre ragione. Rimaniamo convinti, come milioni di italiani che meritano rispetto e gratitudine, che sia necessario migliorare il sistema della Giustizia. Anche per questo, il governo deve andare avanti con compattezza e determinazione”.
Così il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini.
Anm Milano: "Abbiamo difeso la Costituzione, non contestato il governo"
All'esito "di questo pomeriggio concitato l'Associazione nazionale magistrati di Milano ringrazia tutti i colleghi che hanno deciso di non rimanere chiusi nelle loro stanze e di confrontarsi con i cittadini, illustrando i contenuti della riforma e difendendo la Costituzione, insieme ad avvocati, professori e persone comuni, senza voler contestare il Governo, ma volendo spiegare, anche con autocritica, le ombre di una riforma che nulla aveva a che fare con il miglioramento del sistema giustizia". Un obiettivo, "quest'ultimo, verso il quale continueremo a impegnarci con il nostro lavoro quotidiano". Lo scrive il presidente dell'Anm milanese, Luca Milani, dopo che decine di magistrati a Milano si sono ritrovati, prima nella sala dell'Anm poi in Aula Magna, per confrontarsi sulla vittoria del No al referendum costituzionale sulla giustizia.
Referendum: avanti il No (sez. 59929/63740)
Referendum confermativo della legge costituzionale di riforma della giustizia Sezioni pervenute dall'Italia: 59531 su 61533; Sezioni pervenute dall'estero: 398 su 2207. Gli elettori in Italia sono: 45945861. Gli elettori all'estero sono in totale: 5478839. %SI %NO BIANCHE NULLE ------------------------------------------------- Totali 46,29 53,71 0 0 Totali Italia 46,25 53,75 0 0 Totali estero 51,14 48,86 0 0
Noto, alle urne chi non ci andava, nel 60% dei casi ha votato NO
"Il dato nuovo è che questa volta ha votato una quota significativa di elettori che non hanno votato né alle scorse politiche né alle scorse europee, dunque cittadini che verosimilmente non si rispecchiano nei partiti ma hanno votato nel merito del referendum. Il 60% circa di questi votanti si è espressa per il no". Lo spiega all'ANSA il sondaggista Antonio Noto del consorzio Opinio Italia per la Rai . Se il risultato del referendum è un messaggio al governo? "Non credo - risponde -, stiamo parlando di una fetta di elettorato che, se si votasse domani, non andrebbe a votare. Non è stata né una vittoria ne una sconfitta" del governo "ma un risultato nel merito".
Tajani, ci inchiniamo a volontà popolo, noi fatto tutto il possibile
"Il popolo sovrano si è espresso, e noi ci inchiniamo alla sua volontà. Si è espresso con un grado molto alto di partecipazione e questa, al di là del risultato, è una grande prova di democrazia. Noi abbiamo fatto tutto il possibile per far comprendere l'importanza di una riforma che avrebbe reso la giustizia più equa e l'Italia più libera. Però gli italiani sono stati di diverso avviso e ne prendiamo atto con il massimo rispetto". Così il segretario di Forza Italia, Antonio Tajani sul voto del referendum sulla giustizia.
Petrelli, la magistratura sempre più un soggetto politico
"C'è un dato con cui ci dovremo confrontare tutti perché oggettivamente nell'ambito di questa campagna referendaria è accaduto un fatto straordinario: una esondazione della magistratura rispetto al suo compito ordinario di organo della giurisdizione". Lo ha detto Francesco Petrelli, presidente del Comitato Camere Penali per il Sì, commentando lo scrutinio del referendum nel corso di una conferenza stampa. "Da Mani Pulite in poi abbiamo dovuto constatare che la magistratura si è fatta sempre più soggetto politico. Però ai tempi di Mani Pulite il consenso che veniva ricercato dalla magistratura era di tipo mediatico mentre abbiamo assistito ad un salto di qualità che è consistito da parte dell'Anm di fondare un Comitato. Significa che la magistratura ha tracimato al di fuori di quella che dovrebbe essere la sua vocazione di imparzialità istituzionale", ha aggiunto.
Gratteri, la vittoria del no è un segnale forte e chiaro
"La vittoria del No al referendum rappresenta un segnale forte e chiaro: la società civile è viva, attenta e pronta a mobilitarsi quando sono in gioco principi fondamentali. È stata una scelta consapevole, in difesa della Costituzione e dell'equilibrio delle istituzioni. Non è un rifiuto al cambiamento, ma di un metodo. La giustizia ha bisogno di riforme serie, capaci di ridurre i tempi dei processi e migliorarne il funzionamento, garantendo efficienza senza sacrificare le garanzie. Le riforme sono necessarie, ma vanno costruite con responsabilità e rispetto dei diritti". Lo dice il procuratore di Napoli Nicola Gratteri.
