Ecco come la nostra crisi arricchisce la Germania

Record di occupati tedeschi: è il sesto anno consecutivo. Gli ultimi dati sull'economia di Berlino confermano: ecco chi cresce grazie alla crisi

Quello che per alcuni è una crisi per altri è un boom. Basta accostare i dati economici provenienti dalla Germania con quelli, per esempio, della Spagna per scoprire due paesi che potrebbero essere tranquillamente su altri pianeti.
L'ufficio federale di statistica tedesco ha rilasciato oggi i dati sull'occupazione e si tratta di numeri in proporzione quasi cinesi: gli occupati sono 41,5 milioni, in aumento per il sesto anno consecutivo e con un incremento di oltre 400mila unità solo nell'ultimo anno. Dall'inizio della «serie» positiva i lavoratori sono cresciuti di 2,7 milioni e, simmetricamente, i disoccupati sono scesi al 5,3% della popolazione attiva.
Anche senza considerare la Grecia, l'altra faccia della medaglia europea è rappresentata dalla Spagna, dove ormai 5 milioni di persone non riescono a trovare un lavoro con un pauroso tasso di disoccupazione del 25%, in continua crescita. In questa forbice che si sta aprendo sempre più è evidente a tutti che l'Italia sta percorrendo la strada spagnola.

Ma qual è il «segreto» tedesco? La Germania ha inteso prima e meglio di tutti che il mercato unico Europeo, venduto all'europeriferia come un'opportunità per contrastare la Cina e le economie emergenti, sarebbe stato in realtà un ring, un'arena con una feroce competizione fra gli stati dell'eurozona senza difese, bilanciamenti e barriere. Le riforme del mercato del lavoro tedesche sono quindi state mirate alla compressione salariale in senso competitivo. In Germania non esiste salario minimo. Molti occupati tedeschi sono in realtà «minijob» a 400 euro al mese e anche i salari dei lavori normali sono stati contenuti con inflessibile rigore e anche con (orrore!) aumenti di spesa pubblica, totalmente fuori dalle regole di Maastricht, per finanziare sussidi di mobilità. Sotto ogni punto di vista i tedeschi hanno «barato», ma il risultato è sotto i nostri occhi: dato che in media l'area economica europea ha saldo commerciale in pareggio significa che se uno vince gli altri perdono. Dall'inizio dell'area Euro il surplus della bilancia dei pagamenti tedesca è stato di circa 1500 miliardi, una cifra spaventosa, pagata dai deficit dei perdenti «partner» europei che adesso vengono sfidati a seguirne l'esempio. Nessuno degli europeisti senza se e senza ma in campagna elettorale sembra però intenzionato a dire ai propri sostenitori la «bazzecola» del feroce taglio salariale che dovrà essere forzatamente imposto in un vano tentativo di rincorsa competitiva alla lepre germanica. Se ne accorgeranno.

E lo spread? Anche in questo caso si dimentica spesso che non è necessariamente un costo in più che dobbiamo pagare sul nostro debito ma che si tratta di una differenza fra i tassi decennali tedeschi e i nostri. Anche quando il nostro tasso rimane fermo ma cala quello tedesco si ha lo spread.
Ebbene, ieri la Germania ha collocato sul mercato titoli di Stato a tasso zero. Anche in questo caso i capitali che fuggono dalla «periferia» per affluire verso Berlino provocano questa stortura. La sfortuna degli uni fa la fortuna degli altri che possono finanziare un debito maggiore di quello italiano a tasso zero o addirittura negativo. Un'aberrazione sotto ogni punto di vista che darà un vantaggio ai conti tedeschi per molti anni a venire. Il World Economy Institute di Kiel ha stimato che la Germania ha guadagnato dall'inizio della crisi 70 miliardi di minori interessi da qui al 2022. Insomma, l'Europa come una lotteria: tutti pagano il biglietto ma vince solo uno (e non siamo noi).
Twitter: @borghi_claudio

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Commenti

Sapere Aude

Gio, 03/01/2013 - 09:12

Fa piacere – anche se con qualche ritardo – essere messi a conoscenza da Borghi Aquilini che il mercato europeo è di fatto una lotteria truccata. A ragion di logica se si studia macroeconomia lo scenario doveva quanto meno essere noto ai cervelli illuminati ai tempi dell’entrata nell’euro. E visto i risultati tanto illuminati non dovevano esserlo davvero. Come sempre gli incapaci si notano nel disastro, prima erano esimi intellettuali degni di massima stima e fiducia. La domanda è se pagheranno? Non pagheranno. Le voci li danno come i mejo figli del bigoncio, pronti a diventare presidenti dello sgangherato paese: Prodi, Monti e Draghi. Se non cambiano velocemente registro invece dell’Europa unita la Merkel si troverà nella terza guerra mondiale in un amen. Io non ho più l’età, ma prenderci a sberle tra europei sembra inevitabile.

gpl_srl@yahoo.it

Gio, 03/01/2013 - 09:13

la germania non ha piu concorrenti e la Merkel con l' aiuto anche di Monti, sta arricchendo la propria industria favorita da tassi decisamente inferiori e da banche che aiutano l' industria: cosa negata da Monti alla industria italiana

Frid54

Gio, 03/01/2013 - 09:26

"Molti occupati tedeschi sono in realtà «minijob» a 400 euro al mese e anche i salari dei lavori normali sono stati contenuti con inflessibile rigore e anche con (orrore!) aumenti di spesa pubblica, totalmente fuori dalle regole di Maastricht, per finanziare sussidi di mobilità." Un piccolo consiglio: non potremmo "esportare (anche forzosamente, magari!)" i vari Camusso, Angeletti & C. alla corte della culona???

