Giannino: "Dimissioni irrevocabili". Ma rimane candidato premier

Il giornalista resta candidato premier. Non si sente degno di fare il presidente di "Fare", ma il presidente del Consiglio sì

Oscar Giannino, ex leader di "Fare - Fermare il declino"
Oscar Giannino, ex leader di "Fare - Fermare il declino"

Probabilmente, nelle prossime ore, nel curriculum di Oscar Giannino spunterà finalmente qualcosa di vero: ex leader di "Fare per fermare il declino". Dopo la bufera per il finto master all'Università di Chicago e le finte lauree in Giurisprudenza e in Economia, il giornalista ha deciso di fare (qualcosa) per fermare il (suo) declino: ha presentato "dimissioni irrevocabili" da presidente. Dimissioni farsa perché, almeno per il momento, rimane candidato premier. Insomma, Giannino non si sente degno di fare il presidente di "Fare per fermare il declino", ma di fare il presidente del Consiglio sì.

Dopo le dimissioni dell'economista Luigi Zingales e la selva di polemiche sui titoli di studio fasulli, il movimento di Giannino è finito nell'occhio del ciclone. Nelle ultime ore sono piovute accuse di ogni tipo. Questa mattina Eugenio Guarducci, capolista alla Camera in Umbria, è uscito di casa portandosi fisicamente dietro la laurea in architettura conseguita il 30 marzo del 1988 all’Università di Firenze. L’attestato originale con tanto di cornice dorata. "Un’ operazione trasparenza", ha sottolineato Guarducci. Quella stessa trasparenza che Giannino ha sempre predicato, usandola molto spesso per attaccare Silvio Berlusconi, e che adesso gli si è rivoltata come un pesantissimo boomerang. Mentre era ancora in corso il direttivo fiume all'Hotel Diana di Roma, Giannino ha annunciato su Twitter la decisione di lasciare il vertice del movimento: "I danni su di me, per inoffensive ma gravi balle private, non devono nuocere al partito". Una decisione netta e irrevocabile. "È una regola secca: chi sbaglia paga - ha spiegato il giornalista - deve valere in politica e con i soldi pubblici, io comincio dal privato". Adesso "Fare - Fermare il Declino" passa nelle mani di una donna, la giovane avvocato Silvia Enrico, che finora era stata coordinatrice prima della Liguria e poi nazionale.

"Giannino non ha voluto sentire ragioni, è stato irremovibile", ha raccontato uno dei 18 membri della direzione. Lo stesso Franco Turco ha raccontato che Giannino è "molto provato" dalla vicenda: "Ha avuto durante la riunione uno sfogo amaro e molto personale". Tuttavia, il suo è solo un mezzo passo indietro dal momento che non ci pensa nemmeno lontanamente di ritirarsi dall'agone politico e dalle prossime elezioni rimanendo, pertanto, candidato premier. La stessa Enrico ha confermato la decisione al termine della direzione nazionale spiegando che la decisione sulle eventuali dimissioni dal parlamento sarà presa dopo le elezioni, nel caso in cui Giannino venga eletto.

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