«Eravamo arrivati in tempo Così ci è stato impedito di presentare i documenti»

RomaIn attesa di una possibile soluzione politica del pasticcio delle liste, arriva nella serata di ieri la prima buona notizia per Renata Polverini e per il Pdl del Lazio. La Corte d’Appello ha riammesso il listino della candidata del Pdl, inizialmente escluso. Dopo una giornata di attesa, quando ormai si pensava a un rinvio della decisione alla mattinata di oggi, i giudici hanno cancellato non il più grosso ma quello pregiudiziale tra i due punti interrogativi sulle elezioni nel Lazio: il centrodestra, ora, almeno la sua candidata presidente ce l’ha. Poi toccherà al Tar (o a un decreto del Consiglio dei ministri) stabilire se è in corsa anche la lista del principale partito che la sostiene, il Pdl.
Almeno per il listino del presidente, quello che promuove in blocco i 14 candidati in caso di vittoria del capolista e senza il quale la candidatura della Polverini sarebbe decaduta, ha prevalso il buon senso invocato in questi giorni da più parti. Le motivazioni della decisione, contenute in quattro pagine, saranno rese note oggi, ma già ieri il presidente dell’ufficio centrale elettorale, Fausto Severini, ha anticipato che il ricorso, preparato dal responsabile dell’ufficio elettorale del Pdl Ignazio Abrignani con l’avvocato dell’Udc Gianni Galoppi, è stato accolto «in quanto è stata integrata la procura mancante», vale a dire la firma di Alfredo Pallone, vicecoordinatore del Pdl nel Lazio e uno dei due esponenti del partito incaricati di presentare il listino lo scorso 27 febbraio. Infatti, ha sottolineato Severini, «nelle operazioni di presentazione, era prevista una procura congiunta, ma una era risultata assente». «Questa è una giornata straordinaria - esulta Polverini - ma non abbiamo avuto mai dubbi e non abbiamo mai perso la fiducia». Poi un tocco quasi strappalacrime: «Mia madre mi ha appena chiamato, era in lacrime per la riammissione del listino».
Prima delle lacrime di gioia, ieri nell’entourage della Polverini era stato il giorno dell’ansia e della piazza. Non quello del ricorso al Tar avverso l’esclusione della lista provinciale del Pdl, che sarà presentato oggi. Ieri pomeriggio il collegio degli amministrativisti incaricati dal partito del premier ha perfezionato la redazione dell’atto. Data la delicatezza della materia, si è voluto evitare che la fretta assommasse nuovi errori a quelli di cui è già infarcita questa vicenda. Non ha aspettato invece Fabio Desideri, che nella triplice veste di consigliere regionale uscente del Pdl, candidato alla riconferma nella lista esclusa ed elettore, ha presentato ricorso al Tar, parlando di «misura estrema che risulta non proporzionata rispetto al lieve scostamento dal termine perentorio di legge, anche in ossequio al principio di massima partecipazione alla competizione elettorale». Desideri aveva inizialmente chiesto al Tar di emettere un provvedimento provvisorio e urgente che bloccasse l’esclusione della lista della provincia di Roma del Pdl dalle elezioni regionali, ma la decisione del presidente della seconda sezione bis del Tar, Eduardo Pugliese, di fissare al prossimo 11 marzo la discussione in camera di consiglio, e in composizione collegiale, del ricorso (il merito sarà discusso il 6 maggio) ha fatto cadere la necessità di un provvedimento urgente. Il termine ultimo per dirimere in via giudiziaria la vicenda, in base al calendario elettorale, è fissato al 13 marzo, giorno in cui andranno pubblicati i manifesti elettorali.
Ma ieri è stato anche il giorno della piazza. Il Pdl ha mobilitato tutti a piazza Farnese per invocare la libertà di voto. Una manifestazione che ha perso un po’ di smalto man mano che, con il passare delle ore, prendeva piede l’ipotesi di un decreto «aggiusta-liste». Buona comunque la partecipazione di folla: «Questa è la piazza vuota di Renata Polverini», ha gongolato la candidata del centrodestra. Che è stata la vera protagonista dell’uggioso pomeriggio romano. Tra i presenti alla manifestazione, il presidente dei senatori Maurizio Gasparri, il capogruppo dei deputati Fabrizio Cicchitto, il ministro della Gioventù Giorgia Meloni, il sindaco di Roma Gianni Alemanno e sua moglie Isabella Rauti, a sua volta candidata nel listino Polverini. «Non c’è burocrazia, pioggia, non c’è nulla che potrà fermare questo mare di gente che vuole solo votare il Pdl ed i suoi candidati», ha detto la candidata, prima di abbandonarsi al primo grande sospiro di sollievo di queste ore infuocate.