'Viva l'Italia che resiste', lo slogan in piazza Barberini a Roma
"Viva l'Italia che resiste": con questo slogan che accompagna la Costituzione italiana il Comitato società civile per il No al referendum costituzionale dà appuntamento a partire dalle ore 18 in piazza Barberini a Roma per festeggiare l'esito della consultazione. L'iniziativa è stata annunciata dal segretario generale della Cgil Maurizio Landini, durante la conferenza stampa insieme al presidente del Comitato Giovanni Bachelet.
Renzi, si è rotto il rapporto tra Meloni e la sua base
"Come si va avanti con il campo largo? Si devono fare le primarie il prima possibile: spero le si facciano presto" se c'è qualcosa che segna la novità politica è che si è rotto il rapporto tra la Meloni e la sua base". Lo ha detto il leader di Iv Matteo Renzi in collegamento con lo speciale di La7 sul referendum. "Nel centrosinistra ci sono posizioni diverse? Che si confrontino nelle primarie il prima possibile".
Nordio: "Prendo atto della decisione del popolo sovrano"
"Prendo atto con rispetto della decisione del popolo sovrano. Il nostro intendimento era quello di attuare definitivamente il progetto ideato da Giuliano Vassalli con il processo accusatorio e consacrato dall'articolo 111 della Costituzione che definisce il giudice terzo ed imparziale. Abbiamo impiegato tutte le nostre energie per spiegare, in termini accessibili, la complessità di questa riforma. Non è nostra intenzione attribuire o meno a questo voto un significato politico. Ringraziamo la parte dell'elettorato che ci ha dato fiducia e comunque ci consola l'alta partecipazione al voto che conferma la solidità della nostra democrazia". Così il ministro della Giustizia Carlo Nordio in merito al risultato del referendum sulla Giustizia.
Meloni: "Avanti con determinazione e rispetto verso popolo italiano'
"La sovranità appartiene al popolo e gli italiani oggi si sono espressi con chiarezza. Il governo ha fatto quello che aveva promesso, portare avanti una riforma della giustizia che era scritta nel nostro programma elettorale. L'abbiamo sostenuta fino in fondo e poi abbiamo rimesso la scelta ai cittadini e i cittadini hanno deciso. E noi come sempre rispettiamo la loro decisione". Così la premier Giorgia Meloni in un video sui social. "Resta chiaramente il rammarico - aggiunge parlando all'aperto, con una siepe alle spalle - per un'occasione persa di modernizzare l'Italia ma questo non cambia il nostro impegno per continuare con serietà e determinazione a lavorare per il bene della nazione e per onorare il mandato che ci è stato affidato. Andremo avanti come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, con determinazione e soprattutto con rispetto verso l'Italia e verso il suo popolo".
Referendum: avanti il No (sez. 37240/63740)
Referendum confermativo della legge costituzionale di riforma della giustizia Sezioni pervenute dall'Italia: 37211 su 61533; Sezioni pervenute dall'estero: 29 su 2207. Gli elettori in Italia sono: 45946524. Gli elettori all'estero sono in totale: 5478839. %SI %NO BIANCHE NULLE ------------------------------------------------- Totali 45,60 54,40 0 0 Totali Italia 45,59 54,41 0 0 Totali estero 50,53 49,47 0 0.
Referendum: FdI, riforma era in programma c.destra, agenda non cambia
Era un provvedimento che noi avevamo nel programma elettorale, avevamo il dovere di portarlo avanti perché era un impegno che avevamo assunto nei confronti degli italiani a cui abbiamo chiesto esprimersi”. Così il capogruppo di FdI alla Camera, Galeazzo Bignami, allo speciale di La7 sul referendum sulla giustizia. Se adesso serve una riforma elettorale? “Non credo che cambi la nostra agenda parlamentare – ha spiegato -, perché come avevamo detto fin dall'inizio le vicende attinenti alla consultazione referendaria era sganciata”.
Referendum: Conte, ce l'abbiamo fatta, viva la Costituzione
"Ce l’abbiamo fatta! Viva la Costituzione!". Così il leader M5S Giuseppe Conte sui social.
Referendum: Youtrend, ha vinto il No, vantaggio incolmabile
"Vittoria del No al referendum costituzionale della giustizia". Lo scrive su X Youtrend evidenziando che "con 20.932 sezioni su 61.533 il vantaggio è ormai incolmabile".
Referendum: proiezioni Opinio-Rai, il NO al 53,9%, il SI' al 46,1%
Il NO al 53,9% e il SI' al 46,1%. E' quanto emerge dalla seconda proiezione del consorzio Opinio Italia per la Rai sul referendum sulla giustizia. La copertura del campione è del 37%.
