Berlusconi da Santoro a Servizio Pubblico

La puntata inizia sulle note della canzone "Granada". Poi lo storico videomessaggio della discesa in campo del Cavaliere, nel 1994. Berlusconi: "Noi abbiamo subìto una politica di austerità che se applicata ad un’economia in sviluppo produce risultati. Se fatta, come è successo, porta a quello a cui assistiamo oggi: un calo di consumi, aziende che hanno esuberi, la cassa integrazione che non ha mai toccato questi livelli". Segui la nostra diretta su Twitter

Berlusconi da Santoro a Servizio Pubblico

Un duello atteso da più di dieci anni e finito in prima serata su La7. Negli studi di Servizio Pubblico ci sono tutti: Michele Santoro, Marco Travaglio e Silvio Berlusconi. Nel parterre di chi fa le domande anche due donne: Giulia Innocenzi e Luisella Costamagna. La puntata parte con una colonna sonora da corrida ma poi si trasforma in uno show. Santoro e soci lo incalzano ma il Cav risponde, ribatte e sorride. Tutto fila liscio, fino a quando il Cavaliere riserva a Travaglio una lettera stilata secondo il "metodo Travaglio": un elenco di tutte le condanne del vicedirettore del Fatto quotidiano. Un contrappasso che non va giù alla banda di Servizio Pubblico. Santoro interrompe Berlusconi urlando, il Cavaliere si alza dalla sedia e va verso il conduttore per dargli la mano ma lui si rifiuta. Santoro è livido, Berlusconi continua a scherzare. Dopo dieci anni di attesa è arrivato il verdetto: il Cavaliere ha steso Santoro e soci.

"Berlusconi stringe la mano a Santoro e a Travaglio"

Appena entrato nello studio di Annozero, alla domanda se fosse teso Berlusconi ha risposto: "No, perché?. Comunque vada per me va bene". Il leader del Pdl ha stretto la mano a Santoro, a Marco Travaglio e alla redazione di Servizio pubblico prima di concedersi ai fotografi.

"Questa per noi è una trasmissione ordinaria vi chiedo solo una cosa, potete applaudire quando finiscono i blocchi e inizia la pubblicità lascerei senza
applausi tutto quello fatto o detto prima. Non voglio claque, sono una cosa orribile
", ha detto Michele Santoro prima dell’arrivo dell'ex presidente del Consiglio. Anche per Santoro "comunque vada sarà un successo per i 100 mila che hanno contribuito a costruire questo programma". Tra il pubblico presenti, tra gli altri, Massimo Boldi, Isabella Ferrari e Antonio Padellaro.

L'inizio della puntata

La puntana inizia sulle note della canzone "Granada". "C’è sempre un momento in cui c’è chi sente di avere il carattere del torero e si sente di lanciarsi nell’arena per una sfida definitiva. Noi da tempo abbiamo detto addio a Granada, città dei toreri. Non abbiamo bisogno di un torero che ammazza un toro", ha affermato Santoro. Alla ripresa dopo la pubblicità, la trasmissione parte con lo storico videomessaggio della discesa in campo del Cavaliere, nel 1994, nel quale Berlusconi prometteva una rivoluzione fiscale. La musica: l’arcinoto inno di Forza Italia.

La crisi economica

Subito dopo il video di repertorio di Santoro manda in onda un’intervista di alcuni lavoratori del Nord, a Lumezzane (Brescia), nella quale si racconta il mondo del lavoro e delle imprese in crisi e gli interventi di operai lacerati dai dubbi sul voto da dare alle prossime elezioni politiche. Santoro inizia subito con una domanda insidiosa chiedendo se, nel caso in cui le sue aziende fossero ridotte male, le affiderebbe a un manager che ha gestito 8 anni degli ultimi 10 e ha ben più di 70 anni. La risposta di Berlusconi è sintetica: "Se si chiamasse Silvio Berlusconi, sicuramente sì". Argomentando poi la sua risposta, il Cav aggiunge che "non si può assegnare un’azienda in un momento di crisi a chi non ha nessuna esperienza".

