Francesca Pascale è pronta a tornare alla politica attiva con i Gay Conservatori Liberali, inserendoli nell’alveo del centrodestra, nello specifico nella galassia liberale di ispirazione forzista, rivendicando un approccio liberale ai diritti civili, inclusi matrimonio egualitario e adozione, distinguendosi dalla sinistra accusata di ipocrisia e di appoggiare il terrorismo islamico. “Quando io ho cercato di fare il tesseramento delle due parti liberali, quindi gay liberali e arcigay, che è un'associazione di sinistra, a cui va il mio totale rispetto”, ha detto Pascale, chiedendosi però “Ma per quale motivo i diritti civili devono avere il monopolio di un colore politico?”.
Quindi, ha detto, “colore politico, e quindi i temi politici, devono dare a quel tema il programma, ma non la faziosità ideologica. È cosa che mi sono sempre chiesta. Io sono di centrodestra, io sono liberale, io sono berlusconiana che è ben altra cosa e sono ugualmente una donna libera”. Nel suo ribadire di essere una donna, ha aggiunto di poter essere “bisessuale, domani domani posso cambiare ancora sesso e non devo dire nulla a nessuno perché la mia sessualità non deve assolutamente dipendere da quello che è nel mio diritto nella società. Tra me e un eterosessuale, un transessuale, una persona di qualsiasi altra differenza rispetto alla mia non deve cambiare assolutamente nulla. Devono esserci diritti per tutti”. Pascale nella sua orazione ha dichiarato che vogliono dare “una versione differente dal ddl Zan, che è stato un fatto confusionario e sentimentale, ma non pragmatico e decisivo nella tutela delle minoranze nel nostro Paese”.
Nel suo discorso, Pascale ha parlato anche di fede, “fede verso l'Occidente, cosa che ci sta differenziando dalla sinistra. Ormai la sinistra è affiliata dai terroristi islamici che nel frattempo che vanno a sventolare la bandiera Rainbow sul Pride” e poi li “ritroviamo a sventolare la bandiera dei regimi islamici in altre manifestazioni”. Ma muove una critica anche a Maurizio Landini, sindacalista della Cgil, in piazza “a difendere la pace nel mondo” ma “Landini si deve si deve ricordare che ha firmato i contratti a 5 euro all'ora e non è lui di certo quello che deve raccomandare a come come dobbiamo pensare, cosa dobbiamo votare e qual è la giusta morale”.
Ma Silvio Berlusconi, ha ricordato, “a me ha insegnato soltanto una cosa: chi ci crede combatte, chi combatte vince. Loro hanno la fuffa, noi dobbiamo avere programma, dedizione e concretezza e lo possiamo fare con un partito che si chiama Forza Italia”.