Ennesima evasione del killer del catamarano Era in licenza premio

RomaIl killer del catamarano è evaso per la seconda volta. Filippo De Cristofaro, l'uomo che nel 1988 occupò per settimane le pagine dei giornali per aver ucciso la skipper fanese Annarita Curina, si è sottratto di nuovo all'ergastolo, come aveva già fatto il 6 luglio del 2007 quando, in permesso premio, aveva lasciato il carcere di Opera senza farvi ritorno ed era stato rintracciato un mese dopo a Utrecht. Questa volta il detenuto, conosciuto come «Rambo dei mari», sarebbe dovuto tornare nella prigione di Porto Azzurro il 21 aprile alle 10, dopo tre giorni di licenza. Ma è scomparso: il terzo killer che evade in quattro mesi in Italia.
Che fosse determinato Pippo, il ballerino e istruttore di fitness milanese emigrato in Olanda, lo aveva dimostrato già all'inizio degli anni Ottanta quando, inseguendo il sogno di una barca tutta sua, ne sottrae una nel Pireo e l'abbandona a Catania. Poi tenta la stessa impresa nelle Tremiti, a Rimini e a Cesenatico, senza successo. Ma è dopo aver perso la testa per Diana Beyer, tredicenne conosciuta in una discoteca, che progetta il diabolico piano.
Con la minorenne aveva passato quattro mesi nelle Baleri, sfidando la famiglia di lei, che arriva a denunciarlo. Pippo, però, non si dà per vinto e aspetta la sua fidanzata in Italia per mettere a punto un macabro disegno: rubare un'imbarcazione e scappare con lei, (che ora ha 17 anni, ndr) in Polinesia. Poco importa se questo prevede di eliminare il proprietario del natante.
Il giallo inizia il 28 giugno 1988 quando l'equipaggio del peschereccio «Azzurra '83», al largo di Senigallia tirando su la rete, trova in mezzo ai pesci un corpo, avvolto in una coperta e zavorrato da un'ancora legata alle caviglie. È Annarita Curina, la skipper che poco prima aveva affittato il catamarano Arx, che ha in comproprietà con un socio, Stefano Bersani, a Filippo De Cristofaro, all'epoca trentaquattrenne e alla Bayer.
Il gruppetto era salpato il 10 giugno dal porto di Pesaro con meta Ibiza: Bersani li avrebbe raggiunti più in là. Ma per Annarita il viaggio si interrompe molto prima: stordita con il Valium viene pugnalata a un fianco dall'olandese e massacrata a colpi di machete da Pippo, che getta il cadavere in mare e a Porto San Giorgio, cambia il nome del natante da Arx in Fly2. Qui sale a bordo un amico olandese, Pieter Gronendijk, albino che non passa inosservato. La polizia li insegue, ipotizzando che dietro la morte della Curina si celi un traffico di stupefacenti. I tre vengono avvistati in Tunisia, dove tentano un'ultima fuga a cavallo.
Al processo l'assassino si difenderà dicendo che Diana, gelosa di Annarita, l'avrebbe stordita mettendole del Valium nel caffè per poi accoltellarla a un fianco. Ma la skipper è solo ferita e per non mettere nei guai la sua donna ci pensa lui, con un machete. L'olandesina dirà invece di aver colpito perché succube di quell'uomo più grande di lei. Alla fine alla straniera verranno dati 6 anni e 6 mesi di carcere per concorso in omicidio: sconterà 15 mesi. A De Cristofaro in appello viene inflitto l'ergastolo e Gronendijk rimedia una condanna per il furto del natante.
Già durante la prima fuga nel 2007 Pippo aveva cercato di raggiungere Diana. «Ho ancora molta paura di lui - dice oggi la donna, che ha 42 anni e tre figli -. Non lo sento da 26 anni e mi chiedo come sia potuto evadere di nuovo». Invece «Rambo dei mari», che aveva ottenuto un permesso premio, il quarto negli ultimi mesi, ce l'ha fatta di nuovo.

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