"Abbiamo subito la politica di austerità"

Per quanto riguarda le cause che hanno portato alla crisi, Berlusconi spiega che "abbiamo subìto una politica di austerità che se applicata ad un’economia in sviluppo produce risultati. Se fatta, come è successo, porta a quello a cui assistiamo oggi: un calo di consumi, aziende che hanno esuberi, la cassa integrazione che non ha mai toccato questi livelli".

"Mi devo dedicare al Paese"

Sul suo ritorno in campo, invece il Cavaliere ribadisce che "avevo altri programmi" come "la costruzione di ospedali nel mondo per curare i bambini; volevo aprire università dove avrebbero insegnato Clinton, Bush, Blair, Putin, Aznar, tutti amici fatti in questi 20 anni di mia presenza sulla scena internazionale. Avevo immaginato l’apertura a marzo, ma mi sa che non ce la faremo perché mi dovrò dedicare al paese".

"Monti sta dietro una scrivania"

Berlusconi poi torna a tuonare contro Mario Monti. "Se il governo non interviene in modo appropriato, si produce qualcosa di disastroso. Le famiglie italiane sono colpite. Ogni famiglia ha una spesa di 2.500 euro, si è vista sfilare due mensilità solo per gli aumenti che ci sono stati". Al contrario di Monti, "io non vivo dietro una scrivania in un’università", afferma il Cavaliere. Che poi, per ciò che concerne il suo governo, si dice convinto che non vi sia stata nessuna responsabilità della crisi economica. "Confermo parola per parola quanto ebbi a dire nel 2009, la situazione era completamente diversa".

Il disastro del governo tecnico

"È stata una crisi internazionale curata molto male dal governo dei professori perché si è scatenata una tempesta perfetta, come il fenomeno dell’acqua alta a Venezia", spiega Berlusconi in merito alle responsabilità sulla crisi dell’esecutivo tecnico. Il Cavaliere cita fenomeni atmosferici per far capire cosa è avvenuto: "Bisogna che tutti insieme i fenomeni si concentrino. Questi sono la luna, il vento forte di scirocco, la pressione atmosferica e viene l’acqua alta".
Santoro lo incalza e interviene: "Se ci metti Monti poi è il diluvio universale...". E Berlusconi sorridendo: "Santoro ha anticipato con una battuta il mio finale". E di rimando il conduttore: "Lei come Noè - sbagliandosi con Mosè - sulla barca... I professori dopo un po' sono diventati sordi ai nostri interventi perché diciamocelo chiaro si erano montanti tutti la testa e hanno portato il paese nella situazione in cui siamo".

"Votare i grandi partiti o anni di lacrime e sangue"

"Gli elettori devono convincersi di votare per i grandi partiti, altrimenti il paese resta ingovernabile e avremo anni di lacrime e sangue e di crisi profonda: è necessario che un partito abbia la maggioranza assoluta e con quei voti cambi la Costituzione e doti il governo di strumenti per poter governare", ha detto il Cavaliere.

La polemica sull'Imu

Luisella Costamagna chiede al Cavaliere di rispondere all’operazione memoria sull’Imu: "Lei dichiarò: sì a un’imposta simile all’Ici. Adesso perché vuole abolire l’Imu? Perché non l’ha bocciata in Parlamento?". Il leader del Pdl risponde: "Non è in quella direzione che doveva essere l’Imu. Doveva comprendere tutte le imposte locali, doveva colpire gli immobili ad eccezione della prima casa, che consideriamo sacra ma non potevamo assumerci la colpa di far cadere il governo, un disastro dopo avergli votato la fiducia". Santoro gli contesta la risposta, Berlusconi per la prima volta polemizza: "Facile parlare per lei davanti a una telecamera...".Berlusconi ha poi proseguito: "Monti ha messo l’Imu sulla casa, ma noi la contrastammo. Ci riunimmo nella notte. Abbiamo fatto tutti i tentativi per farla cambiare, ma non ci siamo riusciti. Ci siamo chiesti se fosse opportuno fare cadere il governo e assumerci la responsabilità di un disastro. Altrimenti si guastavano tutti i rapporti che ci tenevano al governo..".

