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Dl Sicurezza, fiducia alla Camera. Piantedosi: “Norma sui rimpatri mantiene utilità”

Sono stati 203 i voti favorevoli per i 33 articoli del decreto Sicurezza tra i quali il fermo preventivo e il contributo per gli avvocati che si occupano di pratiche di rimpatrio

Dl Sicurezza, fiducia alla Camera. Piantedosi: “Norma sui rimpatri mantiene utilità”

La fiducia sul decreto Sicurezza è passata alla Camera con 203 voti favorevoli, 117 contrari e 3 astenuti. L'esame del provvedimento proseguirà ora con la discussione e il voto dei 145 ordini del giorno e poi ci sarà il voto finale, atteso per venerdì mattina. Sono in tutto 33 gli articoli del decreto Sicurezza che hanno ricevuto la fiducia della Camera e tra le misure c'è quella, duramente contestata dalle opposizioni, che prevede l'introduzione di un contributo, pari a 615 euro, per gli avvocati impegnati nelle pratiche dei rimpatri volontari assistiti dei migranti, contributo riconosciuto “all'esito della partenza dello straniero”.

Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, intervenendo a margine del convegno del Coisp a Roma, ha sottolineato che il decreto correttivo su quella specifica misura “prevede semplicemente un correttivo sulle osservazioni che ci sono pervenute dal Quirinale e, come abbiamo sempre fatto, teniamo in massima considerazione l'osservazione del Quirinale”. La norma, quindi, “mantiene la sua utilità e la nobilità che volevamo conferirle, cioè di rilanciare un tema, quello dei rimpatri volontari assistiti, che già si fanno insieme ad organizzazioni umanitarie, e lo faremo secondo le osservazioni che ci sono pervenute”.

Il testo contiene, poi, interventi sul fermo preventivo di 12 ore per persone giudicate pericolose in vista di un corteo o di una manifestazione, sul cosiddetto “scudo” per gli agenti, che viene esteso a chi, avendo commesso un reato con “una causa di giustificazione”, viene iscritto in un registro degli indagati distinto, e sull'uso dei coltelli, con particolare attenzione ai minori. È stato inserito nella fiducia anche un inasprimento delle pene per i furti commessi nelle abitazioni e una “stretta” per quanto concerne lo spaccio di sostanze stupefacenti per strada e i parcheggiatori abusivi.

“Si è parlato di 'Stato cattivo'? Mi chiedo se è cattivo uno Stato che, attraverso una politica di interventi normativi, si occupa del benessere dei poliziotti, della tutela legale e della presunzione di innocenza, peraltro senza che sia stato richiesto dalle organizzazioni sindacali”, ha detto ancora Piantedosi durante l’incontro sindacale. “Noi riteniamo che la libertà dei cittadini si esplichi attraverso il rafforzamento dell'autorità pubblica, non come concetto vessatorio, ma come qualcosa che rafforza lo Stato e aiuta a rendere più forte anche la libertà dei cittadini”, ha aggiunto. Domenico Pianese, segretario generale del Coisp, ha voluto ribadire che “la sicurezza non può essere considerata un concetto da salotto perché è il respiro quotidiano delle nostre città. Oggi la minaccia è un camaleonte: si sposta dai social alle piazze in un istante, diventando ibrida e imprevedibile. E questa metamorfosi ci impone un salto di qualità, affinché lo Stato non risponda con strumenti vecchi a sfide nuove”.

Quello della sicurezza “è un tema che riguarda la vita concreta di ogni persona come la libertà di muoversi senza paura, la serenità delle famiglie, la tenuta delle comunità. In questo scenario il ruolo delle Forze di Polizia diventa ancora più centrale e richiede strumenti adeguati alla complessità di questi nuovi scenari”.

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