Referendum: avanti il No (sez. 16973/63740)
Referendum confermativo della legge costituzionale di riforma della giustizia Sezioni pervenute dall'Italia: 16969 su 61533; Sezioni pervenute dall'estero: 4 su 2207. Gli elettori in Italia sono: 0 maschi, 0 femmine, per un totale di 45946660 elettori. Gli elettori all'estero sono in totale: 5478839. %SI %NO BIANCHE NULLE ------------------------------------------------- Totali 45,69 54,31 0 0 Totali Italia 45,69 54,31 0 0 Totali estero 54,72 45,28 0 0
Magistrati Milano riuniti per esito voto, applausi agli exit poll
Si sono riuniti nella sala della sezione milanese della Anm, al primo piano del Palazzo di Giustizia, molti magistrati di Milano per attendere l'esito del voto del referendum sulla riforma della giustizia, guardando le notizie in tv. Ai primi exit poll, che danno il No in vantaggio, in molti hanno iniziato ad applaudire. C'è chi, comunque, ha invitato subito alla calma, spiegando che bisogna aspettare almeno gli esiti delle prime proiezioni. C'è, ad ogni modo, un'atmosfera di soddisfazione tra i magistrati milanesi, alla luce dei primi risultati. "È troppi presto, aspettiamo", dice qualcuno uscendo dalla stanza, che è gremita, con decine di magistrati presenti. Tanti applausi, però, continuano a risuonare.
Prima proiezione Opinio-Rai: SÌ 46,9%, NO 53,1%
Secondo la prima proiezione del Consorzio Opinio Italia per la Rai, relativa al referendum sulla riforma della giustizia, il sì è al 46,9%, il No è al 53,1%.
Referendum: avanti il No (sez. 5457/63740)
Referendum confermativo della legge costituzionale di riforma della giustizia Sezioni pervenute dall'Italia: 5457 su 61533; Sezioni pervenute dall'estero: 0 su 2207. Gli elettori in Italia sono: 0 maschi, 0 femmine, per un totale di 45947458 elettori. Gli elettori all'estero sono in totale: 5478839. %SI %NO BIANCHE NULLE ------------------------------------------------- Totali 45,47 54,53 0 0 Totali Italia 45,47 54,53 0 0 Totali estero 0 0 0 0 (ANSA).
Caiazza (Sì separa), exit danno il segno di un Paese spaccato a metà
"È un exit che dà il segno di un Paese spaccato a metà, di una consultazione schiettamente politica" con "la natura dello scontro molto lontana dal quesito: dovremo commentare un risultato decisamente politico che in questo momento ci dà il segnale di un Paese spaccato sia sul merito del quesito sia sul contesto politico nel quale si è svolto". Lo ha detto Gian Domenico Caizza del comitato 'Sì separà in collegamento con lo speciale del Tg1 sul referendum"
Seggi chiusi alle 15, afflluenza al 58,62%. Negli Instant poll è testa a testa
Alle 15 si sono chiuse le urne in tutta Italia per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia. Subito dopo partirà lo spoglio delle schede, che porterà ai risultati definitivi in una votazione che non ha bisogno di raggiungere un quorum per essere valida. Gi Instant poll danno un testa a testa con il Sì intorno al 49% e il No intorno al 51%
Referendum: Catania, scatta foto al seggio e viene identificato e denunciato dalla Gdf
Scatta una foto con il suo telefono cellulare mentre è al seggio elettorale della scuola Cavour di Catania ma viene scoperto e identificato dalla Guardia di finanza. La sua posizione sarà vagliata dalla Procura di Catania.
Tajani come Boskov: "Partita finisce quando arbitro fischia"
"Partita finisce quando arbitro fischià diceva sempre il grande Vujadin Boškov. Si vota anche oggi, fino alle 15!". Lo scrive su X il vicepremier e segretario nazionale di Forza Italia Antonio Tajani.
Meloni: "Affluenza? Democrazia è buona notizia"
"In generale la democrazia è una buona notizia". Così la premier Giorgia Meloni, all’uscita del seggio di Spinaceto, a Roma, dove si è recata questa mattina per il voto al referendum sulla giustizia, rispondendo a una domanda di LaPresse sul dato per l'affluenza.
Tajani, partita finisce quando arbitro fischia
"'Partita finisce quando arbitro fischià diceva sempre il grande Vujadin Boskov. Si vota anche oggi, fino alle 15!". Lo scrive su X il vicepremier, ministro degli Esteri e segretario di Forza Italia, Antonio Tajani.
Meloni, pronta per il voto, partecipare è importante
"Pronta per il voto. Ricordate: c’è tempo fino alle 15 di oggi per recarsi al seggio. Partecipare è importante". Così la premier Giorgia Meloni su X, riferendosi al voto per il referendum sulla giustizia, postando una foto con in mano la scheda elettorale.
Aperti i seggi, si vota fino alle 15.00
Hanno riaperto i seggi per il referendum confermativo della legge costituzionale recante: "Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare". Le urne saranno aperte fino alle 15, poi inizierà lo spoglio. I dati su affluenza e risultati saranno disponibili online sul portale 'Eligendò e sull'app 'Eligendo Mobilè.