Il Giorno del Ricordo si avvicina e la censura dell’Anpi si abbatte su Italo Bocchino. Il direttore editoriale del Secolo d’Italia, il 10 febbraio prossimo, avrebbe dovuto partecipare a una seduta del Consiglio regionale della Toscana in qualità di curatore di un cortometraggio sulla storia degli esuli realizzato da una imprenditrice toscana, Federica Masoni Martini.
Dopo le vivaci proteste dell’Anpi e dell’Aned contro la partecipazione di Bocchino, Stefania Saccardi, presidente dell’Assemblea, ha deciso che "la commemorazione si svolgerà, senza interventi esterni, nell'ambito del Consiglio regionale".
A seguito di tale scelta, Fratelli d’Italia ha annunciato che non parteciperà alla seduta. Chiara La Porta, capogruppo dei meloniani in Regione, ha bollato come “assurda e sconcertante” la decisione presa dalla Saccardi e "avallata" dal presidente Eugenio Giani. “Il Giorno del Ricordo è l'occasione per ricordare la tragedia dell'esodo e delle foibe, per troppo tempo dimenticata e onorare la memoria delle vittime, non scambiarci opinioni. Per questo motivo non intendiamo partecipare a una seduta solenne trasformata in dibattito”, ha detto La Porta che considera "ancor più vergognoso” che “a imporre chi può parlare e chi no sia stata un'associazione che da sempre nega o minimizza le violenze comuniste degli uomini di Tito”.
L’Anpi locale, infatti, pochi giorni fa auspicava che “i consiglieri regionali che si riconoscono nei valori dell’antifascismo e della Costituzione” si interrogassero “in coscienza, sull’opportunità di partecipare a una seduta che rischia di allontanarsi dal significato profondo della ricorrenza”.
Anche il consigliere regionale Jacopo Cellai parla di “censura della sinistra sulle foibe” e punta il dito contro il centrosinistra che, succube delle proteste di Anpi e Aned, ha escluso Bocchino, nonostante in un primo momento il Consiglio regionale lo avesse invitato, in quanto “troppo politicizzato, troppo di destra e soprattutto non abbastanza antifascista per i loro gusti”. Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente Giani che ha difeso la decisione di Saccardi, volta a evitare “strumentalizzazioni politiche delle parti, e quindi – ha spiegato Giani - se sulla scelta dei nomi dei relatori dell'occasione ufficiale si deve invece preferire un autentico dibattito del Consiglio regionale in cui ogni forza politica possa esprimere la propria opinione, sicuramente è consigliabile, non ci si può inalberare su quello o quell'altro nome per dare una versione propria di quello che è accaduto nella Giornata del Ricordo".
Al presidente della Toscana ha subito replicato l'europarlamentare di Fdi Francesco Torselli che ha definito le sue parole "di una gravità assoluta, peggiori della decisione del presidente Saccardi". E ha aggiunto: "Esiste una sola verità: alcuni partigiani italiani scelsero di trucidare i propri connazionali per servire la bandiera rossa anziché quella tricolore". Non è certo la prima volta che l’Anpi sminuisce la tragedia delle foibe.
Basti pensare che solo pochi giorni fa l’Associazione dei partigiani ha diffuso un comunicato in cui auspica “che il Giorno del Ricordo diventi davvero e finalmente un momento di memoria di tutte le vittime civili, italiane e slave, e di denuncia delle gravissime responsabilità del regime fascista, le cui colpe sono state sminuite o semplicemente rimosse".