Il Cav a Santoro: "Lei ha fatto le serali?"

Altre scintille in studio. "Lei Santoro è andato all’università o ha fatto le serali?", chiede Berlusconi a Michele Santoro, e poi ride aggiungendo: "Io partendo da zero ho messo insieme 56 mila persone e versate nelle casse dello Stato 9 miliardi di euro. Il mio successo ha contribuito al mantenimento dello Stato", rivendica l’ex premier. Poi riprende il lungo discoso sulla necessità di cambiare la costituzione per rendere governabile il Paese e a Santoro che lo interrompe - tra vari sketch tra i due, caratterizzati da diversi sorrisi e un clima ilare - dice: "Vede che non l’ha ancora capito?". E il conduttore di rimando: "Vado alle serali e recupero".

"Santoro, siamo a Zelig?"

"Santoro ma per caso siamo a Zelig?", dice Silvio Berlusconi rivolgendosi al conduttore che subito replica: "Lei è Zelig". E subito il Cavaliere: "No è lei" e ancora Santoro: "Lei lo è più di me". A quel punto il conduttore si avvicina e gli chiede: "Presidente ma cosa accadrà ora che arriva Travaglio, quanto si arrabbia?". Il Cavaliere si gira e lo guarda: "Io arrabbiato? Le sembro arrabbiato? Mi sto divertendo tantissimo..". Pronto Santoro: "Vedrà ora che arriva Travaglio quanto si diverte".

Santoro chiama Travaglio

"Travaglio avvicinati, ci stiamo annoiando. Mettiamo un po' di pepe..". Così Michele Santoro invita Marco Travaglio ad avvicinarsi a Berlusconi. Inizia l’editoriale di Travaglio: si parla del processo Ruby e del presunto complotto internazionale sulla nascita governo Monti. Travaglio comincia a parlare del "libro paga con le 42 donne" pagate dal Cavaliere, ma Berlusconi prova a interrompere: "Non ho mai pagato una donna...". Ma Travaglio prosegue a ritmo serrato citando notizie e dichiarazioni dello stesso leader del Pdl. Berlusconi tace e prende appunti. Poi prende la parola e chiede che Travaglio rimanga seduto lì di fronte a lui e non vada via come avrebbe dovuto da copione: "Me lo lasci lì che lo guardo in faccia", dice Berlusconi.

Il monologo di Travaglio

Travaglio ha ripercorso le tappe del cosiddetto "Bunga bunga" prendendo come esempio il caso di "Barbara Matera prima a libro paga nel 2007 e 2008 e poi nel 2009 candidata e eletta al parlamento europeo e quindi ora la paghiamo noi". Poi Travaglio si è messo a elencare tutte le dichiarazioni e le interviste di Berlusconi in cui aveva espresso apprezzamento e pieno sostengo al governo Monti, sottolineando tra l’altro in più occasioni, di essersi dimesso dal governo per senso di responsabilità.

"Votate tutti per me"

"Negli anni del mio governo ho cercato di mettere d’accordo i miei alleati, i vari Follini, Fini, Casini etc., sulla riforma della giustizia. Dopo due anni ho dovuto abbandonare l’impresa. Se un partito non può cambiare la Costituzione, non si va da nessuna parte. Se gli italiani danno il voto a tanti signori che prendono il 4, il 5 o il 6 %, così il governo non può prendere alcuna decisione. Votate tutti per me, è l’unica soluzione". Michele Santoro replica: "Quindi, devono votare solo per lei, ma da solo... senza Tremonti, Maroni e altri... solo per lei. E anche il parlamento, che lo teniamo a fare? Ma togliamolo...". E Berlusconi risponde sorridendo: "Infatti".

"Sinistra comunista e criminale"

"Monti è stato tenuto su dalla sinistra che porta con sé il gravame e l’invidia verso chi ha di più, verso chi con sacrifici si è dotato di una prima casa. La sinistra porta dentro l’invidia che ha l’ideologia comunista, più disumana e criminale ed è rimasta la stessa", ha detto Berlusconi alzando il livello della voce fino a strillare rivolto verso il pubblico.