Oraculus

Gio, 03/01/2013 - 09:57

E' con disagio che leggo questa critica , bisogna anche dire che la Germania ha una cultura speciale per il suo Made in Germany , l'invento del "minijob" lo apprendo solo ora ma capisco che da un notevole impulso per contenere i costi di produzione e quindi cosi' favorire il proprio mercato interno. La Merkel , come i suoi predecessori e' un osso duro , il leader germanico gode di poteri che manco se li sogna quello italico , quindi i continui tira e molla nei governi italiani consigliano una riforma urgente per evitare il controllo scontrollato nel puro stile mafioso che si pratica per continuare a....sgovernare. Chiunque sia , piu' poteri al leader capo del governo! e meno al Presidente della Repubblica!. .

angel42xy

Gio, 03/01/2013 - 10:44

e berelusconi diceva che il premier deve avere piu potere. oggi gli ricxonoscono tutti la sua lungimiranza. ma chi non ha voluto questo? napolitano in PRIMIS..E TUTTA LA SX.. CON UNA RIFORMA DELLA COSATITUZIONE-PRESIDENZIALE FARE LE RIFPORME DIVENTA FACILE .. XCHè I PARTITINI E I TRADITORI NON AVREBBERO VITA.

nalegior63

Gio, 03/01/2013 - 10:51

se la campagna elettorale si incentra sulla megatruffa tedesca e sull uscita dall euro cosi che a mani libere ci riprendiamo il maltolto allora sara da preoccuparsi seriamente,ma certo ribelliamoci al sistema che ci impongono questi ILLUMINATI cacciamoli dai posti di comando a calci nelle palle rinsecchite che hanno o calci nei loro flacidi e viscidi culi

Raoul Pontalti

Gio, 03/01/2013 - 12:41

Non diciamo eresie per favore. Gli stipendi e i salari tedeschi sono molto più elevati dei nostri, fino a due, tre volte i nostri in taluni casi. Il minijob è riservato a quelle fasce deboli, CHE SONO GIA' ASSISTITE CON I SUSSIDI, per integrare il reddito e per incentivare la ripresa dell'attività lavorativa per donne casalinghe o disoccupati ad es. In Germania esiste il reddito minimo garantito che è fonte di parassitismo, posto che talvolta la differenza tra stare a casa e lavorare può essere al netto di poche centinaia di euro: con il minijob si vuole quindi incentivare gli assistiti a integrare con il lavoro il sussidio ricevuto a tutto vantaggio dell'economia nazionale. Poi, come sovente avviene sotto tutti i cieli, taluni imprenditori lucrano sui minijobs facendo lavorare questi collaboratori per un numero maggiore di ore rispetto a quanto contrattualmente previsto o retribuendoli meno. Va aggiunto che tali minijobs sono non solo a orario ridotto ma spesso anche a giornate ridotte, ciò che giustifica gli importi irrisori percepiti dal lavoratore, il quale però o è già assistito dai sussidi o ha altri lavori consimili o in proprio. Da noi contratti simili sono improponibili (anche se a me non dispiacerebbero) perché non esiste il reddito minimo garantito e soprattutto perché i piccoli imprenditori italiani, quelli più interessati a simili forme contrattuali, attuerebbero uno sfruttamento selvaggio, tenuto conto che costoro si avvalgono di manodopera straniera già sfruttata spesso in modo indegno con conseguente disoccupazione per gli italiani.

ademar

Gio, 03/01/2013 - 14:39

La differenza tra la Germania e l'Italia si riassume qui: in 20 anni i tedeschi hanno fatto rinascere la Germania Est impoverita dal comunismo, mentre noi non siamo riusciti a risollevare il sud Italia in 150 anni! Quindi: loro sono seri e capaci, noi cialtroni governati da furfanti.

cgf

Gio, 03/01/2013 - 15:51

proprio ieri parlavo con dei tedeschi di germania molto preocupati, solo siemens pensa di lasciare a casa oltre 4mila persone in breve tempo. Anche le case automobilistiche tedesche BMW - Mercedes - VW hanno piani di 'sfoltimento' per non parlare di GM, Opel che è sempre più in basso. Considerato che i modelli Opel sono gli stessi chevrolet, cambia poca roba, non è sicuro, ma probabilmente verranno dismessi gli impianti in Germania. già la corsa costa meno importarla dal sud america (dove è venduta uguale uguale come chevrolet)

Ritratto di franco@Trier

franco@Trier

Gio, 03/01/2013 - 18:10

ademar aggiungo che nel 2016 la Germania avra' pareggiato il suo debito come promesso dalla Merkel.Vedremo se lo fara' anche la Italia.Si CGF siamo prossimi alla miseria e alla fame vorra' dire che emigreremo in Italia.

mila

Ven, 04/01/2013 - 05:43

@ ademar -La differenza e' che anche la Germania Est e' abitata da tedeschi, mentre il sud Italia e' abitato da terroni.