Duello tv, il Cav azzera Monti: "Mi confronto solo con Bersani"

Il Prof chiede un confronto tv per non sparire nel nulla: rischia di non avere parlamentari. Berlusconi: "È disperato"

Il Cavaliere Silvio Berlusconi alla convention del Pdl
Il Cavaliere Silvio Berlusconi alla convention del Pdl

Mario Monti ci riprova. Ormai non passa giorno che il Professore non si affanni a elemosinare un confronto televisivo per uscire dal cono d'ombra dei media e tentare di recuperare, nell'ultima settimana di campagna elettorale, quella manciata di voti che gli permetta di non scomparire dal parlamento. La lista "Scelta civica" rischia, infatti, di non superare la soglia necessaria a piazzare qualche onorevole nei palazzi romani. "Un confronto tv sarebbe segno di una democrazia matura - ha spiegato il premier a Rainews24 - altrimenti si rischia di involvere verso una democrazia senile e immatura". Dagli studi di Rtl 102.5 gli risponde Silvio Berlusconi rifiutando il duello ribadendo di essere disponibile solo a un confronto con il leader del Pd Pier Luigi Bersani.

Il Cavaliere è disposto a confrontarsi in televisione con l'unico candidato alle elezioni che, insieme a lui, ha una possibilità di vincere: Bersani. "Un confronto tv l’ho sempre accettato con chiunque, tanto è vero che talvolta ho avuto addirittura sei contraddittori - ha detto Berlusconi - in questo caso però avrebbe senso che vadano solo gli unici due che hanno possibilità di vincere". Il presidente del Pdl si è pure detto certo che Beppe Grillo non farebbe mai un confronto televisivo con lui: "Non gli converrebbe, non sa nulla sui conti dello Stato". D'altra parte è lo stesso guru pentastellato a fuggire dalle telecamere e scappare dal confronto televisivo. "Grillo non va in tv perché la telecamera, ritraendolo da vicino, avrebbe scoperto la sua intima natura di cattivissimo. Ha fatto benissimo a rifiutare il confronto tv perché ha una faccia che fa paura e il suo palcoscenico naturale sono le piazze. Abbiamo fatto un sondaggio, l’80% della gente che va ad ascoltare Grillo lo fa perché vuole divertirsi o per pura curiosità", ha spiegato il Cavaliere in un incontro organizzato da Confindustria Monza e Brianza. Per Berlusconi, "Grillo propone solo la distruzione dell'attuale sistema politico e così non si va da nessuna parte e fa proposte che non si sostengono come i mille euro a tutti. La presenza nelle sue liste di un 80% di personaggi della sinistra estrema potrebbe portare a "una balcanizzazione del parlamento che in questo momento immaginate quanto bene farebbe al paese".

L'ex presidente del Consiglio ha, quindi, ricordato che Monti è "disperato" perché "molto probabilmente non raggiungerà il 10% dei voti" e, quindi, resterà fuori dal parlamento, proprio come accadrà anche per Pier Ferdinando Casini e Gianfranco Fini. Arrivando a un convegno a Roma, Monti ha subito replicato stizzito: "Mi sembra che tutti loro stiano in un modo o nell’altro deludendo le aspettative e l’interesse legittimo degli italiani. È troppo facile raccontare la propria storia, bisogna comparare e discutere pacatamente. Non è possibile trattare gli italiani come dei minorati". "Ho l’intima certezza di una nostra vittoria, e nemmeno sul filo di lana", ha continuato il leader del Pdl spiegando che l'85% dell'elettorato di centrodestra non ha condiviso l'appoggio al governo dei tecnici: "Andando in giro ultimamente ho sentito invece che c’è stato un grande cambiamento". Tuttavia, Berlusconi non nasconde di avere qualche preoccupazione dettata dall'exploit del Movimento 5 Stelle: anche se il comico genovese resta "un fenomeno da baraccone", sottrae voti ai moderati e rischia di far vincere la sinistra. "In Italia i voti si sono sempre distribuiti così: un terzo alla sinistra e due terzi ai moderati; questi hanno sempre vinto tranne i casi in cui si sono presentati divisi", ha spiegato l'ex premier accusando anche i montiani di indebolire il centrodestra.

Per quanto riguarda l'alleanza con la Lega Nord, il leader del Pdl ha spiegato che "se la Lega ci crea problemi al governo, possiamo sempre far cadere la giunta delle tre regioni dove governano, credo che avremo mano libera per prendere tutte le decisioni se avremo alle elezioni il 55% alla Camera e una buona maggioranza anche al Senato".

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