"Santoro si sta scavando la fossa"

Servizio Pubblico manda in onda il famoso servizio del vertice Nato di Strasburgo nel quale si vede Silvio Berlusconi che parla lungamente al telefono e Angela Merkel che attende impaziente che finisca. Servizio commentato ironicamente da Michele Santoro che non esita a definire "incazzata" la Merkel. E mentre il servizio va in onda, il leader del Pdl dice sottovoce: "Santoro si sta scavando la fossa, dategli una vanga così si nasconde dentro...". Poi, il Cavaliere prende la parola e racconta la sua versione dei fatti: "Si era a Strasburgo per nominare Rasmussen segretario della Nato; erano tutti d’accordo, tranne Erdogan che doveva dare il suo benestare perché serviva l’unanimità. Il giorno prima avevo fatto 4 ore di telefonate con Erdogan che è mio carissimo amico, e io sono stato testimone a matrimonio di un suo figlio; tutti mi avevano pregato di insistere con Erdogan. Cosa mi diceva al telefono? "Silvio mi chiedi di stracciarmi la faccia davanti alla mia popolazione, perché avevo detto che mai avrei consentito l’incarico a Rasmussen". E io ho dovuto penare non sa quanto le proverbiali 7 camicie. Erdogan ci ha pensato la notte e alla mattina io sono stato al telefono con lui e gli ho dovuto fare promesse per convincerlo.Con questa telefonata, attesa dalla Merkel, l’ho convinto, e ho detto habemus papam.. Merkel era contenta". E Santoro osserva sarcastico: "Però dissimulava...".

"Il debito pubblico va ridotto"

"Il debito pubblico non c’entra nulla con la crisi. Io sono quello che ne sa più di tutti perché sono uomo di trincea e di lavoro e sono stato il più anziano ai consigli di stato e di governo. L’ho eletto io Barroso...Il debito è sempre cresciuto perché come ho detto i governi non hanno strumenti di operare e non possono fermare la spesa. Non dobbiamo ridurre annualmente come voleva Merkel col patto fiscale di 50 miliardi all’anno il nostro debito pubblico,
dobbiamo farlo di soli 15 miliardi cosa assolutamente sostenibile e io ero lì a fare gli interessi dell’Italia"
, ha detto Berlusconi.

La versione di Tremonti

"La realtà è che abbiamo ricevuto una lettera dalla Bce firmata da Trichet, tutto il resto sono cose che non hanno alcun fondamento, sono cose che non corrispondono alla realtà. Non è che se una cosa la dice Tremonti è per forza vera", ha detto il Cavaliere in merito alla ricostruzione fatta sempre dagli stessi studi di La7 dall’ex ministro dell’Economia sulle condizioni che decretarono la caduta del governo Berlusconi. Poi: "Non può essere il mio presidente del Consiglio perchè la Lega dentro la mia coalizione rappresenta una percentuale molto bassa: la sua è una candidatura honoris causa".

Lo scontro con Santoro e Travaglio

Poi si ribaltano le parti. Per una volta, seduto alla cattedra di Marco Travaglio, c'è Silvio Berlusconi che legge una lettera in stile "travagliesco". Sulla sedia dell'ex premier si siede il giornalista. Una missiva in cui il Cavaliere ricorda a ìl giornalista di essere stato il suo primo editore e poi legge la lunga lista delle condanne per diffamazione del vicedirettore del Fatto Quotidiano. Una lunga lista, esattamente come quelle che è solito fare Marco Travaglio. L'ex premier viene interrotto da Santoro che gli impedisce di terminare l'elenco. I due si alzano e Berlusconi cerca di stringere la mano al conduttore che si rifiuta. Il Cavaliere va verso la sedia in cui era seduto Travaglio e finge di pulirla con un fazzoletto. Poi la tensione si smorza e alla fine, in chiusura, Santoro stringe la mano al Cavaliere. Ma il match lo ha vinto Berlusconi. E Santoro lo sa.